
LA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE È LA NOSTRA BUSSOLA.
DALLO ZARISMO ALLA NATO, LA LOTTA È LA STESSA:
CONTRO L’IMPERIALISMO PER IL SOCIALISMO-COMUNISMO
Il 7 Novembre, non è data da relegare ai libri di storia. È l’anniversario in cui operai, contadini e soldati, sotto la guida del Partito Bolscevico e di Lenin, presero il potere. Non chiesero il permesso, ma spezzarono le catene dello zarismo e della guerra imperialista. Quella Rivoluzione insegna una verità: la guerra è il prodotto ineliminabile del sistema capitalista-imperialista.
La NATO, erede politica e militare degli imperi che si spartivano il mondo un secolo fa, ha spinto i suoi confini e la sua logica di aggressione fino alla Russia.
L’Ucraina è il campo di battaglia della guerra tra l’imperialismo USA-UE e l’imperialismo russo (Zelensky l’utile idiota), dove il complesso militar-industriale occidentale si arricchisce e i popoli ucraino e russo versano il loro sangue. Lenin denunciava i “socialsciovinisti” che appoggiavano la guerra. Denunciamo chi sta con il blocco imperialista della NATO, seguendo la logica del profitto e dei mercati.
L’occupazione coloniale e lo sterminio del popolo palestinese da parte dell’entità sionista sono il frutto della stessa pianta: l’imperialismo occidentale.
Israele, non solo è la testa di ponte degli USA e dell’UE in Medio Oriente, un avamposto di razzismo e apartheid, ma è parte importante nella catena imperialista occidentale esportando ovunque il modello sionista di controllo sociale, di repressione delle lotte, sperimentati sulla pelle dei palestinesi, di sviluppo economico subordinato all’apparato militare. La pulizia etnica a Gaza, il furto delle terre in Palestina e Cisgiordania, sono l’applicazione della dottrina coloniale che la Rivoluzione d’Ottobre spazzò via. La Resistenza palestinese è lotta di Liberazione contro l’occupante; oggi è la punta più avanzata della lotta contro il comune nemico imperialista.
Prima di diventare un partito di quadri scelti nella classe operaia in grado di orientare le masse, i bolscevichi erano circoli operai che studiavano, discutevano e organizzavano la classe. In quelle riunioni e attività, in clandestinità per l’oppressione zarista e borghese, nelle lotte si forgiavano coscienza e organizzazione, che avrebbero trasformato il mondo. Oggi, di fronte alla propaganda di regime, alla disinformazione dei media e al tradimento della “sinistra”, la nostra risposta deve essere: STUDIARE, ORGANIZZARE, LOTTARE, RESISTERE.
L’Internazionalismo non è un optional. È la nostra forza. La Rivoluzione d’Ottobre non era “russa”, era internazionalista. L’obiettivo era cambiare il mondo. Oggi, la solidarietà è ai lavoratori e ai popoli oppressi in ogni angolo e parte del mondo, Palestina in testa, Cuba, Venezuela, dove l’imperialismo scatena le guerre, la fame, la miseria, la disperazione, la morte. Solidarietà concreta che significa lottare contro il nostro imperialismo e, nel contempo, lavorare per la ricostruzione del Partito della classe lavoratrice, senza il quale, come insegna la Rivoluzione d’Ottobre, nessuna conquista strutturale è possibile.
Con gli oppressori o con gli oppressi. Con la NATO e i suoi lacchè
o con la lotta dei popoli per la propria liberazione ed emancipazione.
Contro l’imperialismo di casa nostra, PER l’internazionalismo proletario.
La Rivoluzione d’Ottobre vive nelle nostre lotte. BARBARIE O SOCIALISMO!
Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)
Essere radicali nel senso di andare alla radice del problema: il capitalismo. La soluzione: la trasformazione dell’attuale formazione economico-sociale nel sistema sociale che cancella sfruttamento e oppressione. C’è bisogno dei comunisti organizzati per trasformare le lotte di difesa, di resistenza, rivendicative, in lotta per il socialismo.
ULPC propone a comunisti/e, ad avanguardie nei luoghi di lavoro, a operai avanzati e studenti impegnati nelle lotte, un percorso, processo, progetto per costruire l’Organizzazione, come base e condizione per la ricostruzione del Partito. Spezzare ogni logica settaria, divisiva, localistica, contro la frantumazione del movimento comunista.