accadde oggi

11 marzo 1944

Una delle stragi più efferate nella quale perirono tra gli altri 19 jugoslavi che colpì il territorio Ascolano (frazioni di Pozza, Umito e dintorni – Acquasanta Terme, AP) durante la Seconda guerra mondiale. All’alba dell’11 marzo 1944 un nutrito gruppo di soldati nazisti, guidati da collaborazionisti fascisti della provincia, attaccò la frazione di Pozza incendiando tutte le case dei contadini accusati di dare ospitalità ai partigiani e fucilarono per rappresaglia 8 giovani. Dopo essersi scontrati con i partigiani, sfogarono la loro rabbia contro la popolazione locale devastando il paese e uccidendo Nicola Donfrancesco e Anna Sparapani, una bambina di pochi mesi. Nel combattimento persero la vita anche 23 partigiani, la maggior parte dei quali stranieri.

11-18 marzo 1949

In Parlamento accanito dibattito sull’adesione italiana al Patto Atlantico. Manifestazioni in tutta Italia, in quella a Terni, la polizia uccide l’operaio Luigi Trastulli.

11 marzo 1977

A Bologna Francesco Lorusso viene ucciso da un colpo di pistola sparato da un agente di PS durante le manifestazioni presso l’Università. Nello stesso mese in tutta Italia si moltiplicano le manifestazioni contro la violenza fascista.

11 marzo 1983

A Comiso i carabinieri arrestano 11 donne del campo internazionale contro l’installazione dei missili, smantellano le tende e bruciano le suppellettili.

accadde oggi

9 marzo 1982

A Roma, convegno internazionale di donne contro l’installazione dei missili Usa a Comiso organizzato dal Coordinamento Donneinlottaperlapace.

9 marzo 2020
Il governo Conte applica misure restrittive denominate lockdown come risposta alla Covid -19 attraverso un protocollo d’emergenza che impone restrizioni alla libera circolazione delle persone per diverse ragioni, siano esse relative alla salute, o inerenti a questioni di pubblica sicurezza.

IMPERIALISMO E SIONISMO = BARBARIE E ORRORI

comunicato ULPC
Imperialismo e sionismo=barbarie e orrori

Nella mattina di sabato 28 febbraio Stati Uniti e entità sionista di israele hanno riaperto il fronte di guerra contro l’Iran bombardandone diverse città, uccidendo la guida suprema Ali Khamenei, dirigenti e ufficiali iraniani e bombardando coscientemente ospedali e una scuola femminile, uccidendo oltre 180 bambine.
La nostra solidarietà all’Iran e al popolo Iraniano, che paga con il proprio sangue il ruolo di difensore della propria autodeterminazione e indipendenza, l’opposizione al progetto imperialista statunitense e coloniale sionista del nuovo Medio Oriente, il sostegno alla Resistenza palestinese, contro lo sterminio del popolo palestinese in atto da cento anni da parte dell’entità sionista, in sintonia con gli interessi imperialisti statunitensi, britannici, francesi e di tutte le “diplomazie” occidentali che hanno già frantumato l’Iraq, La Siria, lo Yemen, la Somalia, la Libia.
L’Iran, paese chiave per il passaggio di vie commerciali e con enormi risorse energetiche, rappresenta l’ultimo scoglio al completo controllo del Medio Oriente da parte degli Stati Uniti e alla costruzione della Grande” Israele” da parte sionista, nel quadro dello scontro interimperialista con Cina e Russia.
L’imperialsionismo occidentale a guida statunitense, in una lunga fase di crisi da sovrapproduzione e in pieno scontro con i nuovi interessi imperialisti dei paesi che si sono impetuosamente sviluppati proprio grazie alla sua politica economica globalizzata e che stanno mettendo in discussione la sua supremazia finanziaria, sta sempre più producendo barbarie e orrori. L’imperialismo occidentale è il primo responsabile della guerra russo-ucraina, fautore con l’alleato nazisionista del genocidio palestinese, con il rapimento di Maduro r l’assoggettamento del Venezuela, la messa in ginocchio di Cuba, lo sfruttamento in senso reazionario della mobilitazione interna degli iraniani attraverso Cia, e “Mossad”, e ora con il criminale bombardamento dell’Iran, sta procedendo spedito verso un conflitto mondiale.
L’Europa e l’Italia stanno riscuotendo quanto seminato in questi anni di politica asservita agli interessi statunitensi, non hanno nessun ruolo internazionale e sono considerati i servi sciocchi da usare in caso di bisogno da parte del padrone yankee.
A pagare per questa ennesima guerra saranno ancora una volta i lavoratori e il proletariato: sulle loro spalle si riverserà un catastrofico aumento dei prezzi e delle bollette mentre saranno chiamati a sostenere spese per il riarmo attraverso nuovi tagli ai servizi essenziali, in primo luogo quello della sanità già pesantemente in sofferenza anche per il sostegno all’Ucraina. Un segnale emblematico di questa deriva è la preparazione militare degli operatori sanitari con esercitazioni che mirano a rafforzare la collaborazione fra sanità civile e militare. Si tratta di attività che sottraggono personale e risorse all’assistenza e alla cura alla già precaria situazione degli ospedali E, sullo sfondo, aleggia lo spettro del coinvolgimento dei giovani in una impresa militare.
Il movimento comunista oggi deve essere di stimolo alla classe lavoratrice perché nasca un movimento popolare che si opponga alla guerra, che riprenda il tema della cacciata delle basi militari dell’occupante statunitense presenti in Italia, che lotti contro l’esistenza della NATO, e soprattutto, rimetta al centro della lotta il tema del cambiamento della società capitalista.
È arrivato il momento di riproporre a lavoratori e lavoratrici – e solo i comunisti organizzati possono farlo – la visone di una nuova società alla cui base sia abolito lo sfruttamento di ogni essere umano, non vi sia l’accaparramento delle risorse e la corsa all’accumulo di denaro, poiché solo la costruzione di una società socialista può realmente sconfiggere le barbarie che storicamente e politicamente il sistema capitalista-imperialista impone alle classi lavoratrici e alle masse popolari.
SOCIALISMO O BARBARIE

Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)

https://unionedilottaperilpartitocomunista.org ulpc@autoproduzioni.net  

Essere radicali, nel senso di andare alla radice del problema: il capitalismo. La soluzione: la trasformazione dell’attuale formazione economico-sociale nel sistema sociale che cancella sfruttamento e oppressione.
C’è bisogno dei comunisti organizzati per trasformare le lotte di difesa, di resistenza, rivendicative, in lotta per il socialismo. Unione di Lotta per il Partito Comunista propone a comunisti/e, alle avanguardie nei luoghi di lavoro, a operai avanzati e studenti impegnati nelle lotte, un percorso, processo, progetto per costruire l’Organizzazione, come base e condizione per la ricostruzione del Partito. Per spezzare ogni logica settaria, divisiva, localistica, contro la frantumazione del movimento comunista.

8 Marzo

riceviamo e volentieri pubblichiamo

8 Marzo IL “SUMUD” DELLE DONNE PALESTINESI

“… La storia delle donne palestinesi è la storia della Palestina. È una storia di sumud e resistenza, di occupazione ed esilio, ma anche di continuità e di lotta per la possibilità stessa di esistere, di continuare, di vivere con dignità. Questa è una lotta che non è solo per la liberazione, ma anche contro l’eliminazione.

Le donne palestinesi, in questo contesto, non sono solo vittime. Sono soggetti attivi di resistenza. Nei loro corpi è inscritto il progetto dello sterminio, ma anche la volontà ostinata di vivere. E finché continuerà ad esserci vita difesa, riprodotta, narrata, ci sarà un futuro per la Palestina.”

“… La distruzione deliberata di scuole, ospedali, università, biblioteche, chiese, moschee, reti idriche ed energetiche è una strategia sistematica per prevenire la riproduzione sociale palestinese. Ciò che cercano di distruggere non è solo il presente, ma la possibilità di un futuro collettivo. È una violenza che colpisce i corpi, ma anche la conoscenza, gli affetti, la memoria e gli stili di vita.”

“…Voglio che la gente capisca che noi palestinesi non siamo solo statistiche. Siamo persone vere con sogni, famiglie e speranze per il futuro. Freddo, inondazioni e sfollamenti non sono problemi temporanei; sono problemi persistenti che erodono la nostra dignità e sicurezza. Vogliamo che il mondo ci veda, riconosca la nostra umanità e ci aiuti a ricostruire le nostre vite … IN PACE.”

“… I saggi occidentali ben intenzionati sulle donne palestinesi erano spesso offensivi e riduttivi, illustrando una donna impotente, ignorante e stereotipata, che era disegnata con i colori dell’orientalismo. Per non parlare di quegli articoli occidentali non molto ben intenzionati che hanno dipinto palesemente le donne palestinesi come terroriste…”.

