accadde oggi

21 dicembre 1944

In tutto il Meridione d’Italia i contadini e i braccianti occupano le terre abbandonate o malcoltivate dagli agrari latifondisti.

21 dicembre 1975

Un commando palestinese di sei persone condotto dal venezuelano marxista-leninista, Ilich Ramírez Sánchez, noto come Carlos (che la stampa chiama lo Sciacallo perché durante una perquisizione trovarono una copia del romanzo “Il giorno dello Sciacallo” di Frederick Forsyth), fa irruzione nell’edificio del quartier generale dell’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio), a Vienna, e cattura sessanta ostaggi. Carlos aveva infatti ricevuto l’incarico dal FPLP (Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina) di organizzare un’azione per denunciare la situazione tragica del popolo palestinese e la complicità dei regimi di Arabia Saudita, Emirati Arabi, Qatar e Iran (sotto il governo dello Scià).

Ancora un’aggressione a un presidio degli operai

Riceviamo dal SUDDCobas di Prato e pubblichiamo solidarizzando con le lotte in corso

Nessun tentativo di intimidazione ci fermerà

Nella serata di ieri (14 dic, ndr) i padroni del ristorante Scintilla hanno aggredito il presidio sindacale con bottiglie di vetro, calci e pugni.
É la quarta aggressione ad un presidio sindacale da settembre, la terza solo nell’ultimo mese. Sono 6 i compagni feriti, tra sindacalisti e delegati. A due persone sono state spaccate bottiglie di vetro in testa, altre sono state morse sulla mano e presi a calci e pugni.
Da dieci giorni vanno avanti le proteste fuori dal ristorante contro turni di 12 ore al giorno e il lavoro nero. Il solito copione di diritti negati che dal distretto moda sconfina anche nelle cucine e nelle sale dei ristoranti.
Il tentativo di ieri sera avviene dopo una serie di vittorie sindacali nella ristorazione, settore in cui fino ad oggi la sindacalizzazione sembrava impossibile.
Nonostante l’ora tarda, subito dopo l’aggressione più di cento operai della zona hanno raggiunto il presidio in uno straordinario gesto di solidarietà.
É una storia che gli operai che scioperano e lottano da anni contro condizioni di super sfruttamento hanno già visto tante volte. Se un piccolo gruppo di padroni pensava che con la violenza potesse spaventare e isolare chi sciopera, la nostra comunità di lotta ha ribadito che non si tornerà più indietro. Che non si rientrerà a lavorare 12 ore mai più. La storia di questi anni dimostra chiaramente che la violenza non potrà fermare la fame di diritti di chi da troppo tempo è sfruttato.
Di fronte a questa gravissima escalation di attacchi violenti a pacifiche proteste sindacali c’è bisogno di una reazione forte della città democratica.
Anche le istituzioni diano un segnale chiaro e deciso. L’art. 100 del tulps dà la possibilità al Questore di sospendere l’attività di un locale per motivi di sicurezza pubblica. Le istituzioni devono affermare con i fatti che la sicurezza di chi rivendica diritti conta.
Questo pomeriggio (lunedì 15, ndr) alle ore 18:00 ci troviamo tutti e tutte davanti al ristorante Scintilla in presidio per il diritto di sciopero sul luogo dell’aggressione (via Galcianese n. 77/18).

accadde oggi

13 dicembre 2011

A Firenze un fascista appartenente a Casa Pound uccide due senegalesi, Samb Modou e Diop Mor mentre Moustapha Dieng rimane ferito gravemente tanto da rimanere paralizzato. Immediata la risposta degli antifascisti che si sono subito mobilitati scendendo in piazza e ogni anno manifestano a Firenze, città Medaglia d’oro alla Resistenza

accadde oggi

12 dicembre 1969

Strage di piazza Fontana. La strage di Stato. A Milano l’attentato fascista di piazza Fontana nella sede della Banca nazionale dell’Agricoltura che causa 17 morti e 88 feriti segna l’inizio di una lunga stagione denominata strategia della tensione. Era ben vivo un forte e articolato movimento di classe, operaio e proletario che garantiva la difesa e il miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita sul versante sindacale, mentre su quello politico garantiva l’espressione politica delle proprie avanguardie, sfidando l’egemonia della classe borghese. Le contestazioni davanti ai cancelli delle fabbriche, le rivendicazioni, le dimostrazioni e i cortei videro l’intervento della polizia armata davanti ai cancelli, le provocazioni dei fascisti e della stessa polizia nelle manifestazioni, la pioggia di denunce ed arresti da parte della magistratura.
Quelle bombe non furono una combinazione, come non lo fu il depistaggio, che cercò da subito i responsabili tra gli anarchici e tralasciò la pista nera dei fascisti, già autori di molti attentati in tutto il ’69. Preso Valpreda e “suicidato” Pinelli, lo Stato, avrebbe voluto mettere la parola fine a quella stagione di lotta.

12 dicembre 1970

Nell’anniversario della strage di Stato a Milano nel corso di una manifestazione antifascista la polizia carica gli studenti: muore Saverio Saltarelli di 23 anni

12 dicembre 1974

Nel corso di una manifestazione degli invalidi di guerra la polizia carica e uccide il pensionato Zunno Minotti e ne ferisce 15