Che cos’è veramente la NATO?

Recentemente, in occasione del 75° anniversario il Presidente Mattarella ha ribadito l’importanza della NATO, definita pilastro della sicurezza democratica, e rivendicato l’orgoglio dell’Italia per la partecipazione nella fondazione di questo Trattato. Secondo il Presidente, partecipare alla Nato ha contribuito a trasformare l’Italia, permettendo al Paese di superare le ferite della Seconda Guerra Mondiale all’interno di un quadro di cooperazione internazionale che riflette i valori costituzionali italiani.
Un contributo che costa parecchio all’Italia costretta a sborsare 70 milioni al giorno per farne parte che diventeranno 100 milioni considerato che l’attuale governo ha ratificato la richiesta fatta dell’allora segretario NATO Stoltenberg ai precedenti governi Conte e Draghi di stabilire l’aumento del 2% del Pil, aumento ribadito dall’attuale segretario Rutte.
Come si presenta la NATO? Come organizzazione del Trattato del Nord Atlantico, una delle principali istituzioni internazionali che riunisce Stati per la cooperazione nel campo della sicurezza e della difesa, stabilendo accordi per la mutua assistenza come evidenziano l’art. 5 che impone l’intervento dei paesi Nato in risposta ad un attacco esterno e l’ art. 10 che stabilisce la possibilità di accrescere l’Alleanza invitandone all’adesione altri Stati europei per contribuire alla sicurezza della regione dell’Atlantico Settentrionale). 
Dal 1949 i membri sono stati: Francia, Gran Bretagna, Italia, Canada e Stati Uniti, mentre dal 1955 la Germania Occidentale (Paesi che, insieme al Giappone, oggi decidono le regole economiche del mondo attraverso il G7). La Nato include anche Stati più piccoli (Spagna, Portogallo, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Norvegia, Danimarca, Islanda, Grecia e la Turchia). Con l’entrata della Svezia di quest’anno i Paesi sono 32. Espansione che nella guerra USA-NATO nei Balcani che distrusse la Jugoslavia nel 1999 ha coinciso con l’entrata di Ungheria, Polonia, e Repubblica Ceca. Aumentando i suoi Stati membri, riallineando le sue forze la NATO diventa sempre più aggressiva. 
Tutti gli Stati NATO hanno in comune l’appartenenza al mondo imperialista in quanto le loro classi dirigenti controllano la maggior parte della ricchezza mondiale attraverso banche e finanziarie i cui capitali sono utilizzati per sfruttare lavoro e risorse in tutto il mondo. Che sono i meglio armati, in possesso di tecnologie all’avanguardia, controllano i mezzi di comunicazione di massa, fabbricano armi potenti e le vendono al mondo. Praticamente è una forza di intervento al servizio dei monopoli che sfruttano il lavoro e le risorse globali.
Quello su cui si tace è che alti ufficiali militari nazisti (si tratta di un elenco impressionante, alcuni esempi: Adolf Heusinger ex capo di Stato Maggiore di Hitler, nella lista dei criminali di guerra divenuto membro della presidenza del Comitato Militare Nato , Hans Speidel capo di Stato Maggiore hitleriano ed organizzatore dell’aggressione nazista contro la Francia divenuto generale comandante in capo delle forze di terra della Nato per l’Europa centrale etc. e che, tra le cose in comune, avevano anche la pubblicazione di libri sulle loro esperienze dalla parte nazista durante la seconda guerra mondiale), che, dopo essere stati catturati dal personale statunitense, hanno offerto i propri servizi militari ad una struttura in realtà nata per impedire le rivoluzioni comuniste e operaie nell’Europa occidentale devastata dalla guerra e per affrontare l’Unione Sovietica e i suoi alleati nell’Europa orientale. NATO è comunque uno strumento della politica imperialista statunitense, tant’è che la scelta del comandante spetta sempre al presidente degli Stati Uniti e il Generale in carica è sempre del Pentagono.
Si tace sul ruolo reazionario della Nato vedi nella pianificazione del colpo di Stato militare in Grecia nel 1967, nell’invio di navi da guerra in Portogallo nel 1975, nella partecipazione alla «strategia della tensione» del 1968-82 in Italia (attraverso Gladio ed i suoi legami con i movimenti neofascisti di destra quali ordine nuovo attraverso personaggi come Marcello Soffiati, membro del comando Nato di Verona).
Con pretesti come “combattere il terrorismo”, “garantire la sicurezza” e “controllare le armi di distruzione di massa”, NATO ha svolto un ruolo di primo piano nelle guerre in Afghanistan, Iraq, Siria e Libia, causando migliaia di vittime e milioni di rifugiati e immigrati. Come lo svolge nella guerra Ucraina-Russia e in aiuto al sionismo nell’aggressione a Palestina, Libano, Siria.
Mentre il mondo è soggiogato da questa sorta di polizia imperialista la presenza NATO cresce anche in Italia. Come se non bastassero le circa 120 Basi collocate su tutto il territorio, la sesta flotta statunitense (che è anche Base Nato) permanente nel Porto Gaeta, la scuola militare internazionale che forma al NATO defense college a Roma, il Comando delle forze navali e anfibie offerto dall’Italia alla Nato a Taranto, a Firenze – in un contesto con forte presenza civile ed abitativa – viene ampliata la Caserma Predieri per l’insediamento dell’International Division South della NATO.
A Pisa, dove Camp Darby è la base militare USA più grande in Italia (circa 2mila ettari del Parco di San Rossore, che fu campo di concentramento nella seconda guerra mondiale), sorgerà una nuova base militare. Un progetto lanciato dal governo Draghi e rilanciato dal governo Meloni, col benestare della Regione.
In entrambi i casi aumenteranno la militarizzazione della zona, le ripercussioni dirette – anche sulla salute – ed eventuali rischi per la sicurezza sulla popolazione che vive nelle zone interessate, anche se non è ancora chiaro a tutti i residenti e le proteste organizzate finora non hanno ancora la dovuta consistenza.
In Sardegna, in particolare nella zona di Quirra, l’opposizione alla presenza delle Basi militari NATO è pressoché costante anche perché con l’inquinamento prodotto c’è in gioco la salute dei sardi.
Ma, in generale, alla popolazione non è ancora chiaro che la NATO è un’alleanza aggressiva e che può coinvolgere l’Italia, in quanto membro effettivo, in una guerra di enormi proporzioni.

ULPC (commissione internazionale)

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