Sul Referendum al taglio dei parlamentari: un aspetto della trasformazione reazionaria dello Stato borghese

Il 20-21 settembre si svolgerà il referendum che riduce il numero dei deputati da 630 a 400 e dei senatori da 315 a 200. Operazione politico-istituzionale, voluta dai populisti del M5S, e sostenuta dai partiti riformisti e reazionari (dal Pd alla Lega), demagogicamente e strumentalmente presentata come risparmio di risorse e contrasto alla “casta dei politici”.
Il taglio dei parlamentari non ha niente a che vedere con simili risparmi (incide per lo 0,007% della spesa pubblica). Per abbassare i costi basta ridurre gli stipendi dei parlamentari al salario di un operaio specializzato ed eliminare i loro vasti privilegi.

In questo modo, il parlamento diverrà meno ‘rappresentativo’ della società e più oligarchico; si rafforzerà il potere di segreterie di partito; si produrrà la distorsione della rappresentanza in regioni in cui saranno eletti candidati di partiti maggiori; si rafforzerà il potere esecutivo.
Tra l’altro, la riduzione dei parlamentari era contenuta nel “Piano di Rinascita Democratica” della Loggia P2, massonica eversiva, terrorista e filoatlantica.
Il taglio dei parlamentari è un’accelerazione nella trasformazione reazionaria dello Stato per concentrare il potere politico ed economico nelle mani della borghesia imperialista.
Un “parlamentino” sotto stretto controllo, per approvare più velocemente misure antioperaie e antipopolari all’interno della crisi capitalistica.
Padroni e parassiti dell’alta finanza mirano a far passare senza intralci leggi volte alla cancellazione delle conquiste e delle libertà operaie, all’aumento dello sfruttamento, alla demolizione dei servizi (sanità, istruzione, assistenza) e delle pensioni pubbliche, all’aumento della repressione, all’applicazione dei diktat UE, alla partecipazione alle guerre Nato/Usa.
Il referendum vuole dare una parvenza di consenso alle manovre dei partiti borghesi come parodia di consultazione popolare. I principali partiti e i media fanno carte false pur di far passare questo inutile e costoso referendum, ma si illudono se pensano così di legittimarsi di fronte alle masse. Ampi strati di operai e lavoratori sfruttati, donne e giovani, avranno modo per esprimere il loro rifiuto a simili manovre reazionarie negando il consenso a questa proposta di legge reazionaria e oligarchica, e manifestando la loro avversione al regime capitalista e alla sua falsa democrazia con un voto contrario.
Questo parlamento non rappresenta gli interessi delle masse popolari (inoltre, non vi siede neppure un operaio o un proletario), ma non possiamo tacere di fronte a politiche che mirano a ridurre gli stessi spazi di democrazia borghese.
Un NO, pur significativo non è sufficiente. I comunisti organizzati hanno il compito, oltre che il dovere, di unire e riunire ogni frazione e gruppo del movimento comunista, promuovere controinformazione e denuncia politica a livello di massa, organizzare le avanguardie della classe per lo sviluppo di lotte e movimenti di massa nell’interesse delle classi lavoratrici e delle masse popolari.
Denunciamo e smascheriamo i piani reazionari della borghesia, indicando e promuovendo organismi di democrazia proletaria nella lotta per una società socialista come alternativa alla dittatura borghese mascherata da ‘democrazia parlamentare’ e concretamente al servizio di capitalisti, padroni e ricchi!

f.i.p. settembre 2020

Coordinamento Comunista Lombardia (CCL) – coordcomunistalombardia@gmail.com
Coordinamento comunista toscano (CCT) – coordcomtosc@gmail.com
Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia – teoriaeprassi@yahoo.it

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