accadde oggi

20 ottobre 2011

Libia: dopo 8 mesi di guerra civile viene barbaramente ucciso Mu’ammar Gheddafi. Dopo che le marine di numerosi Stati, tra cui gli USA e Regno Unito, si posizionano nel Mediterraneo nell’eventualità di un attacco. In caso venga dichiarata una no-fly zone sui cieli libici si predispone la portaerei Enterprise con il probabile appoggio della stessa marina italiana. Il ministro della Difesa La Russa dichiara che potrebbe essere utilizzata la stessa Sicilia come punto strategico per far rispettare l’embargo.
L’Italia ha partecipato inizialmente con la messa a disposizione del Regno Unito, degli Stati Uniti d’America e della Danimarca, delle basi aeree di Sigonella (CT) e Gioia del Colle (TA), e con l’impiego di cacciabombardieri Tornado ECR per la soppressione delle difese aeree nemiche e anche 4 cacciabombardieri AV8 Harrier II Plus, dalla portaerei Giuseppe Garibaldi.

accadde oggi

16 ottobre 1948

A Pistoia la polizia uccide l’operaio Ugo Schiano durante una manifestazione contro i licenziamenti.

16 ottobre 1968

Gli atleti statunitensi Tommie Smith e John Carlos vengono espulsi dalla nazionale olimpica. Pochi giorni prima, alle Olimpiadi di Città del Messico, dopo la finale dei 200 mt. (in cui erano giunti rispettivamente 1° e 3°) erano saliti sul podio scalzi ed avevano ascoltato l’inno nazionale a capo chino, sollevando un pugno chiuso con un guanto nero, a sostegno del movimento di Liberazione dei neri e dei popoli oppressi.

accadde oggi

15 ottobre 1948

A Dairago (MI) durante una manifestazione popolare la polizia spara e uccide il presidente dell’Anpi, Pietro Paganini

15 ottobre 1987

Viene assassinato Thomas Sankara, Presidente del Burkina Faso, simbolo della rinascita del suo paese tramite coraggiose riforme economiche e sociali, che portarono benessere alla sua gente.
Sankara venne ucciso insieme a dodici ufficiali tramite un colpo di Stato organizzato con l’appoggio di Francia, Stati Uniti d’America e militari liberiani.

accadde oggi

14 ottobre 1980

Per le vie di Torino si compie la famigerata Marcia dei quarantamila fu una manifestazione antisindacale e antioperaia istigata dai vertici della FIAT. Migliaia di impiegati e quadri della Fiat sfilano per le strade del capoluogo piemontese in segno di protesta contro i picchetti che impedivano loro, da 35 giorni, di entrare in fabbrica. La manifestazione ebbe come effetto diretto quello di spingere il sindacato confederale a chiudere la vertenza con un accordo favorevole alla FIAT. Viene convenzionalmente indicata come l’inizio di un radicale cambio di relazioni tra grande azienda e sindacato nel Paese.

accadde oggi

9 ottobre 1944
Ventimila nazifascisti attaccano la Repubblica della Val d’Ossola che resiste fino al 23 quando capitola di fronte alla schiacciante superiorità numerica degli avversari

9 ottobre 1957
A San Donaci (BR) durante una protesta contro il dazio sul vino, la polizia spara e uccide 3 braccianti

9 ottobre 1963
Disastro del Vajont: una frana caduta nel bacino della diga del Vajont produce una gigantesca onda che supera la diga e si riversa a valle (un pericolo previsto e rimasto inascoltato) causando 3mila morti. Il futuro presidente della Repubblica Leone accetta di difendere i responsabili della Sade che furono assolti o condannati a pene lievissime.

9 ottobre 1963
Roma gli operai edili della capitale, organizzati dai sindacati confederali di categoria, rispondono con una manifestazione di protesta contro i “palazzinari” che – ricattando, sfruttando e negando diritti e salario ai lavoratori e alla serrata decisa proprio dall’associazione dei costruttori – stavano dando vita alla più vasta operazione di speculazione edilizia del dopoguerra. In Piazza Santi Apostoli la manifestazione, molto partecipata, viene duramente repressa dalle forze di polizia: 500 lavoratori vengono fermati, per 33 di loro scatta l’arresto. Ci vorranno quasi trent’anni per scoprire che a ispirare (e a provocare) l’attacco della Celere ai danni degli operai edili erano stati agenti di Gladio: una sorta di prova generale in vista della progettata liquidazione del Pci e del movimento operaio organizzato da parte dei «poteri forti» denuncia Luciana Castellina, al tempo giovane funzionaria del Partito comunista, testimone oculare degli scontri e una dei 33 edili finiti in prigione e in seguito processata e condannata, nel libro “l’edile numero 33“.