accadde oggi

23 febbraio 1942

Nella notte tra il 22 e il 23 febbraio, Roatta, Robotti e Grazioli fanno circondare Lubiana con filo spinato. La città diventa un immenso campo di concentramento. I rastrellamenti sono ad opera dei granatieri di Sardegna, il generale Orlando, comandante dichiara che lo sgombero delle persone prescinde dalla loro colpevolezza.

23 febbraio 1971

A Milano nello sgombero forzato di alcune case occupate da famiglie senza tetto la polizia ferisce due bambini.

23 febbraio 1971

A L’Aquila durante gli scontri tra polizia e manifestanti alcuni gruppi di fascisti assaltano e devastano la federazione del PCI

Ennesimo infortunio

Comunicato della Lega dei Cavatori di Carrara

La solidarietà spontanea tra lavoratori e lavoratrici, quando si verifica l’ennesimo infortunio o l’ennesima morte sul lavoro, è uno dei segni più autentici di umanità rimasti dentro i luoghi della produzione. In quel momento cadono le divisioni, le gerarchie, perfino le differenze contrattuali: resta solo la consapevolezza di essere persone esposte allo stesso rischio, allo stesso destino imprevedibile e fragile.
Oggi siamo noi con le nostre sicurezze e convinzioni e domani chissà, soggetti diversi, ma uniti dalla condivisione di un futuro incerto, bello o brutto, ma aleatorio e fragile. Il continuo stillicidio quotidiano di incidenti e vittime non può diventare una statistica da scorrere distrattamente tra le notizie del giorno. Ogni numero è un nome, una famiglia, una comunità colpita. Girare la testa dall’altra parte significa accettare che la sicurezza sia un dettaglio, un costo da contenere, una voce sacrificabile nei bilanci, ma la vita non è una voce di bilancio.
Difendere il lavoro non può voler dire difendere qualsiasi condizione di lavoro. Non può voler dire accettare tutto perché quando il lavoro diventa l’unica cosa da salvare a ogni costo, si rischia di perdere tutto il resto: la dignità, la salute, la possibilità stessa di tornare a casa la sera.
La solidarietà tra lavoratori, invece, è un atto politico e umano insieme. È la scelta di non normalizzare l’ingiustizia. È il rifiuto di considerare inevitabile ciò che inevitabile non è. È la consapevolezza che la sicurezza non è un privilegio, ma un diritto fondamentale.
Non vogliamo giudicare il singolo infortunio, ma giudichiamo il fatto che questa solidarietà venga meno e non possiamo permetterlo. Non possiamo lasciare che la paura, la rassegnazione o l’individualismo erodano quel legame che ci tiene uniti proprio nei momenti più difficili. Se si spegne la solidarietà, si spegne anche la forza collettiva di pretendere cambiamento.
Rimettere al centro la sensibilità umana e l’empatia significa ricordare che l’economia esiste per le persone, non il contrario. Significa pretendere prevenzione, controlli, investimenti, cultura della sicurezza. Significa trasformare il dolore in impegno collettivo. Perché nessun posto di lavoro vale una vita e nessuna produttività può giustificare l’indifferenza.

La Lega dei Cavatori di Carrara

accadde oggi

21 febbraio 1848

A Londra viene pubblicato il “Manifesto del Partito comunista” di Marx ed Engels, un’opera che stabilisce la divisione delle classi: proletariato e borghesia. La prima parziale traduzione italiana fu pubblicata nel 1889. «In quest’opera vengono delineate con chiarezza e vivacità geniali la nuova concezione del mondo, il materialismo conseguente, esteso al campo della vita sociale, la dialettica, come la più completa e profonda dottrina dell’evoluzione, e la teoria della lotta di classe e della funzione storica rivoluzionaria del proletariato, creatore di una nuova società, della società comunista». (Lenin)

21 febbraio 1934

Muore assassinato Augusto César Sandino, generale di uomini liberi e vincitore delle truppe di invasione degli Stati Uniti in Nicaragua. “Non abbandonerò le mie montagne finché resterà un gringo in Nicaragua. Non abbandonerò la mia lotta finché ci sarà un diritto da difendere. La mia causa è la causa del mio popolo, la causa dell’America, la causa di tutti i popoli oppressi”.

