PER l’unità della classe! PER la lotta di casse!

Contro il Disegno di Legge (DdL), n. 1660, sulla c.d. ‘Sicurezza’

Sempre più difficile e complicato è l’esercizio del diritto di sciopero: dai codici di autoregolamentazione alle leggi antisciopero (146/90 e 83/2000) alle misure sempre più restrittive dei governi e della Commissione di garanzia.
Lo sciopero, la forma di lotta del movimento operaio e sindacale, efficace e utile, per migliorare condizioni salariali, di lavoro, di salute e sicurezza.
Il DdL 1660, approvato alla Camera il 10 settembre, in attesa di approvazione al Senato, non ancora legiferato, è all’opera con il divieto della manifestazione nazionale del 5 ottobre a Roma contro il genocidio del governo israeliano e a sostegno della resistenza del popolo palestinese, oltre ad aver impedito iniziative pubbliche in varie città.
Con il DdL, il governo Meloni fa un salto di “qualità” attraverso un processo di restringimento degli spazi di agibilità politica, sindacale, sociale, e aggrava le pene su proteste e lotte in ogni ambito della società, stravolge le condizioni di lotta in ogni campo. Infatti, nelle mobilitazioni contro la guerra un blocco stradale per impedire un carico di armi sarà punito con la condanna da 6 mesi a 2 anni.
Il DdL ha l’obiettivo di: – sanzionare e incarcerare operai e lavoratori in sciopero, senza casa che occupano alloggi, giovani studenti e attivisti; – tutelare ancora di più poliziotti che manganellano manifestanti; – coprire gli agenti provocatori infiltrati dai servizi in organizzazioni sindacali e politiche da smantellare; – disporre dei detenuti alla mercé di carcerieri, stroncando ogni loro protesta.
Costituisce una tappa concreta verso una più vasta offensiva dello Stato contro i movimenti di lotta, gli organismi sociali, sindacali e politici, attraverso un’azione preventiva e di ostacolo a realtà ed esperienze di lotta, creando strumenti giuridici per stroncare sul nascere futuri, inevitabili, conflitti sociali. La tendenza alla guerra sul fronte esterno richiede un contesto pacificato sul fronte interno.

È un passaggio significativo del programma reazionario e autoritario del governo ed è funzionale all’economia di guerra, alla corsa al riarmo e alla guerra globale. È scritto su dettatura dei comandi militari italiani, europei, Nato, Usa, e in linea con un ulteriore restringimento delle libertà negli Stati dei paesi c.d. avanzati. In Italia lo firmano i ministri Piantedosi, Crosetto, Nordio.
Fondamentale è la difesa degli spazi di agibilità come le stesse pratiche di autonomia e autorganizzazione di classe, l’attività e la partecipazione a lotte e mobilitazioni di attivisti, militanti, lavoratori/trici, sindacati di base e realtà di movimento. L’opposizione di classe necessita di un fronte ampio, cosciente e organizzato, capace di rompere steccati e divisioni tra forze politiche, sindacali e sociali.

La solidarietà e unità rappresentano la forza!

La lotta e l’organizzazione fanno la differenza!

Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)

https://unionedilotta.wordpress.com/ ulpc@autoproduzioni.net

04 ottobre 2024

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