Con Cuba e la sua rivoluzione

L’aggressione dell’imperialismo yankee verso la piccola isola caraibica e il suo popolo non è mai scemata. I tentativi di destabilizzazione sono iniziati subito dopo la vittoriosa rivoluzione del 1959, con la tentata invasione della Baia dei Porci del 1961 e si sono succeduti negli anni.

Oggi, approfittando della crisi economica aggravata dalla pandemia Covid19, il “democratico” Biden, invece di togliere il criminale embargo, Bloqueo, che da 60 anni costringe i cubani a ristrettezze economiche e sacrifici, tenta nuovamente di destabilizzare la situazione interna di Cuba.

Prima della rivoluzione, Cuba era una colonia della borghesia mafiosa statunitense, che gestiva tutte le risorse naturali ed economiche dell’isola e l’aveva trasformata in un grande bordello a proprio uso e consumo.

La rivoluzione ha sottratto Cuba e il suo popolo al funesto destino che invece è toccato ai paesi dell’area caraibica – si pensi alle sofferenze del popolo di Haiti – e l’ha trasformata in un esempio di alternativa al modello di sfruttamento borghese. Ancora oggi milioni di proletari traggono, dall’esperienza cubana, l’esempio per mantenere alta la lotta contro la barbarie capitalista.

L’imperialismo statunitense, in irreversibile declino storico, non riesce a dimenticare la sconfitta inferta dalla rivoluzione e non può più permettersi di mantenere alle porte di casa un esempio di alternativa politica, economica e democratica, come quello rappresentato da Cuba. Per questo ha intensificato, durante la pandemia, il Bloqueo ed oggi tenta di farsi avvallare dalla comunità internazionale un proprio intervento armato.

Subito gli scribacchini nostrani, insieme a politicanti di destra e “sinistra”, senza vergognarsi del perenne e manifesto servilismo, si sono affannati a condannare la “violenta repressione della dittatura cubana” e a richiedere l’intervento degli Usa.

Ricordiamo come Cuba abbia sempre attuato la solidarietà internazionale, sino a inviare, anche in Italia propri medici e operatori sanitari durante il periodo peggiore della crisi pandemica.

Come comunisti riteniamo vergognosa la campagna menzognera scatenata dai media e da forze politiche e partiti italiani.

Condanniamo l’ingerenza imperialista USA e UE e denunciamo il criminale blocco economico.

Difendiamo il diritto del popolo cubano all’autodeterminazione. Sosteniamo le mobilitazioni rivoluzionarie contro imperialismo e reazione, auspicando che si sviluppino per la conquista del socialismo proletario e la definitiva emancipazione della classe operaia cubana

Piena solidarietà al popolo cubano e alla sua rivoluzione, no al Bloqueo!

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