Per ricordare SEMPRE l’attualità del Che
9 ottobre 1967 – 9 ottobre 2026
Il 9 ottobre 1967, in Bolivia, veniva ucciso Ernesto Che Guevara dall’esercito governativo, per mano del sergente Mario Terán. Il corpo, esibito come macabro trofeo ed esposto su un lavatoio; gli agenti Cia, a sostegno dell’esercito boliviano gli amputarono le mani e le spedirono a Washington: la prova che era il Che.
Anni dopo, il 1° aprile 1971, ad Amburgo in Germania, una donna, Monika Ertl, uccise il console Roberto Quintanillae, l’uomo che aveva tagliato le mani al cadavere del Che.
Oggi, 9 ottobre 2026, anniversario della sua morte, è doveroso ricordare i suoi valori e insegnamenti, utili in questo momento storico dove i crimini sionisti contro l’umanità rimangono impuniti, dove il dissenso, la protesta e la solidarietà, sono reati. Un momento storico dove Cuba viene strangolata dall’imperialismo Usa con il criminale blocco economico e commerciale, per destabilizzare economicamente e politicamente l’isola. Un embargo che dura da 60 anni, il più lungo mai imposto a un paese nella storia moderna.
Il 31 gennaio 2025, al ‘Baluardo’ a Carrara, nonostante la pioggia, alla presenza di centinaia di persone, è stata inaugurata la scultura/statua a Ernesto Che Guevara (opera dello scultore argentino Jorge Romeo), la seconda dedicata al Che in Europa, l’altra in Spagna. Un’opera conquistata con tenacia e costanza dal Comitato promotore con collaborazioni e sottoscrizioni di tanti attivisti/e e realtà.

Una scultura/statua “fissa ma non immobile”, fissata nel territorio di Carrara, ma fatta vivere in ogni momento, per onorare chi ha speso la propria esistenza per libertà e giustizia nel mondo, una realizzazione da conoscere, visitare, propagandare.
Il Che era medico, filosofo, scrittore, economista, combattente che ha: – sacrificato la vita, per ideali di uguaglianza, giustizia e libertà; – unito pensiero e azione, teoria e pratica, in coerenza con il concetto di internazionalismo; – lottato per l’unità tra popoli per sconfiggere il comune nemico: l’imperialismo; – sostenuto la diffusione della rivoluzione nel mondo per liberare i popoli oppressi. Il suo esempio e i suoi insegnamenti sono essenziali per affrontare la lotta di classe, oggi.
Ricordare il Che significa sostenere la resistenza palestinese e denunciare il genocidio a Gaza che rappresenta la punta più alta delle atrocità dell’imperialismo; significa difendere l’umanità, la libertà dei popoli oppressi.
Il Che visitò Gaza, il 18 giugno 1959, su invito di Nasser e venne accolto con canti inneggianti alla rivoluzione cubana “Non c’è altro che la resistenza davanti all’occupazione”, disse ai profughi palestinesi; “Il diritto deve essere definitivamente ristabilito”. La visita fu il primo segno della trasformazione della colonizzazione sionista in Palestina da conflitto regionale a lotta mondiale contro il colonialismo e Guevara divenne l’icona della resistenza palestinese e della lotta per la libertà. L’inizio delle relazioni tra America Latina rivoluzionaria e palestinesi.
“Davanti a tutti i pericoli, davanti alle minacce, le aggressioni, i blocchi, i sabotaggi, davanti ai seminatori di discordia e ai poteri che vogliono frenarci, dobbiamo dimostrare, ancora una volta, la capacità del popolo di costruire la sua storia”. [Che]
A Massa, il 12 e il 14 ottobre, iniziano i processi con oltre 80 imputati/e per aver manifestato a sostegno del popolo palestinese nelle manifestazioni popolari del settembre-ottobre 2025.
Nostro dovere è essere al Tribunale al loro fianco per esprimere la solidarietà come potente arma. Chi colpisce uno, colpisce tutti!
È l’unità che rende più forte la lotta contro i crimini sionisti di sterminio e genocidio. Il Che affermava: “Lottare per la libertà è il dovere di ogni essere umano”, e ancora “Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo. È la qualità più bella di un rivoluzionario”.
Con il Che ora e sempre!
Comitato promotore per la scultura/statua al Che
9 ottobre 2026