In questo 8 Marzo contrassegnato da venti di guerra, quella parola SUMUD che significa fermezza, tenacia, perseveranza, resistenza, ci indica il cammino che dobbiamo percorrere per costruire tenacemente la nostra Resistenza. Le donne palestinesi hanno opposto alla miseria, alla fame, alla distruzione, alla morte, la loro forza, prendendo dai mille aspetti dell’esperienza quotidiana di 78 anni di occupazione, gli insegnamenti per loro stesse e per gli uomini.
La demoralizzazione e l’abbandono, causati dalla crisi, sono così ampi e profondi che spesso diventa difficile partire dalla forza che pure c’è, come dimostrano le grandi mobilitazioni dei mesi scorsi, il desiderio di cambiamento e le domande sul perché avvenga questo o quello; da questo dobbiamo partire e da questo siamo partitə come Tenda.
Nei mesi scorsi ci siamo mobilitatə in solidarietà alla Palestina e contro la guerra, con la consapevolezza che, nonostante tutti gli sforzi mass-mediatici di far recepire il genocidio in Palestina come la giusta e legittima risposta di Israele, si stava assistendo ad una nuova tappa del progetto imperialistico degli USA che ha come obiettivo fondamentale quello della guerra preventiva e permanente e come prospettiva l’affermazione della propria supremazia politico-militare, come dimostra oggi l’attacco all’Iran. Insieme al consolidamento del dominio imperialista e alla tendenza alla guerra, le cui conseguenze ricadono sempre e solo sul proletariato, si inasprisce l’azione repressiva, non solo a livello internazionale, ma anche su quello interno.
Dopo le mobilitazioni dei mesi passati numerosə compagnə, giovani, studentə e manifestanti del movimento PRO-PAL si sono trovatə ad affrontare diverse forme di intimidazione, controlli e repressione. Una prima risposta, come abbiamo scritto, “… deve passare attraverso un’attività collettiva che produca e sviluppi organizzazione, pratica, unità possibile e necessaria”.
Per questo pensiamo che socializzare l’esperienza della resistenza palestinese e delle donne palestinesi ci insegni anche a sviluppare la nostra coscienza politica e rivoluzionaria. È questa coscienza che orienta e che aiuta a superare le difficoltà e le prove che incontriamo come ostacoli nel nostro cammino.

La Tenda per la Palestina e contro il riarmo

In Memoria del Che – La sua attualità oggi

riceviamo e pubblichiamo

La notte del sabato 28 febbraio, alcuni figuri hanno imbrattato, con scritte provocatorie e offensive, la scultura dedicata al Che, situata sulla scalinata del ‘Baluardo’ a Carrara. Un gesto ad opera di imbecilli manovrati da chi imbecille non è. Il Comitato promotore condanna, senza mezzi termini, tale misfatto.
La scultura è stata inaugurata il 31 gennaio 2025 alla presenza di numerose persone. Altrettanto alta la partecipazione, il 5 febbraio in Consiglio comunale, quando la Lega ha presentato una mozione per la rimozione della scultura. Mozione sonoramente bocciata e neppure sostenuta dai compari della minoranza destrorsa.
La figura del Che, alta espressione di internazionalismo proletario, è presente in ogni mobilitazioni a fianco dei popoli in lotta contro l’oppressione e lo sfruttamento, in ogni iniziativa, presìdio, manifestazione antimperialista e antifascista.

In risposta a questa ignobile provocazione:

– un presìdio alla scultura il 24 marzo, nel 50° anniversario del colpo di Stato in Argentina (24 marzo 1976);
– una mostra sul pensiero, l’azione e la vita del Che;
– una sottoscrizione per coprire le spese necessarie al suo restauro. Per chiarezza, la scultura è stata finanziata da una sottoscrizione popolare e di massa promossa dal Comitato.

Per la più ampia visibilità della scultura, per far vivere i valori, i principi e i contenuti, che il Che ha rappresentato per intere generazioni.

Comitato promotore scultura al Che

05 marzo 2026

Contro la repressione del dissenso

riceviamo e pubblichiamo

Volantino diffuso di fronte al Tribunale di Genova dove si è svolto il processo in Corte d’Appello nei confronti del compagno Alessandro Giannetti

Udienza d’appello al processo contro il compagno Alessandro Giannetti per l’operAzione “Demilitarizzare La Spezia – Demilitarizzare il Mondo” alla mostra su Giacomo Verde (cofondatore e militante con Alessandro del Collettivo Dada Boom e del Reodadaismo) al Camec di La Spezia