21 febbraio 1965

A New York durante un discorso pubblico viene assassinato, all’età di 39 anni, Malcolm X, leader afroamericano e combattente per i diritti fondamentali degli afro-discendenti. Il razzismo continua a essere un grave problema istituzionale e sociale negli Stati Uniti.

accadde oggi

18 febbraio 1984

Viene firmato l’Accordo di Villa Madama, il nuovo concordato tra Italia e Santa Sede che venne sottoscritto dal Segretario di Stato vaticano Agostino Casaroli e dal Presidente del Consiglio italiano Bettino Craxi. Viene istituita la parificazione delle scuole private ecclesiastiche alle scuole pubbliche e la parificazione delle qualifiche e dei diplomi ottenuti nelle scuole ecclesiastiche

Due anni fa la strage operaia all’Esselunga, in via Mariti

Firenze, 16 febbraio 2024

Ennesima strage operaia… persero la vita 5 operai, alcuni rimasero feriti. Le Vittime: Luigi Coclite, 60 anni; Mohamed Toukabri 54; Mohamed El Farhane, 24; Taoufik Haidar, 43; Bouzekri Rahim, 56.
A due anni di distanza, la Procura di Firenze ha chiuso le indagini. Gli indagati sono: 5 persone fisiche e 3 società, a cui vengono contestati, a vario titolo, i reati di omicidio colposo e lesioni personali, disastro doloso e una serie di violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro. Alla costruzione dell’Esselunga erano impegnate 61 ditte d’appalto e subappalto! Una strage figlia del mercato, della produttività, del profitto! Le leggi della barbarie capitalista
L’inchiesta si è allargata anche al general contractor, l’impresa Attività Edilizie Pavesi Srl, al suo legale rappresentante e a un ingegnere fiorentino responsabile dei collaudi per conto della proprietà. Ora gli indagati possono essere interrogati e presentare le memorie, poi le richieste di rinvio a giudizio e l’inizio del processo.
Il fulcro delle indagine riguarda la progettazione della trave che crollò, un grave errore di calcolo sul peso che avrebbe dovuto sostenere. Tutte carenze, secondo l’accusa, figlie della scarsa capacità aziendale di definire una commessa così importante e delle pressioni ricevute per i ritardi di consegna. Bisognava fare in fretta, chiudere i cantieri e passare oltre.
Per i pubblici ministeri, Falcone e Sottosanti, le imprese incaricate di realizzare il prefabbricato all’interno dell’area di via Mariti non avevano la necessaria struttura per fare quel tipo di lavoro e avrebbero consegnato l’appalto frettolosamente e senza potervi dedicare personale, tempo necessario e adeguato, anche a causa delle numerose e reiterate sollecitazioni provenienti dalla committenza e dall’appaltatore.
Oggi, l’area è sotto sequestro e ancora in piedi il progetto del nuovo supermercato, nonostante numerose richieste di residenti e cittadini di Firenze di farci altro, ad esempio un parco pubblico. Per lo meno per rispetto delle 5 Vittime.
E la famiglia Caprotti perché ne rimane fuori??? Anch’essa ha le sue gravi e pesanti responsabilità?
Proprietaria di Esselunga è la figlia più giovane, Marina Caprotti. Nel 2016, alla morte del padre Bernardo, eredita il colosso della grande distribuzione, assieme alla madre, Giuliana Albera, per il 70% della Supermarkets Italiani, la holding che controlla Esselunga dal 2006. Nel giugno 2020, Marina Caprotti diventa presidente esecutivo di Esselunga, con a sua carico l’intera gestione dell’azienda. Infatti, Giuseppe e Violetta, gli altri due figli, hanno venduto le loro quote del 15% ciascuno (ereditate alla morte del padre) alla sorella. Ciò ha fatto sì che Marina Caprotti e la madre diventassero proprietarie al 100% della holding Supermarkets Italiani.

accadde oggi

16 febbraio 1966

Scendono in sciopero 500mila edili per il rinnovo del contratto.

16 febbraio 2024
AFirenze un crollo nel cantiere dell’Esselunga provoca l’ennesima strage operaia che si consuma nel nostro paese e che conta 3/4 morti al giorno
LUIGI COCLITE, TOUFIK HAIDAR, MOHAMED EL FERHANE, MOHAMED TOUKABRI, BOUZERI RACHIMI sono i lavoratori morti sotto le macerie del cantiere edile.
È stata una strage operaia prodotto delle logiche e delle leggi del massimo profitto, del mercato, della produttività, della competitività, delle imposizioni di condizioni di lavoro al limite della sopravvivenza: bassi salari, precarietà, orari, turni e ritmi massacranti, caporalato, assunzioni in nero, super-sfruttamento di lavoratori stranieri, appalti e subappalti. Un “danno collaterale” che il sistema capitalista impone per salvaguardare i propri profitti usando i lavoratori come carne da macello.