No! Alla guerra imperialista della russia! Contro il pacifismo ipocrita e imbelle! Contro il “pacifismo” di stato! Per la pace, il lavoro, la vita!

Dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica, la NATO si è allargata in modo inarrestabile verso est creando un magma di Stati aderenti al confine con la Russia. Operazione in corso con l’allargamento dell’UE.

Come “Der Spiegel” (rivista settimanale tedesca con un milione di copie vendute) ha ricordato, con una nota dell’Archivio nazionale britannico, l’Occidente aveva promesso altro. All’URSS che si dissolveva e ritirava le truppe dai paesi del Patto di Varsavia, il 6 marzo 1991 il rappresentante USA, Raimond Seitz, disse: “Abbiamo chiarito con l’URSS che non trarremo alcun vantaggio dal ritiro delle truppe sovietiche dall’Europa dell’est”. Invece dal 1991 a oggi sono entrate nella NATO: Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia. Poi Albania e Croazia e, infine, Montenegro.

Quindi, il principale fautore di guerra è l’imperialismo USA, coadiuvato dall’UE, nella lotta egemonica per guadagnare posizioni a livello internazionale: ora per il petrolio, ora per il gas, ora per esportare “democrazia”. Il pericolo di guerra è provocato da chi vuole mantenere o conquistare la supremazia sulla Terra.

La NATO, longa manus degli USA, deve tenere sotto scacco la Russia, diventata il nemico da abbattere assieme alla Cina. L’Ucraina, destabilizzata dopo il colpo di Stato filo-NATO, è l’ultimo tassello. Un’espansione che ha creato apprensione e tensione nella Russia.

I “democratici” nostrani, prostrati per l’Ucraina, in 8 anni, dal golpe filonazista del 2014 a Kiev, mai hanno protestato per la strage di Odessa (2 maggio 2014 presso la casa dei sindacati), contro i massacri nazisti di migliaia di civili in Donbass. Questi i fatti.

La NATO non è un’organizzazione di difesa. È impegnata direttamente negli scenari di guerra: attacca, bombarda, invade, devasta, occupa, presidia …

Ha dichiarato Sergio Romano, ex ambasciatore e diplomatico, oggi giornalista del ‘Corriere della Sera’, non certo in odore bolscevìco: “Dopo la guerra fredda l’Occidente doveva avviare la smobilitazione della NATO. Era una struttura nata al tempo della contrapposizione col Patto di Varsavia (Patto costituitosi nel 1955 in ‘risposta’ al Patto atlantico NATO del 1949). Collassato quest’ultimo non aveva senso tenere in piedi un assetto militare che sarebbe stato visto come una struttura di pura aggressione”. Per questo, aggiunge Romano, Putin “non ha tutti i torti“. Per cui immaginare l’Ucraina nella NATO è “un doppio errore da matitone blu” perché l’Occidente ha pensato “possibile che al confine con Mosca l’Occidente potesse puntare i cannoni e tenere lo zar sotto tiro“.

Draghi farfucchia e il ministro degli Esteri, Di Maio, sta inanellando una figuraccia dietro l’altra. Il ministro degli esteri russo Lavrov, un veterano globale, gli ha detto di studiare perché “la diplomazia non è viaggi a vuoto e cene di gala“.

Nella sostanza, la Russia imperialista di Putin si sta comportando in “piccolo” come l’imperialismo USA e suoi lacchè, alla grande, si sono macchiati di crimini contro l’umanità. Solo negli ultimi anni (Jugoslavia, Afghanistan, Iraq, Libia, Siria …).

Aspetto principale del conflitto è lo scontro inter-imperialistico. Il principale nemico della pace nel mondo è l’imperialismo nel suo complesso e si deve dire, a chiare lettere, che il “nemico principale è all’interno del proprio paese”.

L’imperialismo italiano, servile e aggressivo, tenta di muoversi sotto la protezione di imperialismi più forti per conquistarsi “posti al sole”. Imperialismo oggi impegnato a trasferire una quota sempre più rilevante della spesa pubblica in nuovi armamenti nelle imprese militari all’estero. È inoltre presente in varie guerre locali e partecipa alle manovre militari che si svolgono in vista di futuri conflitti bellici. Pur reggicoda dell’imperialismo USA è impegnato, in primo luogo, con la NATO, nell’attuale fase della preparazione del conflitto contro l’imperialismo russo e l’imperialismo cinese, sempre più alleato di Putin, mentre, insieme alle altre potenze della UE, cerca di sviluppare un imperialismo regionale, in concorrenza con gli altri, contribuendo alla creazione di un esercito europeo.

Il prezzo di queste contraddizioni lo pagano sempre i lavoratori e le masse popolari, sui quali ricadranno gli aumenti del costo dell’energia, e a cascata dei beni di prima necessità, dovuto in gran parte all’imposizione degli USA all’UE di acquistare il gas da loro ad un prezzo tre volte maggiore rispetto a quello russo da cui si rifornivano.

La pandemia da ‘Covid-19’ rappresenta una sperimentazione su vasta scala di sistemi di limitazione delle libertà e di controllo sociale capillare con l’allestimento di dispositivi giuridici, strutture organizzative, risorse politico-militari, centri di propaganda, ecc., che rendono possibile e necessaria, sul fronte interno, la gestione di uno Stato sempre più militaresco e autoritario. Questa operazione di disciplinamento sociale si estende ulteriormente con la dichiarazione dello stato di emergenza fino al 31 dicembre 2022, questa volta con il pretesto dell’assistenza ai profughi ucraini in Italia. Solo in questo modo il capitalismo in crisi è in grado di imporre condizioni lavorative e di sfruttamento sempre più intollerabili per mantenere un certo livello di profitti.

La lotta contro la guerra imperialista, per essere effettivamente concreta ed efficace, capace di mobilitare milioni di lavoratori e lavoratrici e le stesse masse popolari, deve combinare la mobilitazione contro la guerra con la lotta contro la militarizzazione e la repressione di Stato tesa alla salvaguardia dei poteri economici, politici e militari, nelle mani della classe dominante.

La lotta contro l’imperialismo di “casa nostra” è il terreno principale su cui può avanzare l’opposizione alla guerra imperialista. Il ruolo dei comunisti organizzati è denunciare e fare controinformazione, mobilitarsi e mobilitare contro la guerra imperialista, accumulare forze nella lotta per la ricostruzione del Partito, unirsi e unire settori avanzati di classe e del proletariato.

Socialismo o barbarie” non è uno slogan, ma è il bivio che separa l’umanità dalla catastrofe.

Abolizione dello stato di emergenza permanente e di tutte le restrizioni.

Il capitalismo è guerra. Per cancellare la guerra dalla storia le classi lavoratrici saranno costrette a sopprimerlo con la forza. NESSUNA BASE! NESSUN SOLDATO! PER LA GUERRA IMPERIALISTA IN UCRAINA. FUORI L’ITALIA DALLA NATO, FUORI LA NATO DALL’ITALIA!

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