Hanno paura di un libro o, meglio, sono affetti da paura da… libro

Un libro che dimostra in maniera incontrovertibile che ci fanno vivere da 22 anni in una bolla di menzogna di Stato. Altrimenti un vicepresidente del consiglio dei ministri e un presidente di giunta regionale non si prenderebbero la briga di diffamare in discorsi ufficiali e in interviste televisive, uno storico, Sandi Volk, e il suo libro: “Solo perché italiani? Un ricordo truccato. I primi 20 anni di riconoscimenti agli infoibati”.

Stanno perdendo le staffe perché si sono impelagati da soli con l’art. 3 della legge del ‘Giorno del ricordo’, che prevede di dare un’onorificenza in forma di targa ai parenti degli infoibati. Dopo 20 anni di “premiazioni” in tutte le prefetture d’Italia e al Quirinale, i nomi dei “premiati” sono 823. Non milioni (come ebbe a dire il Gasparri in Tv), non centinaia di migliaia, non decine di migliaia. Neppure mille, bansì 823. Questo lo dicono i numeri forniti dal governo, che poi dà i nomi e i dati anagrafici. Non spiega perché queste 823 persone siano state degne di un’onorificenza. Forse è imbarazzante spiegarlo?

Ma Sandi Volk con una enorme ricerca documentale ha ricostruito le biografie di questi 823, rivelando del tutto la falsificazione prodotta dalla legge e contro la legge: infatti la gran parte di questi 823 non avrebbero potuto essere premiati neppure in base alle larghe maglie previste della legge, perché non “infoibati”, ma morti in combattimento, o in luoghi diversi dal confine orientale, o macchiatisi di efferati delitti riconosciuti da processi, situazioni espressamente escluse dalla legge. Nella parte restante si trovano persone che non c’entrano niente in tutta questa vicenda, partigiani uccisi dai tedeschi, altri morti in campi di concentramento nazisti o sotto bombardamenti alleati; di un certo numero non si trova nulla, in nessuna fonte.

Ma a parte queste incongruenze ed errori o mistificazioni, in cosa consiste il trucco che il libro documenta? Dall’analisi delle figure dei “premiati” emerge che il 70% furono in vita militi fascisti nel territorio dell’Adriatisches Küstenland, al tempo praticamente annesso al III Reich, e quindi furono collaborazionisti dei nazisti che giurarono fedeltà a Hitler: ciò tra l’altro viola un’altra delle disposizioni di legge che sancisce che non possono essere premiati chi operò in formazioni “non al servizio dell’Italia”. Ma era una disposizione inserita come specchietto per le allodole, sapendo che sarebbe stata violata. Perché, i collaborazionisti di Hitler, chi può avere il coraggio di definirli “al servizio dell’Italia”? E poi di quale Italia si parla? Del Regno del Sud? Della RSI? Il Friuli e la Venezia Giulia erano stati praticamente annessi al Reich. I repubblichini, la X Mas, il Reggimento Alpini Tagliamento che operarono sul confine orientale lo fecero agli ordini di Hitler. Imbarazzante spiegarlo, per questo governo e quelli che lo hanno preceduto dal 2004, di centro-destra e di centro-sinistra.

Con questa legge si è non solo raggiunta la parificazione tanto agognata dai fascisti, tra repubblichini e partigiani, ma si è andati molto oltre, con i partigiani diffamati e i collaborazionisti dei nazisti ascesi a vittime, premiati dalla Repubblica italiana nata dalla Resistenza. Un naufragio dell’antifascismo italiano. Ma non è troppo tardi per reagire. Basta capire il ruolo che questa legge ha avuto e smettere di sostenerla, e denunciarne con forza l’imbroglio. Il libro di Sandi Volk, e tutti i libri del gruppo di ‘Resistenza Storica’, prodotti da più di 30 anni, offrono le informazioni storico-documentali necessarie per affrontare la menzogna di Stato. Documentazione che nessun propugnatore della narrazione “foibologica” ha mai né consultato, né tenuto in considerazione, in ricerche che dovrebbero essere alla base di qualunque legge di un paese che vorrebbe definirsi ‘democratico’.

Venerdì 13 ore 21.00 Sandi Volk è a Pontedera per la presentazione del suo libro: “Solo perché italiani? Un ricordo truccato. I primi 20 anni di riconoscimenti agli ‘infoibati'”.
L’iniziativa al Circolo Arci ‘Il Botteghino’,
via Tosco Romagnola 455 – La Rotta

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