Desenzano del Garda (Bs):

riceviamo e pubblichiamo

la Polizia irrompe nell’assemblea sulla Palestina

Il Collettivo ‘Mario Giannelli’ di Viareggio e Versilia esprime la propria solidarietà al Collettivo Gardesano Autonomo  di Desenzano.
Agenti di polizia sono intervenuti domenica, durante un’assemblea per la Palestina, presso la ‘Casa dei Popoli’ Thomas Sankara, con una volante che pretendeva di seguire i lavori dell’incontro e filmare i presenti.
Così, una qualsiasi assemblea in una sede associativa può diventare oggetto di “interesse’ poliziesco”. Un fatto che rientra nelle ‘corde’ dell’ex DdL 1660 e poi della legge 80/2025. Una legge che: si scrive “sicurezza” – si legge REPRESSIONE!
Le mobilitazioni e le manifestazioni di queste settimane hanno riempito le piazze e le strade di questo paese contro lo sterminio genocida del popolo palestinese e a sostegno della flottiglia.
Lo Stato, attraverso i suoi strumenti, ha alzato il livello del controllo, dell’intimidazione, della repressione.
La risposta deve essere la più politica, la più organizzata e la più unitaria. La partecipazione e il consenso, la lotta e l’organizzazione, fanno paura al potere e allo Stato.

Unire con la lotta e l’unità ciò che lo Stato vuole dividere con la paura e la repressione!

Collettivo ‘Mario Giannelli’ contro la repressione e la legge

80/2025 (ex DdL 1660)

Per contatti e informazioni: collettivomariogiannelli@gmail.com

[Il Collettivo è dedicato al compagno ‘Marione’ deceduto, a 50 anni, il 22 ottobre 2024. Il compagno ha dedicato la vita a combattere le ingiustizie di ogni tipo e forma]

Viareggio-Versilia, 15 ottobre 2025

La solidarietà NON è reato

Riceviamo, pubblichiamo e diffondiamo

Un cittadino, Guido Viero, per avere esposto la bandiera della Palestina al Caffè in Versiliana a Pietrasanta davanti al ministro Salvini l’11 agosto ‘25, è stato bloccato dalle forze dell’ordine. Per aver detto “Palestina libera, governo complice di genocidio”, si è visto pervenire dalla questura di Lucca, il foglio di via per tre anni dal comune di Pietrasanta, per pericolosità sociale. La solidarietà con i popoli oppressi è reato? Guido Viero ha espresso il sentimento e il pensiero di milioni di persone che da mesi manifestano nelle piazze del nostro paese e in tutto il mondo; solidarietà e sostegno alla resistenza del popolo palestinese, torturato e ucciso con la distruzione totale del proprio territorio. Guido Viero ha espresso la verità nel sostenere che il governo Meloni è complice del genocidio a Gaza inviando armi e appoggiando politicamente ed economicamente l’entità sionista dello “Stato d’Israele”. “Il foglio di via viene dato solitamente per reati di mafia e per una presunta pericolosità sociale; io credo però che, in tempi di sempre maggiore intimidazione del dissenso, la vera pericolosità sociale stia nella passività e nel silenzio!”, afferma Viero. Socialmente pericolosi, sono il silenzio, l’indifferenza, la complicità, di fronte alla morte di 70.000 esseri umani, di cui 20.000 bambini e bambine, 40.000 orfani, al massacro di un popolo intero. Ribadiamo la nostra solidarietà e concreto sostegno a Guido in difesa della libertà di espressione, della libertà di manifestare il dissenso e la critica; per la libertà e il dovere di esprimere solidarietà verso chi combatte lo sfruttamento delle classi lavoratrici e l’oppressione dei popoli. Esprimiamo solidarietà a manifestanti, attivisti. Militanti, colpiti da ogni forma di repressione per stare nelle piazze contro il genocidio e lo sterminio a Gaza! – Collettivo ‘Mario Giannelli’ contro la repressione e la legge 80/2025 (ex Ddl 1660) Contatti e informazioni: collettivomariogiannelli@gmail.com [Il Collettivo è dedicato al compagno ‘Marione’ deceduto, a 50 anni, il 22 ottobre 2024. Mario ha dedicato la sua vita a combattere le ingiustizie di ogni tipo e forma. Non un minuto di silenzio ma una vita di lotte!]

