A FIANCO DELLA RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE

Contro l’aggressione e il genocidio dell’imperialismo e del sionismo

Dopo 130 giorni dal 7 ottobre continua, attraverso i bombardamenti dell’esercito sionista, il massacro del popolo palestinese, ormai sono più di 30.000 i morti di cui un terzo sono bambini, e più di 100.000 feriti.
L’obiettivo dei sionisti dopo 100 anni di occupazione è sempre lo stesso: impossessarsi della terra palestinese e delle sue risorse, anche con il continuo avanzamento dei coloni. Essi oggi mirano e/o sperano, attraverso i bombardamenti a Nord, ad Est e ad ovest di Rafah, di spingere 1.500.000 di palestinesi verso l’Egitto, una nuova Nakbah, una nuova espulsione di palestinesi come e peggio del ’48, “ripulendo” la striscia Gaza dalla presenza indigena e impossessandosi del mare.
Comunque vadano le cose nei prossimi mesi, il 7 ottobre è stata una sonora sconfitta militare per l’imperialismo occidentale, in primis gli USA, e la loro avanguardia in Medio Oriente: l’entità sionista!
Dopo il brutto colpo incassato, il governo israeliano, in combutta con l’esercito statunitense, sostenuto dai servizi segreti – dalla CIA al Mossad – e da tutti i paesi imperialisti occidentali, si era posto tre obiettivi:

  • la liberazione degli ostaggi;
  • l’eliminazione della Resistenza armata;
  • la pulizia etnica di Gaza attraverso l’espulsione e/o la deportazione dei suoi abitanti.

Dopo più di 4 mesi questi obiettivi sono miseramente falliti. Dopo il 7 ottobre, durante i vari attacchi di terra che l’esercito sionista ha tentato in questi mesi, i vari reparti militari hanno subito numerose perdite in termini di uomini morti e feriti, di carri armati, cannoni, ruspe, camion e camionette militari distrutti dalla Resistenza. L’unica cosa che riescono a fare è bombardare, distruggere tutto, compreso ospedali, scuole, asili e uccidere i civili,  facendoli scomparire o incarcerando ragazze e ragazzi, nel tentativo di rendere Gaza invivibile per costringere i palestinesi ad andarsene “spontaneamente”.
Oggi i fronti militari sono aumentati: dal Libano lanciano continuamente missili verso obiettivi militari e paesi occupati dai coloni sionisti, le basi statunitensi in Siria e in Iraq subiscono incessantemente gli attacchi di droni dell’esercito siriano e della Resistenza irachena. È molto probabile che nei prossimi mesi gli USA dovranno abbandonare le basi militari illegali in Siria e Iraq, d’altro canto gli Houthi attaccano continuamente, dallo Yemen, le navi mercantili destinate ai porti israeliani.
In questa situazione, nonostante i foraggiamenti dell’imperialismo yankee, l’economia dell’entità sionista sta subendo una pesante crisi: decine di migliaia di sfollati, niente turismo, crollo della produzione industriale,  aumento delle spese militari, ecc. Ma anche l’imperialismo occidentale, economicamente, non sta molto meglio, anche a causa del fallimento economico e militare in Ucraina.
La situazione è complessa: la creazione di uno Stato palestinese potrebbe essere una delle soluzioni per uscire da questa crisi, per l’imperialismo, ovviamente alle sue condizioni, ossia uno Stato palestinese controllato e dipendente da esso e dall’entità sionista. L’ipotesi che di nuovo aleggia di due popoli, due Stati non è percorribile perché la dottrina nazisionista-colonialista non contempla la convivenza.
Il contributo dei comunisti alla lotta di liberazione della Palestina è costituito dalla lotta contro l’imperialismo del nostro paese, quello UE e quello USA con le sue basi militari nel nostro paese. Contro il sionismo che si è insediato in tutte le istituzioni italiane e contro i media sensazionalisti che trasformano la vittima in carnefice per influenzare l’opinione pubblica e distorcere la realtà (utilizzando persino trasmissioni RAI come il Festival di Sanremo e Domenica In) e contro coloro che bollano come terrorismo l’eroica lotta dei partigiani palestinesi indebolendo la Resistenza.
Per questo sosteniamo lo sciopero generale indetto per venerdì 23 febbraio dal sindacalismo di base e partecipiamo alla manifestazione nazionale di sabato 24 febbraio a Milano, piazzale Loreto, ore 14:30, rispondendo all’appello dei sindacati palestinesi e dei palestinesi in Italia, per fermare il genocidio a Gaza.

CON LA RESISTENZA PALESTINESE FINO ALLA VITTORIA

Unione di lotta per il Partito Comunista (ULPC)

unionedilottaperilpartitocomunista@tutanota.com

Febbraio 2024

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