11 settembre 2001-2021: 20 anni di criminale politica di guerra imperialista

20 anni fa, con gli attentati dell’11 settembre, l’imperialismo Usa ebbe il pretesto per scatenare la “guerra al terrore”. Attaccò e invase prima l’Afghanistan, poi l’Iraq; compì operazioni militari in Asia, Africa, Mediterraneo e Medio Oriente, alla testa di una coalizione internazionale in cui la borghesia italiana ha svolto il ruolo di vassallo, mettendo a disposizione truppe, mezzi bellici e risorse economiche.

20 anni di politica guerrafondaia dell’imperialismo Usa hanno avuto costi umani, sociali ed economici immensi, devastato la vita di popoli oppressi, massacrato centinaia di migliaia di civili con bombardamenti, provocato fame, miseria, migrazioni di massa, destabilizzato intere regioni, represso movimenti di resistenza popolare.

La guerra a tempo indeterminato di Bush, che prosegue, è parte della strategia per mantenere l’egemonia mondiale Usa, minacciata dall’ascesa di potenze rivali, come Cina, Russia, Germania, che sopportano sempre meno il dominio Usa e vogliono affermare i propri interessi.

L’implacabile concorrenza per i mercati e le fonti di materie prime, il controllo delle sfere di influenza, il desiderio di scaricare sui rivali le conseguenze delle crisi economiche, fanno sì che le contraddizioni fra gli imperialisti si inaspriscano sempre più, generando guerre e corsa al riarmo, militarizzazione dell’economia e della società.

Negli ultimi decenni la preparazione e la conduzione della “guerra al terrore” – che alimenta i gruppi reazionari e fanatici – è divenuta elemento fondamentale della politica estera della borghesia imperialista. A causa di ciò sì è accentuata l’instabilità dei rapporti internazionali; si sono moltiplicati focolai di crisi e conflitti locali che possono evolvere (causa la crescente aggressività imperialista) in guerre più ampie.

Sul piano politico la guerra si è intensificata con lo sviluppo del nazionalismo e del populismo sovranista, della xenofobia, del fascismo, come nell’incremento di politiche securitarie e repressive. La borghesia ha approfittato della pandemia da ‘Covid-19’ per adottare misure di sorveglianza e legislazioni che riducono le libertà civili e politiche, aumentando il potere delle forze militari.

Non dobbiamo farci alcuna illusione sul ritiro delle truppe dall’Afghanistan, che pure segnano una pesante sconfitta della superpotenza Usa e dei suoi alleati. Finché vi sarà l’imperialismo continuerà a sussistere l’inevitabilità delle guerre di rapina, delle aggressioni ai popoli, della reazione politica.

– Denunciare il terrorismo imperialista e smascherare l’ipocrisia e le menzogne dei sedicenti governi democratici che straparlano di interventi “umanitari” in difesa della “libertà” per nascondere il carattere di classe delle guerre e ingannare le masse.

– Sbarrare la strada ai governi guerrafondai con la lotta e l’unità della classe operaia e dei popoli oppressi.

– Rompere definitivamente con gli opportunisti, i social-pacifisti e chi che predica la difesa della “patria imperialista”. 

NO all’intervento imperialista! Ritiro delle truppe all’estero!

NO alle spese militari! Che i milioni e milioni di € spesi ogni giorno siano utilizzati per la salute, la sanità e l’ambiente a favore dei lavoratori e dei popoli!

Fuori l’Italia dalla NATO! Chiusura delle basi militari Usa, distruzione delle armi nucleari!

Pieno appoggio alle lotte di liberazione nazionali e sociali contro il sistema capitalista-imperialista!

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