Invito per il 22 ottobre, a un anno dalla scomparsa di Marione, dalle
ore 18.00, ricordo e testimonianze al Cantiere sociale versiliese a Viareggio

Pietrasanta, 16 ottobre 2025

Sanità: diritti e dignità! A fianco di chi lotta!

riceviamo e volentieri pubblichiamo

Alta adesione allo sciopero all’Ospedale di Empoli

Il 4 luglio hanno scioperato le addette e gli addetti dei servizi pulizie e trasporto beni e pazienti all’interno dell’ospedale ‘San Giuseppe’. Tre le aziende in appalto interessate: Cts, Cooplat, Rekeep.
Le ragioni dello sciopero e del presidio: la mancanza di uno spogliatoio adeguato (le 90 lavoratrici usano un container, soluzione provvisoria divenuta permanente, mentre 10 lavoratori si spogliano e si rivestono in luoghi di fortuna, come i bagni dell’ospedale) e la questione del parcheggio interno per i dipendenti (gli addetti degli appalti, per usufruirne, pagano un abbonamento bimestrale di 60 €, mentre i dipendenti dell’ospedale pagano 1 € al giorno a effettivo utilizzo). Una situazione inaccettabile da 15 anni e penalizzante per dipendenti degli appalti.
Le problematiche dei lavoratori e delle lavoratrici di Empoli sono comuni ad altri presìdi ospedalieri (come, ad es. al NOA di Massa); situazioni che si trascinano da anni e sono il frutto di una politica che: – pone al primo posto il profitto; – fa un ricorso spregiudicato alle agenzie interinali e alle cooperative; – impone precarietà ed esternalizzazioni.
Una condizione che subordina lavoratori/trici a subire ogni tipo di ricatto e a favorire la logica divide et impera, contrapponendo gli interessi dei lavoratori delle cooperative ai diretti delle strutture sanitarie.
La logica delle cooperative e degli appalti, in questi anni, ha alimentato un processo di divisione che ha spalancato le porte alla cancellazione, o alla riduzione, di tutele e diritti di cui ancora dispone una parte di lavoratori/trici.
Il Coordinamento Regionale Toscano S.A.S e i Comitati aderenti esprimono solidarietà e sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici in lotta e invitano attivisti sindacali, delegati Rsu e Rls, lavoratori e lavoratrici, a organizzarsi e a mobilitarsi in difesa di diritti e dignità.
PER salvaguardare le condizioni di lavoro, PER la sanità pubblica, universale, solidale, praticare una lotta collettiva e organizzata, sull’esempio dell’Ospedale di Empoli, condizione essenziale per strappare tutele e diritti e difendere la propria dignità.

L’unità fa la forza! La lotta la differenza!

  • Coordinamento Regionale Toscano – Salute Ambiente Sanità (S.A.S.)
  • Comitato Sanità Pubblica Versilia Massa Carrara

coordinamentotoscanosas@gmail.com – https://www.facebook.com/groups/crtsas
6 luglio 2025

29 giugno 2009 – 29 giugno 2025

riceviamo e volentieri diffondiamo

Sempre a fianco di chi si oppone, resiste, lotta contro sfruttamento e oppressione
Invito alla manifestazione del 29 giugno per il 16° anniversario della strage ferroviaria di Viareggio.
La strage di Viareggio con le sue 32 Vittime, feriti inguaribili, un quartiere distrutto è una testimonianza incancellabile del mondo che non vogliamo e della lotta che continua: sarebbe un grande errore non condurre e sviluppare la lotta per la sicurezza e la salute fino in fondo.
Ma il mondo che non vogliamo è dappertutto.
Contro l’indifferenza, le divisioni e la passività, per la solidarietà, l’unità e la lotta.
Chi difende un sistema basato sul profitto, difende un sistema dove le condizioni di vita e di lavoro peggiorano di anno in anno, le morti sul lavoro aumentano, come le stragi ambientali e industriali, licenziamenti, lavoro precario e a tempo, lavoro nero e povero, aumentano la miseria, le difficoltà a curarci e istruirci, aumentano le guerre, le oppressioni di ogni genere, progetti di sterminio, come quello del popolo palestinese.
Siamo al fianco dei ferrovieri che lottano e scioperano per il nuovo contratto, per condizioni di lavoro dignitose e sicure, che lottano per loro e per tutti.
Sosteniamo i ‘Ferrovieri contro la guerra’ che, coraggiosamente, denunciano blocchi alla circolazione dei treni spacciati da Rfi
come normali lavori. In realtà questi ‘normali lavori’ sono funzionali alla politica bellica dell’allargamento del conflitto.
Una politica di guerra da sempre contro i lavoratori e le lavoratrici.
La Solidarietà è il primo passo verso l’unità
– l’Unità fa la forza – la Lotta fa la differenza

L’appuntamento è alla “Chiesina dei pescatori” in darsena a Viareggio
– h. 18.30 incontro – dibattito su militarizzazione nelle scuole e in ferrovia;- h. 21.30 corteo fino a via Ponchielli, luogo del disastro

