accadde oggi

21 febbraio 1848

A Londra viene pubblicato il “Manifesto del Partito comunista” di Marx ed Engels, un’opera che stabilisce la divisione delle classi: proletariato e borghesia. La prima parziale traduzione italiana fu pubblicata nel 1889. «In quest’opera vengono delineate con chiarezza e vivacità geniali la nuova concezione del mondo, il materialismo conseguente, esteso al campo della vita sociale, la dialettica, come la più completa e profonda dottrina dell’evoluzione, e la teoria della lotta di classe e della funzione storica rivoluzionaria del proletariato, creatore di una nuova società, della società comunista». (Lenin)

21 febbraio 1934

Muore assassinato Augusto César Sandino, generale di uomini liberi e vincitore delle truppe di invasione degli Stati Uniti in Nicaragua. “Non abbandonerò le mie montagne finché resterà un gringo in Nicaragua. Non abbandonerò la mia lotta finché ci sarà un diritto da difendere. La mia causa è la causa del mio popolo, la causa dell’America, la causa di tutti i popoli oppressi”.

21 febbraio 1965

A New York durante un discorso pubblico viene assassinato, all’età di 39 anni, Malcolm X, leader afroamericano e combattente per i diritti fondamentali degli afro-discendenti. Il razzismo continua a essere un grave problema istituzionale e sociale negli Stati Uniti.

accadde oggi

18 febbraio 1984

Viene firmato l’Accordo di Villa Madama, il nuovo concordato tra Italia e Santa Sede che venne sottoscritto dal Segretario di Stato vaticano Agostino Casaroli e dal Presidente del Consiglio italiano Bettino Craxi. Viene istituita la parificazione delle scuole private ecclesiastiche alle scuole pubbliche e la parificazione delle qualifiche e dei diplomi ottenuti nelle scuole ecclesiastiche

Due anni fa la strage operaia all’Esselunga, in via Mariti

Firenze, 16 febbraio 2024

Ennesima strage operaia… persero la vita 5 operai, alcuni rimasero feriti. Le Vittime: Luigi Coclite, 60 anni; Mohamed Toukabri 54; Mohamed El Farhane, 24; Taoufik Haidar, 43; Bouzekri Rahim, 56.
A due anni di distanza, la Procura di Firenze ha chiuso le indagini. Gli indagati sono: 5 persone fisiche e 3 società, a cui vengono contestati, a vario titolo, i reati di omicidio colposo e lesioni personali, disastro doloso e una serie di violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro. Alla costruzione dell’Esselunga erano impegnate 61 ditte d’appalto e subappalto! Una strage figlia del mercato, della produttività, del profitto! Le leggi della barbarie capitalista…
L’inchiesta si è allargata anche al general contractor, l’impresa Attività Edilizie Pavesi Srl, al suo legale rappresentante e a un ingegnere fiorentino responsabile dei collaudi per conto della proprietà. Ora gli indagati possono essere interrogati e presentare le memorie, poi le richieste di rinvio a giudizio e l’inizio del processo.
Il fulcro delle indagine riguarda la progettazione della trave che crollò, un grave errore di calcolo sul peso che avrebbe dovuto sostenere. Tutte carenze, secondo l’accusa, figlie della scarsa capacità aziendale di definire una commessa così importante e delle pressioni ricevute per i ritardi di consegna. Bisognava fare in fretta, chiudere i cantieri e passare oltre.
Per i pubblici ministeri, Falcone e Sottosanti, le imprese incaricate di realizzare il prefabbricato all’interno dell’area di via Mariti non avevano la necessaria struttura per fare quel tipo di lavoro e avrebbero consegnato l’appalto frettolosamente e senza potervi dedicare personale, tempo necessario e adeguato, anche a causa delle numerose e reiterate sollecitazioni provenienti dalla committenza e dall’appaltatore.
Oggi, l’area è sotto sequestro e ancora in piedi il progetto del nuovo supermercato, nonostante numerose richieste di residenti e cittadini di Firenze di farci altro, ad esempio un parco pubblico. Per lo meno per rispetto delle 5 Vittime.
E la famiglia Caprotti perché ne rimane fuori??? Anch’essa ha le sue gravi e pesanti responsabilità?
Proprietaria di Esselunga è la figlia più giovane, Marina Caprotti. Nel 2016, alla morte del padre Bernardo, eredita il colosso della grande distribuzione, assieme alla madre, Giuliana Albera, per il 70% della Supermarkets Italiani, la holding che controlla Esselunga dal 2006. Nel giugno 2020, Marina Caprotti diventa presidente esecutivo di Esselunga, con a sua carico l’intera gestione dell’azienda. Infatti, Giuseppe e Violetta, gli altri due figli, hanno venduto le loro quote del 15% ciascuno (ereditate alla morte del padre) alla sorella. Ciò ha fatto sì che Marina Caprotti e la madre diventassero proprietarie al 100% della holding Supermarkets Italiani.

accadde oggi

16 febbraio 1966

Scendono in sciopero 500mila edili per il rinnovo del contratto.

