Ex Ilva. Da Genova a Taranto la classe operaia in piazza

comunicato ULPC

Solidarietà incondizionata alla classe operaia che lotta

Indispensabile e irrinunciabile il sostegno a chi è mobilitato per il lavoro, il salario, la dignità!

Dopo mesi di scioperi, presìdi, manifestazioni, ieri la fiammata. A Genova, 6.000 operai in marcia per rivendicare: la-vo-ro! La Prefettura, blindata, isolata, protetta con vetri blindati e grate per impedire agli operai di avvicinarsi al palazzo di governo, dopo giorni e giorni di scioperi e proteste. Al simbolico lancio di uova e fumogeni da parte degli operai, la risposta con sparo di lacrimogeni, persino ad altezza d’uomo. Un operaio è rimasto ferito…
Un portavoce della protesta: “Ci hanno provocato, risponderemo fino in fondo!
Oggi, non sarà una giornata tranquilla. Si marcia tutti a braccetto, contro qualsiasi comportamento repressivo”.
Gli operai di Genova e Taranto stanno mostrando e dimostrando che per il lavoro sono disposti a tutto… hanno rimosso gli sbarramenti, hanno effettuato blocchi stradali e ferroviari. Quando la classe operaia si mobilita, nei modi e nelle forme dovute, non fa sconti a nessun governo, istituzioni, Stato.
Oggi, 5 dicembre, a seguito delle giornate di blocco e presidio, gli operai dell’ex Ilva hanno accolto con soddisfazione la notizia da Roma: la linea della lavorazione dello zincato non chiuderà, garantendo il lavoro.
La lettera, letta da un delegato: “Buone notizie? Sì. I problemi finiti? No.
Da domani si rientra a pieno regime.” A determinate condizioni e con adeguate forme di lotta e di mobilitazione, ogni vertenza produce un risultato.
Lavoro, Salario e Dignità, ora e subito (!), per chi produce la ricchezza del paese.
Comunisti/e sono a fianco della classe operaia in lotta, consapevoli che questo paese, ora più di ieri, necessita del Partito Comunista.No all’economia di guerra, al riarmo, alla militarizzazione!
Contro la repressione e le leggi antioperaie e antipolopari!
O socialismo o barbarie!

Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)

https://unionedilottaperilpartitocomunista.orgulpc@autoproduzioni.net

05 dicembre 2025

Essere radicali, nel senso di andare alla radice del problema che è il capitalismo. La soluzione: la trasformazione dell’attuale formazione economico-sociale nel sistema sociale che cancella sfruttamento e oppressione. C’è bisogno dei comunisti organizzati per trasformare le lotte di difesa, di resistenza, rivendicative, in lotta per il socialismo.

Unione di Lotta per il Partito Comunista propone a comunisti/e, alle avanguardie nei luoghi di lavoro, a operai avanzati e studenti impegnati nelle lotte, un percorso, processo, progetto per costruire l’Organizzazione, come base e condizione per la ricostruzione del Partito. Per spezzare ogni logica settaria, divisiva, localistica, contro la frantumazione del movimento comunista.

Il 29 novembre a Milano per la Palestina

comunicato ULPC

Dopo l’inizio della finta tregua costruita, gestita e propagandata dagli USA e dal suo presidente Trump, primo responsabile del genocidio del Popolo Gazawi; il voto sulla risoluzione statunitense dell’ONU, con astensione di Russia e Cina; la continuazione delle atrocità dell’entità sionista di israele su Gaza e l’intensificazione degli interventi contro la popolazione e la Resistenza della Cisgiordania, con il supporto dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), del Libano e della Siria, nel silenzio mediatico occidentale; dopo le grandi mobilitazioni di fine settembre, ottobre, sono state indette due manifestazioni nazionali, una a Roma e una a Milano per sabato 29 novembre.
I compagni di ULPC devono dare una convinta indicazione alla partecipazione alla mobilitazione milanese, questo perché, dopo le ultime imponenti manifestazioni occorre dare un segnale che l’attenzione del Popolo solidale con la Palestina e la sua Resistenza non si è attenuata e continua con convinzione e consapevolezza, sapendo che il nemico comune è l’imperialismo, a partire da quello di casa nostra, e il sionismo e la sua penetrazione in Europa.
Milano e non Roma, perché occorre far pagare politicamente il giusto prezzo politico a quelle forze, come tutta l’area di PAP e accoliti, per il loro continuo tentativo di dividere il movimento di solidarietà e a cercare di egemonizzarlo con posizioni non condivise e arretrate, non si può e non si deve dimenticare il  ruolo che queste organizzazioni hanno avuto nelle divisioni delle mobilitazioni dello scorso anno, come non si può e non si deve dimenticare la loro vicinanza alle posizione dell’ANP, corresponsabile con il sionismo israeliano nella repressione dei Partigiani Palestinesi dei territori della Cisgiordania.
Per questo ULPC si deve mobilitare per la più grande partecipazione alla Manifestazione di Milano invitando tutti i propri contatti ad essere presenti, sabato 29 novembre ore 14,00 Piazza XXIV Maggio Milano.

