
Mercoledì 9 ottobre oltre 1.300 lavoratori (su 1700) dello stabilimento Samsung India di Chennai in sciopero iniziato il 9 settembre – definito illegale – compresi i loro leader – sono stati arrestati e il presidio dello sciopero è stato smantellato dalla polizia dello Stato del Tamil Nadu. Tra gli arrestati figurano i leader A. Soundararajan, presidente del Centro per i sindacati indiani (CITU) dello Stato del Tamil Nadu, e E. Muthu Kumar, presidente del sindacato dei lavoratori di Samsung India (SIWU).
I lavoratori sostengono che lo sciopero è legale in quanto è stato notificato alla direzione un regolare avviso più di 14 giorni prima dell’inizio dello sciopero, come richiesto dalla legge.
I lavoratori dello stabilimento Samsung di Chennai ricevono attualmente un salario mensile di circa 359 dollari, non sufficiente a coprire le necessità di base. Secondo la Reuters, l’azienda si è offerta di aumentare i salari di 60 dollari al mese e di fornire migliori condizioni di lavoro, accordo respinto perché ritenuto un tentativo di dividere i lavoratori. Hanno affermato che la direzione ha inserito alcuni lavoratori in un cosiddetto “comitato di lavoratori” e ha finto di firmare un accordo con loro, ignorando completamente i lavoratori in sciopero.
Lo sciopero della Samsung Chennai non riguarda solo i salari, ma “il diritto costituzionale dei lavoratori a formare associazioni ai sensi dell’articolo 19 (1) [della Costituzione indiana]” e i loro “diritti di contrattazione collettiva”.
La sinistra si è unita agli appelli di protesta lanciati dalla CITU contro il governo statale. Migliaia di persone hanno partecipato alle proteste congiunte in tutto lo Stato organizzate da CPI (M) – partito comunista indiano marxista – CPI – partito comunista indiano – e CPIML partito comunista indiano (maoista) -, sabato 5 ottobre.
Samsung ha due stabilimenti in India dal 2007 senza che alcun sindacato operi nei suoi stabilimenti: uno a Chennai e un altro nella New Okhla Industrial Development Authority (NOIDA), vicino a Delhi che produce soprattutto telefoni cellulari.
Nello stabilimento di Chennai che produce soprattutto televisori e altri elettrodomestici, lavorano circa 1.700 operai. Di questi circa 1.550 sono iscritti al SIWU (Samsung India Workers Union). Il SIWU aderisce alla CITU, una delle più grandi federazioni sindacali indiane affiliata al Partito Comunista dell’India (marxista).
Il membro dell’ufficio politico del CPI (M) G Ramakrishnan si è recato sul luogo della protesta per estendere la solidarietà ai lavoratori in sciopero.