In Siria, stesso copione già visto in altri Paesi

Jihadisti conquistano Damasco senza la difesa dell’esercito siriano e con il ritiro di hezbollah. Occupano la TV di Stato e devastano il palazzo del governo e la residenza del presidente, arrestano il primo ministro al Jalali, liberano i prigionieri, gli esuli già ritornano, le masse (dicono) sono in piazza per manifestare la propria gioia. E impongono il coprifuoco dalle 16 alle 5 mattino.
Politici e massmedia si lanciano in un attacco di Assad: dittatore, reo di atrocità, che reggeva un regime sanguinario da oltre 50 anni ecc.
Quello dei “portatori di democrazia” è un copione già visto in epoche recenti con gli interventi in Libia, Iraq, Afghanistan ma i risultati non si vedono.
I ribelli entrano persino nell’Ambasciata italiana e il ministro degli esteri italiano dichiara che non hanno fatto nulla né al personale diplomatico, né ai carabinieri di guardia, hanno solo preso 3 auto. Togliete gli alcolici da casa Tajani! Jihadisti entrano sul suolo straniero e i carabinieri che ci stanno a fare? Le vacanze come in Albania? Se fosse successo in Palestina avrebbero scatenato il finimondo contro l’aggressività dei terroristi e la violazione del suolo italiano.
Trump sostiene che gli Usa non devono farsi coinvolgere. I padroni della Nato, cioè USA (e GB) auspicano che il conflitto non porti alla recrudescenza dell’isis, formazione creata da loro stessi, e promettono di proteggere i vicini Israele, Giordania e Iraq in questo periodo di transizione.
Iraq chiude le frontiere, Iran resta in attesa prima di prendere una posizione, Il governo turco, da sempre anti Assad, esulta e lancia un attacco contro le milizie curde (filo USA) nel nord del paese.
Netanyahu afferma che la caduta di Assad aiuta nel riportare indietro gli ostaggi, che liberarsi da oppressione e tirannia crea nuove opportunità per israele e subito l’esercito sionista prende il controllo della zona demilitarizzata del Golan e impone il coprifuoco nelle 5 città dell’altopiano siriano occupato e annesso a israele, mentre i suoi aerei bombardano, da subito, una zona vicino a Damasco.
Tutta l’Europa e la UE si stanno dimostrando guerrafondaie.
Macron, che dovrebbe pensare alla crisi del suo paese, dichiara che lo stato di barbarie è caduto e rende omaggio al popolo siriano, al suo coraggio, alla sua pazienza assicurando che la Francia continuerà a impegnarsi per la sicurezza di tutti in Medio oriente. La Libia è un esempio!
Per il governo tedesco la fine di Assad è un sollievo per milioni di siriani, e chiede che il paese non cada nelle mani di altri radicali (sic).
La Russia, che in Siria ha le basi militari, è troppo impegnata in Ucraina e preferisce salvare l’amico lasciando la popolazione al destino islamista salafita.
Per l’Onu la Siria si trova ad un punto di svolta e aspetta “con cauta speranza l’apertura alla pace, riconciliazione, dignità, inclusione per tutti i siriani”.
L’8 dicembre è considerato un giorno storico per il medio oriente, forze capitaliste e imperialiste sono riuscite ad ottenere ciò che gli è fallito nel 2011: finire di distruggere un paese laico schierato con il fronte della Resistenza palestinese e contro l’imperialismo USA-NATO, e consegnarlo nelle mani di estremisti fondamentalisti, in attesa di spartirsi la zona.
Il capo dei ribelli di al-nusra, il maggiore gruppo fondamentalista della Siria che come obiettivo ha l’applicazione della sharia, Abu Mohammed al Jolani (Ahmed al Sharaa il suo vero nome) conferma che non ci sarà posto per gli infedeli. Jolani, sul quale pesa una taglia di 10 milioni di dollari, noto per i suoi rapporti con Stati Uniti e Cia, era già coinvolto nel conflitto da quando, nel 2014 era apparso col volto coperto in un’intervista giurando fedeltà ad al qaeda.
Questa ultima operazione e il conflitto ucraino sono inestricabilmente legati. Nella caduta della Siria – considerata un anello centrale nella regione – identificano la caduta di Putin. Se la uniamo alle violente proteste che si stanno verificando in Georgia e Moldavia, il progetto di accerchiamento della Russia è evidente. Situazione che rientra nella pericolosa politica dei governi NATO.
È significativo che i governi borghesi in occidente considerino gli islamici in Palestina spietati assassini terroristi e quelli in Siria dei liberatori del popolo siriano. E intanto israele, che si rafforza, porta avanti il genocidio a Gaza e continua gli attacchi contro i popoli palestinese e libanese con l’obiettivo dell’Iran.

ULPC (commissione internazionale, 8 dicembre 2024)

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