Ennesimo infortunio

Comunicato della Lega dei Cavatori di Carrara

La solidarietà spontanea tra lavoratori e lavoratrici, quando si verifica l’ennesimo infortunio o l’ennesima morte sul lavoro, è uno dei segni più autentici di umanità rimasti dentro i luoghi della produzione. In quel momento cadono le divisioni, le gerarchie, perfino le differenze contrattuali: resta solo la consapevolezza di essere persone esposte allo stesso rischio, allo stesso destino imprevedibile e fragile.
Oggi siamo noi con le nostre sicurezze e convinzioni e domani chissà, soggetti diversi, ma uniti dalla condivisione di un futuro incerto, bello o brutto, ma aleatorio e fragile. Il continuo stillicidio quotidiano di incidenti e vittime non può diventare una statistica da scorrere distrattamente tra le notizie del giorno. Ogni numero è un nome, una famiglia, una comunità colpita. Girare la testa dall’altra parte significa accettare che la sicurezza sia un dettaglio, un costo da contenere, una voce sacrificabile nei bilanci, ma la vita non è una voce di bilancio.
Difendere il lavoro non può voler dire difendere qualsiasi condizione di lavoro. Non può voler dire accettare tutto perché quando il lavoro diventa l’unica cosa da salvare a ogni costo, si rischia di perdere tutto il resto: la dignità, la salute, la possibilità stessa di tornare a casa la sera.
La solidarietà tra lavoratori, invece, è un atto politico e umano insieme. È la scelta di non normalizzare l’ingiustizia. È il rifiuto di considerare inevitabile ciò che inevitabile non è. È la consapevolezza che la sicurezza non è un privilegio, ma un diritto fondamentale.
Non vogliamo giudicare il singolo infortunio, ma giudichiamo il fatto che questa solidarietà venga meno e non possiamo permetterlo. Non possiamo lasciare che la paura, la rassegnazione o l’individualismo erodano quel legame che ci tiene uniti proprio nei momenti più difficili. Se si spegne la solidarietà, si spegne anche la forza collettiva di pretendere cambiamento.
Rimettere al centro la sensibilità umana e l’empatia significa ricordare che l’economia esiste per le persone, non il contrario. Significa pretendere prevenzione, controlli, investimenti, cultura della sicurezza. Significa trasformare il dolore in impegno collettivo. Perché nessun posto di lavoro vale una vita e nessuna produttività può giustificare l’indifferenza.

La Lega dei Cavatori di Carrara

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