
Il 15 settembre – durante uno sciopero di 24 ore, organizzato da sindacati e organizzazioni di massa hanno manifestato in massa ad Atene in piazza Syntagma – contro un nuovo disegno di legge antioperaio del governo “Nuova democrazia” che prevede una giornata lavorativa di 13 ore e 78 ore alla settimana eventualmente per più di un datore di lavoro; promuove l’estensione indiretta del lavoro fino a 74 anni e contratti a zero ore.
Il disegno di legge contiene anche disposizioni contro il diritto di sciopero.
In pratica, i lavoratori vengono trasformati in macchine di produzione flessibili senza diritti, che devono lavorare fino alla vecchiaia.
Al centro della lotta c’è la decisione di impedire che le loro condizioni di vita e di lavoro vengano schiacciate sotto il tallone di ferro delle leggi del profitto e dello sfruttamento.
La Grecia, come i Paesi europei, deve rispondere alle leggi imposte dall’Unione europea di tagli ai servizi per le popolazioni e di “riforme” micidiali che facciano pagare ai lavoratori europei anche le spese sostenute per mantenere la guerra in Ucraina in appoggio ad un governo di stampo nazista.
Silenzio da parte dei mass media italiani – come per altre informazioni internazionali, ad esempio lo sciopero degli operai del comparto auto negli Stati Uniti – complici di un governo fascistoide che seguirà le stesse orme.
La migliore solidarietà che possiamo esprimere ai lavoratori in lotta in tante parti del mondo è proseguire nel nostro processo contro la frantumazione sia tra i comunisti che tra i lavoratori per rafforzare il movimento operaio al fine di organizzarsi per abbattere il sistema capitalista di sfruttamento e oppressione e costruire una società socialista senza padroni né governi al loro servizio.
Commissione internazionale Unione di lotta per il Partito comunista (ULPC)
settembre 2023