A 4 giorni dalla sentenza… Oggi, 4 gennaio, alle ore 18.00 in stazione a Viareggio

Riceviamo e pubblichiamo:

Mauro Moretti l’Amministratore delegato di FATTO delle Ferrovie: dal 2001 in Rfi (Rete ferroviaria italiana) dal 2006 al 2014 alla holding Fs! Il ‘manovrismo di soccorso’ per salvarlo da una sentenza di Cassazione che sancisca i due precedenti verdetti processuali, di 1° grado e d’Appello, è all’opera…

Chi pensa di poterlo salvare per il loro perenne rapporto di potere dimentica che il primo accusatore di Moretti è Lui stesso?!

Dopo il disastro ferroviario, solo e unicamente LUI ha trattato lo “spiacevolissimo episodio”. Chi lo vuole sollevare dalle sue gravi e pesanti responsabilità per la strage ferroviaria del 29 giugno 2009 o è un folle oppure è di servizio a chi folle non è…

Alcuni suoi passaggi in audizione alla VIII Commissione lavori del Senato.
02 e 08 luglio 2009
. Moretti: “Dalle informazioni in mio possesso il carro coinvolto nell’incidente non aveva la doppia corazza … Bisognerebbe iniziare a fare qualcosa in questo senso anche in Italia, soprattutto se si tiene conto che i treni attraversano le città … ma un giorno si dovrà pur decidere di intervenire stabilendo che tutto quanto sarà costruito da quel momento in poi dovrà essere fatto in maniera ancora più sicura”.

E ancora “Quando si verifica un incidente per ciascuno di noi, all’interno di Fs, si apre un calvario. Perché già conosciamo il film a cui dovremo assistere: è sempre colpa nostra. Quando c’è un incidente, sembra che caschi il mondo. Bisognerebbe anche razionalizzare oltre l’emozione del momento che è anche comprensibile”.
02 febbraio 2010
. Moretti: “D’altra parte, vi prego di considerare che quest’anno, dal punto di vista della sicurezza – a parte questo spiacevolissimo episodio di Viareggio – abbiamo ulteriormente migliorato; siamo i primi in Europa”. Non esiste la nozione “disastro ferroviario …”. “ … Vi invito a riflettere su tutti i problemi che ho richiamato, perché mi pare che, se da un lato tutti sono favorevoli alla liberalizzazione, dall’altro però, appena succede la minima cosa, vogliono tutti essere più “sicuri” del re. Si tratta di un atteggiamento certamente un po’ schizofrenico – non lo dico a voi; anzi, perdonatemi l’espressione – che è comune a molti di coloro che hanno a che fare con la materia: così, mentre da una parte sono tutti a favore della liberalizzazione per ottenere il massimo dal punto di vista economico, dall’altra si richiede poi il massimo sul piano della sicurezza, per garantire gli standard più elevati al mondo. Le due cose, però, non stanno insieme”.
26 marzo 2013
Alla Hitachi (ex Breda) a Pistoia. Moretti è alla presentazione del ‘supertreno’ Frecciarossa 1000 dedicato a Pietro Mennea. Viene intervistato rispetto al processo di Lucca iniziato il giorno prima. “Se dovessi fare tutto ciò che mi viene richiesto non sarei più competitivo sul mercato”. Alla domanda se parteciperà all’udienza fissata per il 2 aprile, Moretti risponde: “Sentirò gli avvocati. Non sono in grado di sapere qual é la procedura processuale …”.

Moretti non parteciperà a nessuna delle 137 udienze processuali di 1° grado.

Ciò che veniva a lui richiesto per la sicurezza erano ‘raccomandazioni’ dell’Ansf (Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria) e della Commissione investigativa del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, istituita a seguito del disastro di Viareggio. Le richieste provenivano, quindi, da autorità istituzionali del suo Stato, non certo da familiari e ferrovieri che mai ha preso in considerazione.

15 aprile 2019, due mesi prima della sentenza d’Appello del 20 giugno ’19. L’avvocato di Moretti, D’Apote, attacca quei ferrovieri che sono sempre stati a fianco dei familiari. “Alla tenacia dei familiari delle vittime e di un’intera città si è aggiunto un manipolo di ferrovieri per ragioni personali o storiche di contrapposizione con i vertici che hanno utilizzato l’accaduto per alimentare propri rancori, personali e di categoria”.

La battaglia condotta dai ferrovieri, Rls/Rsu, e attivisti, è sempre stata finalizzata alla sicurezza sui binari dove, solo nella ‘gestione Moretti’ alla holding Fs (2006-2014), hanno perso la vita 56 lavoratori! Alcuni ferrovieri promotori diquesta battaglia sono stati licenziati proprio da Moretti, nonostante non fossero dipendenti della holding Fs, bensìdi Trenitalia e Rfi. Di questa infame vergogna quel ‘manipolo di ferrovieri rancorosi’ èsempre in attesa che “lorsignori” riparino il danno sindacale, economico, morale.


COORDINAMENTO LAVORATRICI E LAVORATORI AUTOCONVOCATI PER L’UNITA’ DELLA CLASSE

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