Documento conclusivo del Convegno “Sicurezza, salute, obbligo di fedeltà, repressione padronale e di Stato”

Riceviamo e pubblichiamo:

Domenica 26 settembre (dalle ore 11.00 alle ore 16.00), al CPA Fi-Sud, si è tenuto il Convegno organizzato dal Coordinamento Lavoratori/Lavoratrici Autoconvocati (CLA) per l’unità della classe sul tema “Sicurezza, salute, obbligo di fedeltà, repressione padronale e di Stato“.

Il Convegno ha visto una cinquantina di presenze. Vi sono stati 22 interventi di lavoratori e lavoratrici, familiari di Vittime di stragi e sul lavoro, avvocati impegnati nella difesa legale di chi lotta. Presenti attivisti e delegati di Usb, Cub, Confederazione Cobas, Cobas scuola e Cobas sanità, università, ricerca, Cat (Coordinamento autorganizzato trasporti), dell’area di Opposizione in Cgil.

Al Convegno sono state approvate due mozioni: una di solidarietà e sostegno alla mobilitazione per la vertenza Gkn e una di appoggio allo sciopero nazionale intersindacale dell’11 ottobre.

Significativi gli interventi di Marisa, mamma di Alessandro Nasta, morto nel 2012 precipitando dall’albero maestro della Vespucci, di Daniela dell’Associazione dei familiari della strage di Viareggio, di lavoratori e lavoratrici delle ferrovie e della sanità, degli avvocati Gabriele e Alessandra, del Comitato della sanità pubblica Versilia, della Lega dei cavatori di Carrara (Ms).

Un Convegno che ha sottolineato la necessità concreta di condurre una “guerriglia culturale” permanente e sistematica con la denuncia, la controinformazione, l’agitazione e attraverso iniziative pratiche di lotta e mobilitazione.

Di fronte alle istituzioni, ai sindacati, che al dramma delle morti sul lavoro, invocano: “procure nazionali, commissioni, tavoli, controlli, ispettori, pene, ecc.” con stantii e retorici ‘ora basta!’, diciamo con estrema chiarezza che ogni rivendicazione, ogni obiettivo, ogni risultato, per essere conseguito, almeno in parte, occorre esercitare i requisiti fondamentali del movimento operaio e sindacale: la solidarietà di classe, il sostegno militante, l’unione e l’unità, la lotta e la mobilitazione, l’organizzazione e l’autorganizzazione.

Con la consapevolezza di dover essere radicali nei contenuti e nell’analisi rispetto a chi determina e provoca stragi e morti sul lavoro e da lavoro. Per andare alla radice del problema (le leggi del mercato e del profitto); radicali sì, ma non settari.

Nel Convegno si è affrontato il tema della repressione che colpisce chi lotta (dai soprusi alle sospensioni, fino al licenziamento); forme violente e  vigliacche contro delegati, Rls, attivisti, lavoratori e lavoratrici, che “osano” pretendere misure di sicurezza, protezioni, rispetto delle norme o, addirittura, lavorare 8 ore per 5 giorni anziché 12 per 7 (come alla TexPrint di Prato).

E’ indispensabile unire le forze militanti del sindacalismo di base e conflittuale, delle aree di opposizione e di dissenso nei sindacati confederali, lavoratori e lavoratrici iscritti e non iscritti, attivisti, Rsu e Rls, familiari di chi ha perso la vita sul lavoro, per il lavoro, per stragi industriali e ambientali.

Questi due anni di attività del CLA forniscono conferme sul percorso intrapreso, in particolare, nelle iniziative volte all’unità di lavoratori, lavoratrici e familiari di stragi, come per quella ferroviaria del 29 giugno 2009 a Viareggio e del 5-6 dicembre 2007 alla Thyssen krupp di Torino.I familiari di queste tragedie insegnano a non arrendersi, a non delegare, a rivendicare quella ‘giustizia’ negata dai Tribunali. Per evidenziare e ribadire che stragi, morti sul lavoro, licenziamenti, sfruttamento, soprusi e rappresaglie, hanno la stessa origine: il sistema capitalista che barbaramente subordina salute e vita al mercato e al profitto.Chi lotta per la sicurezza e la salute deve essere difeso incondizionatamente” con la più ampia mobilitazione.La vi  da seguire è una linea e una pratica collettiva, tra forze disponibili, singole o organizzate, per una Campagna su “Salute, sicurezza e repressione nei luoghi di lavoro”. Il suo sviluppo permetterà di comprendere debolezze e limiti per superarli e approfondire la conoscenza delle forze avversarie che tolgono la vita, minano la salute, reprimono, manipolano e intossicano.Non dobbiamo limitare l’azione di solidarietà e sostegno nei confronti dei familiari delle vittime, degli stessi lavoratori e lavoratrici colpiti dalla repressione, a momenti spontanei, episodici e locali.La “memoria” e l’azione non possono essere solamente spontanee a tempo, ma parte di un percorso, di un processo, cosciente, collettivo, organizzato.–
COORDINAMENTO LAVORATRICI E LAVORATORI AUTOCONVOCATI PER L’UNITA’ DELLA CLASSE

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