Oggi, qualunque sentenza per il ridicolo reato di ‘imbrattamento’, nello stato di polizia in cui viviamo, mentre si consuma il genocidio del popolo palestinese in diretta, nel mezzo di una guerra mondiale, sosteniamo il nostro compagno, difendiamo la libertà di espressione e siamo schierati CONTRO l’economia di guerra, il riarmo, la militarizzazione e la cultura della guerra.
Il processo al compagno ‘Alessandrone’ colpisce non il singolo, ma chi ripudia la guerra, il riarmo, la militarizzazione dei territori e delle coscienze. Ogni guerra imperialista ha contraccolpi pesanti sulle masse popolari per violenza, morti, sofferenze, carovita ecc.
Una vera e propria tragedia contro le popolazioni!
Il capitalismo ha bisogno della guerra per mantenersi e prosperare; la repressione del dissenso a ogni livello (anche nell’arte) è funzionale, di fronte a un governo che investe in armamenti e taglia su istruzione, sanità, servizi sociali, pensioni e diritti fondamentali. In quest’ottica, il potere ha bisogno di trasformare un gesto artistico in ‘imbrattamento’, un artista in ‘vandalo’, un messaggio antimilitarista in reato, con l’obiettivo di cancellare il diritto al dissenso, alla protesta, alla lotta.
Con le nuove norme securitarie si rafforza il modello autoritario che pretende di colpevolizzare il conflitto sociale. Anche oggi non siamo a difendere un solo compagno, bensì la libertà di espressione, l’arte indipendente, il diritto di opporsi alla guerra, alla propaganda e ai loro complici.

CONTRO MILITARIZZAZIONE E REPRESSIONE DEL DISSENSO

PER L’ARTE LIBERA, INDIPENDENTE E ANTIMILITARISTA

DEMILITARIZZARE NON È UN REATO, MA UNA VITALE NECESSITÀ

– RiCreAzione Collettiva
– Collettivo ‘Mario Giannelli’ contro la repressione

04 marzo 2026, Tribunale di Genova

accadde oggi

  • 8 Marzo 1910

Nasce la “Giornata internazionale della donna”. Storicamente la prima Giornata della Donna venne organizzata dal Partito socialista d’America negli Stati Uniti, il 28 febbraio 1909, a New York. Ma la spinta decisiva per l’istituzione di una Giornata internazionale di lotta delle donne venne dalla comunista tedesca Clara Zetkin, che insieme con Luise Sietz, durante la seconda la Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste, tenutasi a Copenaghen nell’agosto del 1910, legando il discorso sul socialismo a quello delle rivendicazioni delle donne, proposero l’istituzione di un giorno ufficiale nel quale celebrare le battaglie femminili del passato e protestare per i diritti ancora da conquistare, in particolare per ricordare la morte di 129 operaie tessili nel tragico rogo, chiuse in fabbrica durante uno sciopero per rivendicare migliori condizioni di lavoro, igiene e sicurezza.
In Italia l’8 Marzo è legato alla mimosa che vide la sua comparsa per la prima volta nel 1946, da un’idea delle partigiane comuniste Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei.
Dopo tanti anni le donne della classe operaia e degli altri strati popolari devono affrontare lo stesso barbaro sistema capitalista; un sistema che le vuole disoccupate o mal retribuite, schiave nei lavori domestici, mentre sul lavoro continuano a patire condizioni di igiene e sicurezza inesistenti che le porta a morire in fabbrica o addirittura ad essere attaccate dai padroni con ogni sorta di abuso.
Compito dei comunisti è non far dimenticare che la celebrazione di questa giornata – proposta da Clara Zetkin – è storicamente legata al movimento rivoluzionario e al concetto che l’emancipazione economica, sociale e politica delle donne lavoratrici è legata alla lotta del proletariato contro lo sfruttamento capitalista ed è indissolubilmente legata alla prospettiva di una società socialista-comunista.

accadde oggi

7 marzo 1949

In Senato, Sandro Pertini interviene contro la NATO: “Noi siamo contro il Patto Atlantico, prima di tutto perché questo Patto è uno strumento di guerra…”, “Questo Patto Atlantico in funzione antisovietica varrà a dividere maggiormente l’Europa, scaverà sempre più profondo il solco che già separa questo nostro tormentato continente…”

7 marzo 1951

In Corea, truppe statunitensi iniziano un assalto contro le forze della Repubblica popolare cinese accorse in sostegno alla lotta di liberazione della Corea.

accadde oggi

6 marzo 1984
Inizia lo sciopero dei lavoratori dell’industria britannica del carbone che durerà 12 mesi. Lo sciopero coinvolse 165.000 minatori e fu appoggiato dai lavoratori di tutto il mondo. Al termine dello sciopero si registrarono due minatori morti ed un totale di 11.291 arresti da parte della Polizia per “turbamento dell’ordine pubblico” e “interruzione della mobilità veicolare”.