CONTRO la guerra, PER la lotta, l’organizzazione, l’unità della classe

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1° Maggio – Giornata Internazionale dei lavoratori e delle lavoratrici

Al Congresso Internazionale di Parigi (1889) il 1° Maggio diventò Festa Internazionale dei Lavoratori

Anche il 1° Maggio di quest’anno è in corso la guerra in Ucraina, una guerra che produce sangue e distruzione: il prezzo dell’“economia di guerra” ricade sulle spalle e sulla pelle di lavoratori, lavoratrici e masse popolari, con aumenti vertiginosi dei beni di prima necessità, col carovita, licenziamenti, salari bloccati, sfruttamento e condizioni di lavoro insostenibili. Quest’anno, il genocidio del popolo palestinese da parte del governo sionista israeliano. Un massacro contro un popolo che rivendica emancipazione, autodeterminazione, il proprio Stato palestinese. Il sangue scorre anche nei luoghi di lavoro: oltre 3 morti al giorno e migliaia di vittime da nocività e da amianto ogni anno. Nelle ultime settimane vi sono state stragi operaie: sui binari a Brandizzo (To), all’Esselunga di Firenze, alla centrale di Suviana (Bo). Oltre a sicurezza e salute, altre questioni sono vitali: la povertà, la disoccupazione, la precarietà, la sanità, fino alle morti da inquinamento e a causa dei disastri ambientali.
Oggi non vi è una lotta generale in risposta alla gravità della situazione; c’è una tendenza generale alla lotta PER il lavoro, il salario, condizioni di lavoro sostenibili, sicurezza e salute, contro disoccupazione e precarietà, PER sanità e ambiente, pensioni, scuola, trasporti, casa, servizi sociali…
Gli scioperi di questi mesi nel settore ferroviario, nella logistica, nelle cooperative, nei trasporti in generale, mostrano la voglia di organizzazione e di lotta. L’autorganizzazione e l’autoconvocazione sono elementi che la classe lavoratrice promuove in questa fase. Voglia di protagonismo per non delegare a chi è responsabile, complice e/o collaborazionista, del regime padronale e di Stato. Di fronte alle lotte e alle iniziative vi è la repressione contro chi non abbassa la testa; una repressione che aggredisce con licenziamenti, sospensioni, rappresaglie, azioni intimidatorie e denigratorie contro il sindacalismo conflittuale e chi si oppone alla guerra, all’invio di armi, alle basi militari Usa-Nato.
Le emergenze sulla sanità, sul lavoro, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sul territorio, hanno favorito una sperimentazione di restrizione delle libertà e di controllo sociale con dispositivi giuridici, strutture organizzative, risorse politico-militari, centri di propaganda, di uno Stato sempre più militaresco e autoritario. Un capitalismo in crisi ha bisogno di imporre condizioni di sfruttamento e oppressione intollerabili, per mantenere profitti e potere.
Il compito dei comunisti è la lotta contro l’imperialismo in casa nostra, contro la frantumazione, la divisione mirata e dispiegata nella classe dai governi e da uno Stato antioperaio, antipopolare e guerrafondaio. In ogni ambito, politico, sindacale, sociale, necessitano: – la lotta per l’unità e l’azione comune, – la mobilitazione per unire le avanguardie di classe, – l’accumulazione di forze nella lotta per ricostruire l’organizzazione politica, indispensabile alla classe operaia.

Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)

1° Maggio 2024

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