Coordinamento 12 ottobre – per la sicurezza e la salute/contro larepressione
(del Coordinamento fanno parte familiari della strage di Viareggio e della Torre Piloti di Genova, attivisti di sindacati di base e conflittuali, attivisti del Coordinamento macchinisti cargo, Associazioni)

giugno 2025

Viareggio

riceviamo e volentieri diffondiamo

Giovedì 24 aprile ore 17

15° anniversario dell’Associazione dei familiari della strage ferroviaria di Viareggio “Il Mondo che vorrei” (24 aprile 2010)

c/o il Luogo della Memoria e della Solidarietà – Viareggio
via Aurelia sud/via della Vetraia 20

Incontro e tesseramento 2025

ore 19.30 buffet

Saremo felici di avervi con noi per i 15 anni dell’Associazione

Il Mondo che vorrei

La strada maestra

contributo di una operatrice sanitaria

In questo momento storico contrassegnato dalla tendenza alla guerra e da un periodo di crisi profonda non solo nel nostro paese, si evidenzia più che mai il violento assalto che sta subendo la sanità in tutti i paesi, stretta tra le forze che tentano di trasformarla in merce e profitto, tra quelle che premono per un rapporto pubblico-privato e tra quelle che lottano per un servizio pubblico, gratuito e di qualità per le masse popolari.
Sono queste ultimi che anche quest’anno il 7 aprile in occasione della Giornata Mondiale della Salute si mobiliteranno a livello europeo uniti dallo slogan “la salute non è in vendita” contro lo strapotere dei capitalisti il cui scopo è quello di continuare a speculare ovunque possano accaparrarsi profitti accettabili a scapito della salute e della vita umana.
Le politiche attuate in questi anni per contrastare la crisi economica, politica e culturale hanno prodotto degli effetti che hanno determinato un deterioramento delle condizioni di vita e di lavoro, impoverendo complessivamente la nostra vita. L’intensificazione dello sfruttamento, la diffusione del lavoro nero, l’incremento della nocività, la precarietà, la distruzione dell’ambiente e delle risorse, la creazione di tecnologie non al servizio del benessere collettivo, fino allo smantellamento del sistema sanitario sono tutti indicatori di un inevitabile decadimento della salute.La privatizzazione di tutto il sistema sanitario pubblico legata alla logica del libero mercato, sia relativamente ai prezzi dei farmaci, sia al sistema assistenziale governato dalle assicurazioni si è tradotta nel binomio cura-lavoro: o si muore perché non si ha lavoro, o si muore di lavoro per mancanza di sicurezza.
Negli anni ’80, dalla prima pagina dell’Unità, Napolitano lanciava un monito: “bisogna abolire lo stato sociale”. Questa affermazione la dice lunga sulle indicazioni date alla classe politica sul progetto politico da realizzare e su chi doveva realizzarlo: proporre un nuovo modello di controllo senza perdere l’occasione per mercificare ancora di più la domanda di salute, dalla quale estorcere lauti profitti.
In questo modo si realizzava quanto Monti aveva enunciato: l’introduzione del sistema assicurativo, attraverso un metodo che estorceva il consenso dei cittadini e ne impediva la capacità di reazione.
Una strategia politica adottata già da diversi anni. Per portare un esempio concreto, quando si vuole dismettere un ospedale lo si svuota gradualmente dei servizi, fino a renderlo inefficiente, inducendo l’utenza a rivolgersi altrove, prevenendo così le naturali azioni di opposizione della cittadinanza, la quale si adatta alla situazione che progressivamente si delinea. Così è successo anche per la scuola pubblica.
La classe dominante agisce sulle masse attraverso un fine lavoro psicologico che si basa sull’adattamento, capacità fondante del “sistema uomo” per realizzare i propri obiettivi, affinando le armi del controllo sociale, Covid insegna.
Questa politica non poteva prescindere, per andare in porto, da due condizioni l’adesione e il consenso: dei cittadini, convincendoli che il concetto universale di salute deve essere modificato nell’ottica del risparmio, dei lavoratori, convincendoli che il concetto stesso di lavoro sanitario, deve essere sempre meno rivolto alla cura, e sempre più alla logica del profitto dove non è importante quello che si fa concretamente, ma il giro di soldi che genera.
La situazione attuale è già molto avanti in questo senso: la gratuità delle cure, rese inaccessibili per molti, è già stata compromessa dall’introduzione di ticket elevatissimi sulle prestazioni e sui farmaci e tagli pesantissimi sono statieffettuati ai servizi con pesanti ricadute sui pazienti ed i lavoratori della sanità. Infatti i ritmi di lavoro sono aumentati al punto da mettere a rischio la sicurezza degli utenti e dei lavoratori stessi.
In una situazione considerata così grave e nella quale si chiedono “sacrifici a tutti”, col pretesto che mancano le risorse, si accelera la così detta ”4 rivoluzione industriale” che offre l’occasione di adottare misure non più graduali, anche in settori come la sanità, terreno appetibile per i grandi colossi industriali e trasformare una sanità sul modello 4.0. L’adozione di tecnologie digitali consentiràalla “catena del valore” di cogliere una serie di vantaggi che garantiranno l’aumento della produttività e competitività delle imprese restituendo così completamente la sanità pubblica alle logiche di mercato. Unalogica che non ha subito nessuna inversione, anzi, nei diversi paesi europei, per rispondere alla crisi economica e alla riduzione delle risorse pubbliche per il welfare, da anni era già in corso una ri-progettazione dei propri sistemi sanitari, investendo e mobilitando risorse pubbliche e private addizionali, nella Sanità digitale un grosso business e una fonte inesauribile di profitto, e per la quale sono stati stanziati dal Ministro della Salute 172.898,380,00 milioni di euro.Una scelta che si avvarrà dell’aiuto e della complicità dell’alleato Israele considerato leader mondiale nel campo dell’Intelligenza artificiale nella medicina e nei sistemi sanitari, contributo considerato“significativo all’assistenza sanitaria in tutto il mondo”, omettendo il suo utilizzo per rafforzare la sorveglianza di massa in un territorio sotto assedio e contro un popolo verso il quale sta perpetuando un genocidio.
Sorge allora spontanea la domanda, come opporsi a questo stato di cose? La strada maestra è, innanzitutto, non delegare ai responsabili e ai complici di questa grave situazione, essere protagonisti della nostra vita, della nostra sicurezza, della nostra salute attraverso l’informazione e la denuncia come forme primarie di prevenzione, la solidarietà reciproca e lo studio collettivo, la lotta e la mobilitazione popolare,la partecipazione e l’organizzazione, sempre al fianco degli anziani, dei disabili, dei pazienti, dei lavoratori e delle lavoratrici, che hanno pagato un tributo altissimo (durante il Covid) rispetto alla loro condizione e nello svolgimento della propria professione al servizio della collettività.
Di fronte a quest’attacco il nostro pensiero e la nostra azione politica deve rimettere al centro la centralità della lotta per la salute (nella sua dimensione collettiva) uniti e organizzati per il diritto alla salute e ildiritto alla cura contro un sistema che genera solo morte, miseria, malattie, distruzione e guerre.

