Cisgiordania: la colonizzazione dilaga

Secondo un’inchiesta pubblicata da Haaretz e rilanciata da The Cradle il 18 novembre 2025, la situazione nella Cisgiordania occupata è “sul punto di un’esplosione”. A dirlo non sono analisti esterni, ma alti ufficiali israeliani, che parlano apertamente di un sistema di controllo ormai al collasso.
Fonti dell’esercito riferiscono che i comandanti sul campo temono di far rispettare la legge contro i coloni estremisti, poiché ogni intervento scatena attacchi e campagne d’odio contro di loro, coperte dalla protezione politica di ministri e membri della Knesset vicini al blocco ultranazionalista.
Un ufficiale ha definito la Cisgiordania “l’arena più infiammabile”, più instabile della stessa Gaza o del fronte libanese. Un altro avverte: “Basterà un singolo incidente per incendiare tutta la regione e trascinare l’intero IDF nel caos”.
Nel frattempo, il governo Netanyahu continua a spingere l’annessione: il ministro delle Finanze Smotrich avanza piani per consolidare il controllo israeliano sul territorio, mentre il ministro della Difesa, Israel Katz, secondo le fonti citate, “si è completamente chiamato fuori” dalla gestione della crisi.
Il rapporto è esplicito:

• i coloni agiscono in un clima di impunità totale,

• l’esercito è stato “indebolito” fino a non poter contrastare la violenza,

• i soldati vengono usati per proteggere terreni sottratti illegalmente ai palestinesi,

• le aggressioni, gli incendi di campi e le espulsioni forzate continuano quotidianamente senza alcuna conseguenza per i responsabili.

I dati dell’organizzazione israeliana Yesh Din sono impressionanti: il 94% delle indagini sulla violenza dei coloni viene archiviato senza accuse, e solo il 3% porta a una condanna, anche parziale. Il timore degli ufficiali è chiaro: un singolo pogrom particolarmente sanguinoso potrebbe trasformare la Cisgiordania in un nuovo fronte di guerra aperta.
Intanto, la tensione si è già concretizzata: un accoltellamento al crocevia di Gush Etzion ha lasciato un israeliano ucciso e tre feriti, mentre i due palestinesi responsabili sono stati uccisi sul posto dall’esercito, che sostiene di aver trovato esplosivi nel loro veicolo.
La regione è ormai una polveriera, e gli stessi apparati israeliani riconoscono che l’attuale governo sta alimentando dinamiche fuori controllo.

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