Sezione italiana dell’Internazionale Comunista
21 GENNAIO 2026: NON UNA RICORRENZA MA UNA NECESSITÀ

Quanto scritto da Rosa Luxemburg nel lontano 1916 “SOCIALISMO o BARBARIE”, nel pieno della 1^ guerra mondiale, è quanto mai reale; oggi la storia si ripete, ciclicamente, in forma grottesca e sempre più drammatica e violenta.
Non aver superato il modo di produzione capitalista e non aver costruito le condizioni per la transizione al socialismo, ha dato mano libera al capitalismo/imperialismo di produrre nuovi orrori, nuove barbarie, nuovi fascismi.
Dall’ideazione dei fascismi come forma di gestione degli Stati per il mantenimento del potere, all’elaborazione dell’ideologia sionista come processo coloniale, alle guerre coloniali, sino all’apice delle barbarie con il nazismo e lo scoppio della 2^ guerra mondiale, che provocò milioni di morti mostrando la vera brutalità.
Oggi, la crisi di sovrapproduzione che il processo capitalista occidentale sta subendo, e lo scontro economico con nuove potenze capitaliste, sta producendo un livello di rapina e violenza inaccettabile.
Le regole internazionali che il sistema si era dato sono fallite; il diritto internazionale, elaborazione giuridica nata come mediazione nel periodo della ‘guerra fredda’, è stato cancellato dal complesso economico-militare che l’occidente, a guida Usa e britannica, ha attuato negli anni.
Dalla distruzione di governi con golpe mascherati anche da rivoluzioni colorate, dalle operazioni di embargo internazionale degli alleati (come il blocco economico di Cuba, l’embargo verso l’Iran, la Corea del Nord, la Russia e altre nazioni), dal genocidio del popolo palestinese allo scopo di estendere e consolidare il processo coloniale di insediamento dell’entità sionista d’israele, sino al bombardamento di una nazione per rapirne il presidente per il controllo delle risorse energetiche e minerarie, il capitalismo dimostra di essere un sistema di rapina e di morte da sopprimere.
Il 21 gennaio non può e non deve essere una mera ricorrenza. Senza la ricostruzione comunista, senza l’Organizzazione comunista, non vi sarà futuro per il proletariato. Solo un vero Partito comunista potrà contrapporsi al profitto capitalista, allo sfruttamento e all’oppressione, per condurre la lotta per la realizzazione della nuova società: il SOCIALISMO.
Le organizzazioni e le realtà comuniste, presenti oggi nel paese, debbono prendere atto delle loro difficoltà e della loro insufficiente credibilità di fronte al movimento operaio, alle classi lavoratrici, al proletariato. Ciò significherà fare un passo indietro per farne due avanti: combattere il pantano della frantumazione, costruire l’unità dei comunisti, oggi possibile e necessaria, saldare il legame tra movimento comunista e la classe operaia.
Mercoledì 21 gennaio ore 16.30 – 18.00
presidio al Teatro San Marco a Livorno
Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)
21 gennaio 2026
https://unionedilottaperilpartitocomunista.org – ulpc@autoproduzioni.net