A fianco degli operai della ditta ‘Madys’

riceviamo e volentieri pubblichiamo

La solidarietà è una potente arma: pratichiamola!

La solidarietà è preziosa per tutti, da ogni punto di vista, di fronte al fatto che lavoratori e lavoratrici subiscono condizioni di lavoro sempre più difficili, precarie e insicure.
Insomma, una vita di stenti, precarietà e insicurezza, anche quando il lavoro c’è.
Poi, da un giorno all’altro, con il licenziamento, ti dicono che sei un esubero, che non servi più, che la fabbrica chiude, che non possono pagarti.
Per 21 lavoratori Madys (azienda in appalto del cantiere San Lorenzo, che non ricevono lo stipendio da due mesi) è stato il titolare a chiedere le loro dimissioni per dichiarare il fallimento. Quindi le varianti sfavorevoli, per operai, lavoratori e lavoratrici, sono tante e di vario tipo.
Ma essere sfruttati e oppressi, sempre e comunque, è certo e anche legittimo, perché per il padronato e lo Stato legittima è la ricerca del massimo profitto: vero motore di questa società. Per questo obiettivo, incessantemente perseguito, tutto il mondo è attraversato costantemente da guerre, ogni genere di calamità, fame, malattie e miseria per tantissimi a fronte di enormi ricchezze per pochi.
La nostra forza, di lavoratori e lavoratrici, di sfruttati, di chi è colpito dalla repressione, è la solidarietà: da esprimere e dimostrare ai lavoratori Madys che hanno scioperato venerdì 28 marzo (organizzati dal sindacato Usb) bloccando le entrate del cantiere San Lorenzo e vogliono proseguire per ottenere una soluzione positiva rispetto alla loro grave situazione.
Anche questa esperienza sta insegnando che l’unità fa la forza e la lotta può fare la differenza.

Invitiamo tutti e tutte, sindacati in primis, a sostenerli: la solidarietà, se si dà, si può ricevere!

Collettivo Mario Giannelli contro il DdL1660 e la repressione
Per contatti e informazioni: collettivomariogiannelli@gmail.com

Viareggio-Versilia, 31 marzo 2025