Sostegno e mobilitazione per la classe operaia Gkn e per lavoratori e lavoratrici aggrediti dalla violenza padronale

La Gkn di Campi Bisenzio (Fi) produce semiassi per automobili con l’80% della produzione destinata agli stabilimenti Fca/Stellantis. Venerdì 9 luglio, l’azienda ha comunicato che da lunedì 422 dipendenti (335 operai, 67 impiegati, 16 quadri e 4 dirigenti) e un’ottantina di operai delle ditte, sono a casa, senza lavoro e stipendio. Oltre 500 lavoratori e lavoratrici licenziati!

I vertici di Cgil-Cisl-Uil, tra accordi pateracchio, collaborazionismo e ‘raccomandazioni’ a Confindustria di Bonomi e al governo del banchiere Draghi, hanno le loro pesanti responsabilità in questa feroce e drammatica offensiva. A Cesare quel ch’è di Cesare!

In questi anni, Rsu e dipendenti Gkn hanno mostrato una combattività fuori del comune nel condurre vertenze, contrattazione e solidarietà di classe a lavoratori di altre aziende.

Alla Gkn c’è un settore di classe molto avanzato, oggi colpito economicamente e politicamente. Il loro protagonismo a NON delegare ad altri gli interessi di classe, la solidarietà a sostegno di chi aveva bisogno, oggi vanno a loro restituiti e con gli interessi. A seguito dell’aggressione padronale, è scattata immediatamente la mobilitazione in fabbrica e oltre i cancelli, da ogni parte è arrivata la solidarietà, è in corso l’assemblea permanente e il dibattito su forme e iniziative di lotta per una vertenza che avrà tempi non brevi.

In quanto comunisti organizzati, mettiamo le nostre forze, la nostra esperienza, i nostri militanti, a sostegno di questa mobilitazione, senza esporre bandierine o sfoggiare passerelle.

La nostra disponibilità e volontà, nel rispetto delle decisioni di Rsu e assemblea Gkn, è organizzare e sviluppare direttamente e nei coordinamenti, nei comitati e organismi dove operiamo, unitariamente a realtà sindacali, Rsu e Rls, iniziative per dar voce e visibilità alla classe operaia Gkn. PER valorizzare i contenuti di questa lotta e far sì che l’iniziativa sia saldamente nelle mani operaie con necessarie e adeguate forme organizzative e di lotta, ponendo alla discussione collettiva la questione essenziale: quella del potere.

Coscienti del fatto che il modo di produzione capitalista e il suo regime politico debbono essere sostituiti da un’altra società: quella socialista, i cui mezzi di produzione siano posseduti e gestiti da chi produce la ricchezza, cioè dalle classi lavoratrici. La sola società che potrà assicurare lavoro e abitazione, pensione e sanità pubblica, istruzione e benessere per le masse popolari.

Combattiamo passività e scoraggiamento. Lottiamo per l’unità, a difesa dell’occupazione e delle condizioni di lavoro, della salute e della sicurezza, per la riduzione dell’orario di lavoro, contro subappalti, precarietà e repressione. Per lo sciopero generale! Per spezzare la forza operaia impongono la violenza padronale. Se la forza resiste, sarà la violenza a spezzarsi!

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