Viareggio: sentenza di Cassazione.Le responsabilità di Moretti: tagliare sulla sicurezza!

Mercoledì 8 settembre, sono state depositate le motivazioni (nelle 54 pagine) che confermano le condanne del 25 giugno 2026, da parte della IV Sezione della Suprema Corte. A 17 anni dalla strage ferroviaria del 29 giugno 2009.
32 Vittime e oltre 100 feriti, di cui alcuni gravissimi.
Tutti gli imputati (condannati in 7 gradi di giudizio) hanno contribuito alla verificazione di eventi di eccezionale gravità”.
Nel motivare le condanne, la Cassazione spiega che i giudici di 2° grado hanno evidenziato: “Non già la gravità delle singole condotte, bensì la straordinaria gravità delle conseguenze derivate da quelle condotte”.
Sulla pena inflitta a Moretti (5 anni), è scritto: “Non è né illegale, né illegittima, ma strettamente commisurata alla gravità delle conseguenze del reato”, sottolineando come gli stessi imputati abbiano: “Compiuto scelte imprudenti, limitando o escludendo investimenti in un settore (trasporto merci) caratterizzato da una particolare pericolosità, pur essendo consapevoli, data la loro esperienza e competenza, della contrarietà di tali scelte ai doveri di sicurezza e del maggior rischio che esse apportavano a tutto il sistema del trasporto ferroviario”.
È stato ribadito che “La tutela della vita e dell’integrità delle persone non può mai essere subordinata agli interessi economici e di bilancio”.
Inoltre, la Corte ha stabilito che “Il risanamento finanziario non costituisce alcuna attenuante laddove viene sacrificata la sicurezza dei cittadini”.
L’immane tragedia di Viareggio è il prodotto di scelte legate al risparmio; fu deciso di non utilizzare un parco carri proprio e Moretti scelse di noleggiarli all’estero. Gli investimenti rilevanti della holding Fs e delle società controllate (Trenitalia e Rfi), anche in materia di sicurezza, passavano dalla sua firma, che decideva di tagliare sulla sicurezza del trasporto merci pericolose e affidarsi a carri esteri, privi di manutenzione e verifiche.
Chi, in questi anni, ha orchestrato una indicibile campagna a sua difesa e, soprattutto, a seguito della definitiva condanna, dovrebbe vergognarsi per tutta la vita.
Chi ha speso parole di solidarietà e pagato pagine di quotidiani per Moretti e lorsignori (amministratori delegati, presidenti, manager etc.), dovrebbe aver avuto un pensiero per le 32 Vittime.
… e sostituire la loro malafede e la loro cattiveria con il semplice ragionamento: ‘al nostro caro amico è andata di lusso!’

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