Festa Circolo “Partigiani sempre”dal 7 agosto al 16 agosto

via E. Menini in Darsena, pineta di Levante di fronte allo Stadio dei Pini

Lunedì 7 ore 21.15
Proiezione docufilm “C’era una volta in Italia – Giacarta sta arrivando” con la presenza del regista. A cura del Comitato Sanità Pubblica Versilia Massa Carrara

Martedì 8 ore 21.45
Musica popolare con Manolo Strimpelli e la sua band “Nait Orkestra”

Mercoledì 9 ore 21.45
Musica Rockabilly con ‘I Micidiali’

Giovedì 10 ore 21.45
Cover di Rino Gaetano con ‘RadioKaos’

Venerdì 11 ore 17.30
Dibattito su “guerra Nato/Russia in Ucraina e guerre interimperialiste” a cura di ULPC
ore 21.45 “Alfredo Marasti&Cantautori Live”

Sabato 12 ore 21.15
Spettacolo teatrale con Elisabetta Salvatori

ore 22.15
Recital di storie partigiane con Moreno Ciandri banding
79° anniversario della strage di Sant’Anna di Stazzema

Domenica 13 ore 21.15
‘De Gregori, Dalla, Venditti’ con “Renoir”
ore 22.45 musica anni ‘60 con “Gb e Pops”

Lunedì 14 ore 17.30
Dibattito su “Lavoro, sicurezza e salute nei luoghi di lavoro”
5° anniversario del disastro del Ponte Morandi a Genova
ore 21.15
‘Moscato blues band’
ore 22.45 ‘Blues track band’

Martedì 15 ore 21.45
Musica rock con ‘Michele Biondi band”

Mercoledì 16 ore 21.45
Musica cubana con Felipe y su Son (salsa, bolero, rumba, latin jazz)

Giovedì 17 agosto
Musica popolare con Luca Bassanese e la sua band
a cura dell’Associazione dei familiari “Il Mondo che vorrei”

Venerdì 18 agosto ore 21.45
Spettacolo musicale in ricordo di Leo Boni

Ogni sera dalle ore 18.00 il bar – dalle ore 19.45 la cucina
Libreria – Stand di solidarietà – Mercatino dell’usato

agosto 2023

Le nostre vite valgono più dei vostri profitti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Martedì 25 luglio si è sviluppato un grosso incendio in un magazzino della nautica in Darsena a Viareggio… i dipendenti erano appena usciti, quindi non sono rimasti coinvolti dagli effetti dannosi e nocivi delle fiamme.
La stessa sorte non è, purtroppo, toccata ai lavoratori dell’elenco che segue.
Pensate: una strage continua con 14 morti in solo due giorni: 24 e 25 luglio.
Fino al 23 luglio le Vittime sul lavoro erano 512.

513 muore bracciante tunisino per il caldo presso Viterbo mentre raccoglie cocomeri

514 in provincia di La Spezia muore per il caldo, in cucina, Inghemar Torriti, 31 anni, albanese

515 muore cadendo dal 3° piano operaio albanese di 55 anni a Vado Ligure

516 porto di Ancona: muore per il caldo marittimo straniero

517 muore anziano agricoltore trovato esanime per il caldo in provincia di Agrigento

518 provincia di Agrigento: muore in un burrone il pastore Rosario Alaimo, 55 anni

519 in provincia di Cosenza un autotrasportatore è morto nello scontro con un Tir

520 Caserta Raffaello Carrillo, 48 anni, muore in un magazzino per il caldo

521 Agrigento: muore Antonino Burgio, 69 anni, cadendo da un ponteggio del cimitero di Aragona. Ancora lavorava, come il 40% delle vittime di infortuni di quest’anno

522 in provincia di Modena muore mentre pota gli alberi in un condominio

523 nell’Ogliastra, in Sardegna muore per il caldo Gianfranco Incollu, contratto da precario per 6 mesi. Il precariato non riguarda solo i giovani, sono precari tutti i nuovi assunti

524 Taranto: nel porto muore Antonio Bellanova, 31 anni, travolto da un’eco balla

525 in provincia di Torino muore per il caldo il 7° lavoratore, trovato esanime sul camion

526 in provincia di Savona muore cadendo dal 3° piano l’albanese Alfredo N.

526 sono i morti sul lavoro, con quelli in itinere si superano gli 800.

(Elenco a cura di Carlo Soricelli dell’Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro, che ringraziamo)

Coordinamento Lavoratori/Lavoratrici Autoconvocati per l’unità della classe (CLA)
e-mail: coordautoconvocat2019@gmail.com