16 febbraio 2024
AFirenze un crollo nel cantiere dell’Esselunga provoca l’ennesima strage operaia che si consuma nel nostro paese e che conta 3/4 morti al giorno
LUIGI COCLITE, TOUFIK HAIDAR, MOHAMED EL FERHANE, MOHAMED TOUKABRI, BOUZERI RACHIMI sono i lavoratori morti sotto le macerie del cantiere edile.
È stata una strage operaia prodotto delle logiche e delle leggi del massimo profitto, del mercato, della produttività, della competitività, delle imposizioni di condizioni di lavoro al limite della sopravvivenza: bassi salari, precarietà, orari, turni e ritmi massacranti, caporalato, assunzioni in nero, super-sfruttamento di lavoratori stranieri, appalti e subappalti. Un “danno collaterale” che il sistema capitalista impone per salvaguardare i propri profitti usando i lavoratori come carne da macello.

Hanno paura di un libro o, meglio, sono affetti da paura da… libro

Un libro che dimostra in maniera incontrovertibile che ci fanno vivere da 22 anni in una bolla di menzogna di Stato. Altrimenti un vicepresidente del consiglio dei ministri e un presidente di giunta regionale non si prenderebbero la briga di diffamare in discorsi ufficiali e in interviste televisive, uno storico, Sandi Volk, e il suo libro: “Solo perché italiani? Un ricordo truccato. I primi 20 anni di riconoscimenti agli infoibati”.

Stanno perdendo le staffe perché si sono impelagati da soli con l’art. 3 della legge del ‘Giorno del ricordo’, che prevede di dare un’onorificenza in forma di targa ai parenti degli infoibati. Dopo 20 anni di “premiazioni” in tutte le prefetture d’Italia e al Quirinale, i nomi dei “premiati” sono 823. Non milioni (come ebbe a dire il Gasparri in Tv), non centinaia di migliaia, non decine di migliaia. Neppure mille, bansì 823. Questo lo dicono i numeri forniti dal governo, che poi dà i nomi e i dati anagrafici. Non spiega perché queste 823 persone siano state degne di un’onorificenza. Forse è imbarazzante spiegarlo?

Ma Sandi Volk con una enorme ricerca documentale ha ricostruito le biografie di questi 823, rivelando del tutto la falsificazione prodotta dalla legge e contro la legge: infatti la gran parte di questi 823 non avrebbero potuto essere premiati neppure in base alle larghe maglie previste della legge, perché non “infoibati”, ma morti in combattimento, o in luoghi diversi dal confine orientale, o macchiatisi di efferati delitti riconosciuti da processi, situazioni espressamente escluse dalla legge. Nella parte restante si trovano persone che non c’entrano niente in tutta questa vicenda, partigiani uccisi dai tedeschi, altri morti in campi di concentramento nazisti o sotto bombardamenti alleati; di un certo numero non si trova nulla, in nessuna fonte.

Ma a parte queste incongruenze ed errori o mistificazioni, in cosa consiste il trucco che il libro documenta? Dall’analisi delle figure dei “premiati” emerge che il 70% furono in vita militi fascisti nel territorio dell’Adriatisches Küstenland, al tempo praticamente annesso al III Reich, e quindi furono collaborazionisti dei nazisti che giurarono fedeltà a Hitler: ciò tra l’altro viola un’altra delle disposizioni di legge che sancisce che non possono essere premiati chi operò in formazioni “non al servizio dell’Italia”. Ma era una disposizione inserita come specchietto per le allodole, sapendo che sarebbe stata violata. Perché, i collaborazionisti di Hitler, chi può avere il coraggio di definirli “al servizio dell’Italia”? E poi di quale Italia si parla? Del Regno del Sud? Della RSI? Il Friuli e la Venezia Giulia erano stati praticamente annessi al Reich. I repubblichini, la X Mas, il Reggimento Alpini Tagliamento che operarono sul confine orientale lo fecero agli ordini di Hitler. Imbarazzante spiegarlo, per questo governo e quelli che lo hanno preceduto dal 2004, di centro-destra e di centro-sinistra.

Con questa legge si è non solo raggiunta la parificazione tanto agognata dai fascisti, tra repubblichini e partigiani, ma si è andati molto oltre, con i partigiani diffamati e i collaborazionisti dei nazisti ascesi a vittime, premiati dalla Repubblica italiana nata dalla Resistenza. Un naufragio dell’antifascismo italiano. Ma non è troppo tardi per reagire. Basta capire il ruolo che questa legge ha avuto e smettere di sostenerla, e denunciarne con forza l’imbroglio. Il libro di Sandi Volk, e tutti i libri del gruppo di ‘Resistenza Storica’, prodotti da più di 30 anni, offrono le informazioni storico-documentali necessarie per affrontare la menzogna di Stato. Documentazione che nessun propugnatore della narrazione “foibologica” ha mai né consultato, né tenuto in considerazione, in ricerche che dovrebbero essere alla base di qualunque legge di un paese che vorrebbe definirsi ‘democratico’.

Venerdì 13 ore 21.00 Sandi Volk è a Pontedera per la presentazione del suo libro: “Solo perché italiani? Un ricordo truccato. I primi 20 anni di riconoscimenti agli ‘infoibati'”.
L’iniziativa al Circolo Arci ‘Il Botteghino’,
via Tosco Romagnola 455 – La Rotta