accadde oggi

28 ottobre 1956

Muore in un tragico incidente Camillo Cienfuegos, nato nel 1932. Conosciuto anche come “Il Comandante del Popolo”, “Il Signore dell’Avanguardia”, “Eroe di Yaguajay”, era di modeste origini e divenne molto popolare anche per il suo carattere gioviale. Dopo il trionfo della Rivoluzione, Cienfuegos formò parte dell’Esercito rivoluzionario come Capo supremo.

28 ottobre 1922

Marcia su Roma delle squadre fasciste di Benito Mussolini accompagnate dall’esercito compiacente. Circa 20.000 camice nere che andavano verso Roma difesa da ben 28.400 soldati. Solo gli arditi del popolo contrastano e fermano la marcia organizzata per portare al governo Mussolini.

accadde oggi

24 ottobre 1970

Salvador Allende, eletto per la prima vota deputato a 29 anni nelle fila del Partito socialista, Ministro della Salute dal 1939 al 1942, candidato dalle sinistre alle elezioni presidenziali del 1952, 1958, 1964. Per la quarta volta si presenta candidato della coalizione Unidad popular (socialisti, comunisti, radicali, frange cattoliche) e viene eletto presidente del Cile.

Da Scandicci a Vicenza: operai in lotta

I lavoratori del settore Moda protestano: a Scandicci nel gruppo Kering (di cui fanno parte anche Balenciaga, Gucci e Yves Saint Laurent) che si rifiuta di dare risposte sulle scelte del Gruppo per cui, il 21 ottobre, è scattato lo sciopero. Sono oltre 7mila i lavoratori della moda e della pelletteria in cassa integrazione, 130 le aziende più piccole che hanno chiuso dopo essere state appaltatrici dei grandi marchi.
Le grandi aziende del lusso che fatturano miliardi pagano i terzisti 20 euro i portafogli che rivendono a 700 e 35 euro borse che rivendono a 1300 euro.
Alla protesta dei dipendenti del gruppo Kering hanno aderito i lavoratori di Bottega Veneta a Montebello Vicentino che hanno scioperato 4 ore dopo che le trattative in corso con il nuovo CEO Luca De Meo per il rinnovo contrattuale che prevede una razionalizzazione ovvero licenziamenti, è allo stallo.
Anche a Milano sono stati organizzati Presidi di protesta.



Quando non delocalizzano la produzione, delocalizzano i diritti

riceviamo e pubblichiamo

Un movimento inesorabile del capitale verso il massimo sfruttamento che va spezzato. Se non così, come?

Scriviamo questa dichiarazione congiunta come Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze e SUDD Cobas.
Per fare irrompere il futuro abbiamo bisogno di rompere il presente.
Per troppo tempo la parola delocalizzazione è stata associata a un corso inesorabile delle cose: una storia scritta dal capitale, dalle sue esigenze, dalla sua corsa verso il binomio “massimo risparmio – massimo profitto”.
È quella corsa che ha portato – negli stessi anni e a pochi chilometri di distanza – all’edificazione di centinaia di nuovi capannoni dello sfruttamento al Macrolotto 2 di Prato e al tentativo di trasformare Gkn in uno scheletro industriale da dare in pasto alla speculazione finanziaria e immobiliare.
La globalizzazione non ci ha portato via il lavoro: è servita a imporre un lavoro più sfruttato ovunque, a svuotare di senso diritti e garanzie.
Le lotte operaie nel distretto pratese si confrontano oggi con le delocalizzazioni in loco: non c’è bisogno di spostare il lavoro dall’altra parte del mondo quando il capitale ha importato qui quelle stesse condizioni e la forza lavoro che deve subirle, disseminandola in migliaia di capannoni anonimi e intercambiabili.
La precarietà non è solo contrattuale: è diventata strutturale, interna al ciclo produttivo.
Le filiere sono giungle di appalti e subappalti precari, svincolati da ogni regolamentazione, per eludere persino un contratto a tempo indeterminato.
Alla mobilità del capitale le lotte rispondono con la mobilità dei picchetti, che inseguono le commesse in fuga alla ricerca di nuovi schiavi.
La lotta operaia di Gkn si confronta oggi con il logoramento di chi prima ha delocalizzato le merci perché non poteva delocalizzare i diritti, e ora prova ad affamare il presidio per speculare su supermercati, hotel, appartamenti di lusso.
Alla fuga del capitale, il Collettivo di fabbrica ha risposto con un piano industriale pubblico e socialmente integrato, sostenuto da un azionariato popolare che coinvolge migliaia di persone pronte a costruire insieme questa vittoria.
Ma il muro di gomma contro la fabbrica socialmente integrata è forte, tanto più perché invisibile e diffuso tra mille complicità.
Per questo abbiamo bisogno di un’altra spallata.
Le nostre lotte non guardano indietro.
Non difendono ciò che già c’è.
Sono cura alla febbre di una produzione veloce, effimera e violenta.
Siamo i corpi in mezzo all’ingranaggio.Resistiamo perché vogliamo far avanzare un’alternativa.
Perché vogliamo scrivere un altro futuro.
Si può fare. Quando riapre la Gkn?

