
Da oltre un mese ormai gli studenti universitari lottano in solidarietà alla Resistenza del Popolo Palestinese e nel nostro paese sono più di 20 gli atenei in subbuglio. Lo stesso avviene in tanti paesi europei e negli USA. La repressione è brutale: sgomberi, cariche, manganellate, denunce, e circa 2000 arresti nei campus statunitensi.
Questa mobilitazione è molto importante e manifesta due posizioni contrapposte:
– Da un lato vediamo la sensibilità, l’umanità, la solidarietà, la mobilitazione a favore di un popolo che si difende che soffre che subisce un vero e proprio genocidio e che lotta per scacciare l’invasore dalla propria terra: l’entità sionista (israele) e il suo esercito (idf). La lotta contro i soprusi, contro l’oppressore è nel DNA dei giovani, la rivolta, la ribellione contro le ingiustizie per i giovani è una cosa naturale, ce l’hanno dentro;
– Dall’altro abbiamo l’imperialismo sionista e yankee che mostra tutta la sua barbarie contro un popolo che da più di 100 anni lotta per l’indipendenza e l’autonomia territoriale.
Multinazionali che per aumentare i profitti con la produzione delle armi, non si fermano davanti a niente:
35.000 morti, 13.000 dispersi, fosse comuni, di cui due terzi donne e bambini e non scordiamoci i prigionieri che hanno superato la cifra di 30.000, molti dei quali giovanissimi e donne. E non sono da meno gli altri paesi europei, complici di questa mattanza, con la continua solidarietà ai massacratori e con la vendita di armi all’entità sionista, con la repressione attuata dai governi reazionari, come il nostro, contro questi giovani studenti solidali e contro tutti coloro che si mobilitano in sostegno al popolo palestinese.
Questa non è una mobilitazione contro gli ebrei, non è una lotta antisemita, non può esserlo perché il popolo palestinese è un popolo semita. Inoltre di questa lotta, specialmente nei campus negli USA, ne fanno parte giovani di tutte le posizioni politiche, religiose, compresi tanti giovani ebrei.
Per questi studenti lottare non è una semplice protesta ma i rischi che corrono sono tanti, oltre alla repressione con botte, denunce e arresti, rischiano l’anno accademico e, alle volte, anche l’espulsione dagli atenei, una lotta che coinvolge anche i loro familiari.
Con queste proteste universitarie la mobilitazione in sostegno al popolo palestinese e alla Resistenza si ampia e diventa giorno dopo giorno sempre più popolare. Oltre ai giovani universitari abbiamo visto in questi giorni di manifestazioni per il 25 Aprile partecipazioni popolari e giovanili tantissima solidarietà con i palestinesi, la loro lotta di liberazione, contro il sionismo, contro il Genocidio e la pulizia etnica.
Noi come comunisti sosteniamo questa lotta, sosteniamo questa ventata di ribellione.
I giovani sono il nostro futuro e mettono a disposizione di tutto il movimento di lotta la loro intelligenza e la loro voglia di mobilitazione contro lo sfruttamento, contro le ingiustizie per un mondo migliore dove tutte e tutti possano soddisfare i loro bisogni necessari per una vita decente.
CONTRO IL GENOCIDIO CON LA LOTTA DI LIBERAZIONE DEL POPOLO PALESTINESE
Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)
maggio 2024