Viareggio, 27 luglio 2023

Ferrovieri e ‘Mondo Convenienza’: lotte da conoscere e sostenere

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

… lotte di lavoratori che non vogliono delegare ma essere protagonisti

Il Coordinamento Macchinisti Cargo (CMC) è un movimento assembleare, autoconvocato e autorganizzato, composto da lavoratori e lavoratrici del trasporto merci che promuove mobilitazione e sciopera da un anno e mezzo per le condizioni di lavoro strettamente legate alla sicurezza.
Il 20/21 luglio terranno il loro decimo sciopero! Guidano i treni con cisterne cariche di Gpl, come quella che il 29 giugno 2009 ha causato la strage ferroviaria di Viareggio, con 32 morti e feriti gravissimi. Lottano per migliorare le proprie condizioni di lavoro, per poter riposare e dormire fra un turno e l’altro, avere un pasto, per i due macchinisti alla guida anziché uno, per la sicurezza degli scali merci, dove un anno fa un collega ha subìto un infortunio mortale.
Le loro condizioni di lavoro determinano il livello di sicurezza, o di insicurezza, del trasporto ferroviario e della collettività. Per questo familiari, ferrovieri e cittadini di Viareggio li sostengono e i macchinisti sono al loro fianco. Insieme a loro denunciamo il grave pericolo dei nuovi apparati frenanti dei treni merci, anche di merci pericolose, che provocano facilmente incendi. Sono decine gli incidenti che solo per caso non hanno provocato morti e feriti.
I treni gridano di nuovo “allarme”, come prima del maledetto 29 giugno 2009, non solo in Italia, ma in tutti i paesi europei. I lavoratori, facchini, montatori e autisti di ‘Mondo Convenienza’ di Campi Bisenzio, da 50 giorni sono in sciopero e in presidio davanti all’azienda!
Sono in lotta, con il contributo degli attivisti del Si.Cobas di Prato e Firenze, contro lo sfruttamento, turni da 12/14 ore, paghe da fame, conteggio e retribuzione dei tanti straordinari, per basilari condizioni di sicurezza, per l’applicazione del contratto nazionale in luogo degli arbitrari e vergognosi “regolamenti aziendali”.
Durante il lungo presidio polizia e carabinieri sono intervenuti più volte per tentare lo sgombero. Ma la repressione li ha determinati a lottare con ancor più decisione. A loro si sono uniti i lavoratori di ‘Mondo Convenienza’ di Bologna, Roma e ora anche Torino. L’azienda aumenta gli strumenti repressivi: ha annunciato 25 licenziamenti nella sede di Campi e ha organizzato presidi con capetti, caporali e un gruppetto di lavoratori sotto il Comune della città…
I lavoratori e gli attivisti sindacali di queste lotte devono essere sostenuti sindacalmente, socialmente, economicamente, umanamente
Per questo siamo impegnati/e a farle conoscere

19 luglio 2023

Coordinamento Lavoratori/Lavoratrici Autoconvocati (CLA) per l’unità della classe e-mail: coordautoconvocat2019@gmail.com

Kosovo e pulizia etnica

È fresco di stampa l’ultimo lavoro di Enrico Vigna portavoce per l’Italia del forum di Belgrado per un Mondo di eguali e Coordinatore dei Progetti di Solidarietà concreta SOS Jugoslavia e di altri numerosi incarichi. Il titolo è “Kosovo 1999. Albanesi e milizie kosovare albanesi di autodifesa che hanno lottato per la Jugoslavia”. Segue altre interessanti pubblicazioni riguardanti l’Afghanistan, le guerre, l’Ucraina, il Donbass, la Siria, i palestinesi e altro. È un interessante lavoro durato un anno, di ricostruzione con testimonianze, documentazione, fotografie e interviste – tra le quali una a Milosevic – di ciò che è avvenuto nel 1999. Racconta la strategia dei terroristi separatisti, il sabotaggio economico e sociale, i loro legami con gli Usa e il loro sostegno e il finanziamento per le forniture di armamenti, gli sforzi profusi dal Governo serbo per pacificare la situazione. È una cronologia puntuale della campagna di terrore pianificato da UCK fin dall’inizio per raggiungere i propri obiettivi strategici basati sul separatismo nazionale rivolto alla secessione del Kosovo dalla Serbia e dalla RF della Jugoslavia per annetterlo all’Albania e costruire la cosiddetta grande Albania nei Balcani.

Questa pubblicazione dimostra, dati alla mano, cos’era il Kosovo – consegnato all’UCK dopo l’occupazione NATO – fino al 1999 e com’è stato distrutto; l’operato dell’UCK, il sistema terroristico che ha avuto molta forza nel 1989 in particolare in Kosmet. Un sistema che non risparmiava né le donne né i bambini e lo dimostra la mostruosa uccisione della famiglia albanese degli Hajra nel 2001.
Rapimenti di cittadini, torture sono stati una pratica costante confermata dai cadaveri massacrati e torturati ritrovati e dalle testimonianze delle persone fuggite dai separatisti albanesi. Una pulizia etnica che smaschera quella propagandata dall’imperialismo, con la presenza delle forze internazionali KFOR e UMMIK (missione ONU in Kosovo). Ricostruisce storie vissute e sconosciute come quelle che la maggioranza dei testimoni nel processo contro Ramush Haradinaj – primo ministro del Kosovo – al tribunale dell’Aia hanno cambiato idea quando sono venuti a conoscenza che Ramush Haradinaj sarebbe tornato a Pristina e avrebbe potuto prendere parte alla vita politica. Alcuni spaventati anche dalla “visita” della “difesa” di Ramush Haradinaj ai testimoni pronti a testimoniare, altri hanno ricevuto ingenti somme di denaro, altri sono diventati membri e funzionari dell’alleanza per il futuro del Kosovo, il partito di Hrandinaj. Chi non si è piegato, come Hasan Rrustemi, pur essendo protetto dall’UNMIK, è stato assassinato al mercato di Mala Krusa vicino a Prizren, con il messaggio dell’UCK che tutti coloro che lavorano contro l’UCK avrebbero fatto la stessa fine.
Un atto di memoria storica che mostra quanto l’occidente capitalista volesse la guerra per distruggere la Jugoslavia e, al tempo stesso, è la ricerca della verità e della giustizia.

Kosovo 1999. Albanesi e milizie kosovare albanesi di autodifesa che hanno lottato per la Jugoslavia”. Edizione “La città del Sole”, 178 pagine, euro 18