
Cuba e il suo popolo stanno affrontando, in questa fase, una drammatica crisi economica ed energetica, da alti costi umani, che non ha eguali nella storia della rivoluzione cubana.
Dopo il trionfo (1°gennaio 1959) dei “Barbudos”, Cuba, uscita indenne nel corso dei decenni dai ripetuti tentativi dell’imperialismo Usa di eliminare questa esperienza nel cuore dell’America Latina, subisce un ulteriore inasprimento – causa il Bloqueo imposto dagli Usa all’isola caraibica all’inizio del 1962 e mai revocato – delle sanzioni economiche imposte dall’amministrazione Trump, consistenti nel blocco delle forniture di petrolio da qualsiasi paese che intrattenga rapporti commerciali con Cuba.
La fine delle importazioni di greggio – in particolare dal Venezuela – ha determinato il crollo del sistema elettrico nazionale e dell’avanzato sistema sanitario, dei trasporti e altre attività indispensabili per la vita della popolazione.
L’obiettivo dell’amministrazione Usa è provocare un tracollo economico e sociale, sì da creare le condizioni per una destabilizzazione politica dello Stato socialista e favorire un cambio di regime genuflesso ai loro interessi.
Pur di riaffermare la supremazia della dottrina Monroe (l’America Latina come “cortile di casa”), gli Usa contro Cuba mettono in atto una politica genocidaria, che si affianca al genocidio dei complici israeliani contro la popolazione palestinese (causa alla quale Cuba non ha mai cessato di far sentire il sostegno).
Ciò avviene con la connivenza degli stati occidentali, governo italiano compreso – immemore dell’aiuto dei medici cubani per il ‘Covid’ e, oggi, in ospedali calabresi.
L’Europa si adegua alle menzogne diffuse dalla propaganda Usa che vogliono Cuba crocevia del narcotraffico mondiale in combutta con gruppi terroristici islamici.
I governi latino americani, quando non apertamente allineati agli Usa, si muovono con cautela nel sostenere Cuba, tra l’ammirazione verso un paese che ha contribuito a restituire dignità e speranza a questa parte del mondo e il timore delle ritorsioni Usa.
Senza dimenticare che anche l’America Latina, con Cuba, è territorio di reciproche concessioni o mutevoli contrapposizioni tra grandi potenze imperialistiche (Usa, Cina, Russia) in lotta per la ridefinizione di aree di influenza geopolitica, di mercati, di sfruttamento, di materie, risorse e ricchezze.
La resistenza della popolazione cubana e del suo governo contro i piani di dominio dell’imperialismo Usa – che non esclude l’opzione dell’invasione armata per porre fine alla “dittatura comunista” – è stata ed è di esempio per i popoli in lotta per la libertà e il diritto all’autodeterminazione.
La solidarietà verso il popolo cubano di vasti settori popolari, e di tanta parte mondiale, si è attivata con varie iniziative, di carattere umanitario: dalla “Nuestra America Flotilla”, avente lo scopo di forzare, sull’esempio della Flotilla per Gaza, il blocco navale imposto dagli Usa nel Mar dei Caraibi, ai voli aerei, partiti anche dall’Italia, carichi di cibo e medicinali.
Il sostegno a Cuba non può esaurirsi solo con un’azione di tipo umanitario. La solidarietà verso l’isola caraibica si deve alimentare di contenuti politici e ideologici.
La Rivoluzione Cubana ha costituito nella storia delle rivoluzioni socialiste, un’esperienza avanzata di costruzione del socialismo e della futura società comunista; dove la difesa della dignità di un popolo si intreccia con le battaglie antimperialiste di altri popoli; dove la rivendicazione del sentimento patriottico si è saldata ad un internazionalismo proletario manifestatosi in vari aspetti (dall’appoggio militare ai popoli in lotta contro regimi fascisti e razzisti all’invio di medici, insegnanti, ingegneri, per migliorare le condizioni di vita di paesi che volevano sottrarsi al giogo dello sfruttamento capitalistico o dell’oppressione coloniale).
È stato scritto: “Se cade Cuba, cade l’Umanità intera”. È vero! Infatti non cade nelle grinfie del capitalismo e dell’imperialismo un paese e un popolo fiero e resistente; viene meno una speranza che da 67 anni anima il cuore dei comunisti.
In un momento così grave i comunisti debbono rendersi conto di quanto sia indispensabile unire le loro forze per difendere la CUBA SOCIALISTA e RIVOLUZIONARIA.
Viva CUBA SOCIALISTA!
Con FIDEL y con EL CHE!
Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)
https://unionedilottaperilpartitocomunista.org – ulpc@autoproduzioni.net
Essere radicali, nel senso di andare alla radice del problema: il capitalismo. La soluzione: la trasformazione dell’attuale formazione economico-sociale nel sistema sociale che cancella sfruttamento e oppressione.
C’è bisogno dei comunisti organizzati per trasformare le lotte di difesa, di resistenza, rivendicative, in lotta per il socialismo. Unione di Lotta per il Partito Comunista propone a comunisti/e, alle avanguardie nei luoghi di lavoro, a operai avanzati e studenti impegnati nelle lotte, un percorso, processo, progetto per costruire l’Organizzazione, come base e condizione per la ricostruzione del Partito. Per spezzare ogni logica settaria, divisiva, localistica, contro la frantumazione del movimento comunista.