7 NOVEMBRE 1917 – 7 NOVEMBRE 2025: 108 ANNI DA NON DIMENTICARE!

108 anni da non dimenticare

LA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE È LA NOSTRA BUSSOLA.
DALLO ZARISMO ALLA NATO, LA LOTTA È LA STESSA:
CONTRO L’IMPERIALISMO PER IL SOCIALISMO-COMUNISMO

Il 7 Novembre, non è data da relegare ai libri di storia. È l’anniversario in cui operai, contadini e soldati, sotto la guida del Partito Bolscevico e di Lenin, presero il potere. Non chiesero il permesso, ma spezzarono le catene dello zarismo e della guerra imperialista. Quella Rivoluzione insegna una verità: la guerra è il prodotto ineliminabile del sistema capitalista-imperialista.
La NATO, erede politica e militare degli imperi che si spartivano il mondo un secolo fa, ha spinto i suoi confini e la sua logica di aggressione fino alla Russia.
L’Ucraina è il campo di battaglia della guerra tra l’imperialismo USA-UE e l’imperialismo russo (Zelensky l’utile idiota), dove il complesso militar-industriale occidentale si arricchisce e i popoli ucraino e russo versano il loro sangue. Lenin denunciava i “socialsciovinisti” che appoggiavano la guerra. Denunciamo chi sta con il blocco imperialista della NATO, seguendo la logica del profitto e dei mercati.
L’occupazione coloniale e lo sterminio del popolo palestinese da parte dell’entità sionista sono il frutto della stessa pianta: l’imperialismo occidentale.

Israele, non solo è la testa di ponte degli USA e dell’UE in Medio Oriente, un avamposto di razzismo e apartheid, ma è parte importante nella catena imperialista occidentale esportando ovunque il modello sionista di controllo sociale, di repressione delle lotte, sperimentati sulla pelle dei palestinesi, di sviluppo economico subordinato all’apparato militare. La pulizia etnica a Gaza, il furto delle terre in Palestina e Cisgiordania, sono l’applicazione della dottrina coloniale che la Rivoluzione d’Ottobre spazzò via. La Resistenza palestinese è lotta di Liberazione contro l’occupante; oggi è la punta più avanzata della lotta contro il comune nemico imperialista.
Prima di diventare un partito di quadri scelti nella classe operaia in grado di orientare le masse, i bolscevichi erano circoli operai che studiavano, discutevano e organizzavano la classe. In quelle riunioni e attività, in clandestinità per l’oppressione zarista e borghese, nelle lotte si forgiavano coscienza e organizzazione, che avrebbero trasformato il mondo. Oggi, di fronte alla propaganda di regime, alla disinformazione dei media e al tradimento della “sinistra”, la nostra risposta deve essere: STUDIARE, ORGANIZZARE, LOTTARE, RESISTERE.
L’Internazionalismo non è un optional. È la nostra forza. La Rivoluzione d’Ottobre non era “russa”, era internazionalista. L’obiettivo era cambiare il mondo. Oggi, la solidarietà è ai lavoratori e ai popoli oppressi in ogni angolo e parte del mondo, Palestina in testa, Cuba, Venezuela, dove l’imperialismo scatena le guerre, la fame, la miseria, la disperazione, la morte. Solidarietà concreta che significa lottare contro il nostro imperialismo e, nel contempo, lavorare per la ricostruzione del Partito della classe lavoratrice, senza il quale, come insegna la Rivoluzione d’Ottobre, nessuna conquista strutturale è possibile.

Con gli oppressori o con gli oppressi. Con la NATO e i suoi lacchè
o con la lotta dei popoli per la propria liberazione ed emancipazione.

Contro l’imperialismo di casa nostra, PER l’internazionalismo proletario.
La Rivoluzione d’Ottobre vive nelle nostre lotte. BARBARIE O SOCIALISMO!

Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)

Essere radicali nel senso di andare alla radice del problema: il capitalismo. La soluzione: la trasformazione dell’attuale formazione economico-sociale nel sistema sociale che cancella sfruttamento e oppressione. C’è bisogno dei comunisti organizzati per trasformare le lotte di difesa, di resistenza, rivendicative, in lotta per il socialismo.

ULPC propone a comunisti/e, ad avanguardie nei luoghi di lavoro, a operai avanzati e studenti impegnati nelle lotte, un percorso, processo, progetto per costruire l’Organizzazione, come base e condizione per la ricostruzione del Partito. Spezzare ogni logica settaria, divisiva, localistica, contro la frantumazione del movimento comunista.