accadde oggi

22 ottobre 1972

Oltre 70mila lavoratori, a chiusura della “Conferenza sul Mezzogiorno” scendono per le strade di Reggio Calabria come risposta ai disegni eversivi dei fascisti. I lavoratori venuti in massa da tutta Italia – malgrado i fascisti avessero tentato il tutto per tutto per intimorirli, con le bombe per fermare i treni, il lancio di sassi per impedire il corteo, l’assalto notturno alle sedi sindacali – si mobilitarono per sconfiggere la strategia della tensione e la deriva fascista per rivendicare l’unità tra Nord e Sud, tra lavoratori e studenti e tra le rivendicazioni contrattuali.

22 ottobre 2009

Roma il giovane Stefano Cucchi viene picchiato e ucciso mentre era sottoposto a custodia cautelare.
Il 4 aprile 2022 la Corte di Cassazione ha condannato in via definitiva i carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro a dodici anni di reclusione per omicidio preterintenzionale. I procedimenti giudiziari hanno coinvolto anche i medici dell’ospedale Pertini e a vario titolo, più militari dell’arma dei carabinieri.

Desenzano del Garda (Bs):

riceviamo e pubblichiamo

la Polizia irrompe nell’assemblea sulla Palestina

Il Collettivo ‘Mario Giannelli’ di Viareggio e Versilia esprime la propria solidarietà al Collettivo Gardesano Autonomo  di Desenzano.
Agenti di polizia sono intervenuti domenica, durante un’assemblea per la Palestina, presso la ‘Casa dei Popoli’ Thomas Sankara, con una volante che pretendeva di seguire i lavori dell’incontro e filmare i presenti.
Così, una qualsiasi assemblea in una sede associativa può diventare oggetto di “interesse’ poliziesco”. Un fatto che rientra nelle ‘corde’ dell’ex DdL 1660 e poi della legge 80/2025. Una legge che: si scrive “sicurezza” – si legge REPRESSIONE!
Le mobilitazioni e le manifestazioni di queste settimane hanno riempito le piazze e le strade di questo paese contro lo sterminio genocida del popolo palestinese e a sostegno della flottiglia.
Lo Stato, attraverso i suoi strumenti, ha alzato il livello del controllo, dell’intimidazione, della repressione.
La risposta deve essere la più politica, la più organizzata e la più unitaria. La partecipazione e il consenso, la lotta e l’organizzazione, fanno paura al potere e allo Stato.

Unire con la lotta e l’unità ciò che lo Stato vuole dividere con la paura e la repressione!

Collettivo ‘Mario Giannelli’ contro la repressione e la legge

80/2025 (ex DdL 1660)

Per contatti e informazioni: collettivomariogiannelli@gmail.com

[Il Collettivo è dedicato al compagno ‘Marione’ deceduto, a 50 anni, il 22 ottobre 2024. Il compagno ha dedicato la vita a combattere le ingiustizie di ogni tipo e forma]

Viareggio-Versilia, 15 ottobre 2025

accadde oggi

20 ottobre 2011

Libia: dopo 8 mesi di guerra civile viene barbaramente ucciso Mu’ammar Gheddafi. Dopo che le marine di numerosi Stati, tra cui gli USA e Regno Unito, si posizionano nel Mediterraneo nell’eventualità di un attacco. In caso venga dichiarata una no-fly zone sui cieli libici si predispone la portaerei Enterprise con il probabile appoggio della stessa marina italiana. Il ministro della Difesa La Russa dichiara che potrebbe essere utilizzata la stessa Sicilia come punto strategico per far rispettare l’embargo.
L’Italia ha partecipato inizialmente con la messa a disposizione del Regno Unito, degli Stati Uniti d’America e della Danimarca, delle basi aeree di Sigonella (CT) e Gioia del Colle (TA), e con l’impiego di cacciabombardieri Tornado ECR per la soppressione delle difese aeree nemiche e anche 4 cacciabombardieri AV8 Harrier II Plus, dalla portaerei Giuseppe Garibaldi.