I macchinisti tedeschi scioperano ancora!

Ai lavoratori e alle lavoratrici tedeschi la nostra solidarietà

Cargo train platform at sunset. Railroad in Donetsk. Railway station

Con lo sciopero, il traffico su rotaia sarà bloccato, per il settore merci, a partire dalle ore 18.00 di mercoledì 6 marzo, mentre il traffico-passeggeri dalle ore 14.00 di giovedì 7, per “35 ore”, a simboleggiare l’obiettivo della vertenza: una riduzione dell’orario di lavoro di tre ore (da 38 a 35) per i turnisti, a parità di retribuzione. Anche stavolta si prevede che si fermi l’80% dei convogli a lunga percorrenza e un numero variabile di quelli locali a seconda delle regioni.
Si tratta di una serie di mobilitazioni che nelle prossime settimane potrebbero nuovamente paralizzare la Germania e i paesi vicini.
Dopo le proteste del 2023 e lo straordinario sciopero del gennaio scorso, durato 6 giorni, il più lungo nella storia delle ferrovie tedesche, i ferrovieri del Sindacato dei macchinisti tedeschi (Gewerkschaft Deutscher Lokomotivführe–Gdl, che rappresenta 40.000 ferrovieri), mettono sotto accusa anche il ministro dei trasporti, Volker Wissing, e scioperano nuovamente per ottenere, da Deutsche Ban, miglioramenti salariali e la riduzione del lavoro settimanale da 38 a 35 ore. Altre “ondate di scioperi” sono annunciate, a seguire senza il consueto preavviso di 48 ore.
Chiedono un aumento della retribuzione di 555 € al mese per i dipendenti, più il pagamento di una tantum fino a 3mila € per contrastare l’inflazione e il carovita.
Uno sciopero di 35 ore le cui conseguenze avranno un impatto enorme, si parla di 1 miliardo di danni e ripercussioni anche sul traffico ferroviario in Austria e sulla linea del Brennero. Paralizzati i trasporti negli hub ferroviari tedeschi di Berlino, Monaco, Francoforte, Colonia ed Amburgo. Ogni giorno attraverso il trasporto ferroviario in Germania vengono esportate 12.000 auto. Secondo i rappresentanti del settore, nei giorni di sciopero molti treni non raggiungono i porti tedeschi ed europei da cui partono navi cargo per paesi extraeuropei. Bloccati anche i container per quelle aziende che trasportano componenti, parti di macchinari fondamentali per la produzione in ogni settore industriale tedesco.
Ma l’ondata di scioperi in corso da settimane nel paese, riguarda vari settori: dai ferrovieri dei servizi passeggeri e treni-merci gestiti dalla compagnia di trasporto statale, agli insegnanti di scuole e asili, al personale di terra delle compagnie aeree (25mila lavoratori Lufthansa hanno scioperato per 72 ore), agricoltori e contadini – che da un mese continuano a bloccare strade e autostrade – e ampi strati del pubblico impiego.
Il cancelliere Olaf Scholz nei giorni scorsi ha ribadito che “scioperare è un diritto di tutti i lavoratori stabilito anche dalla Costituzione”, aggiungendo che “il diritto allo sciopero dovrebbe essere utilizzato in modo ponderato” e la Deutsche Bahn li ha accusati di “tenere il paese in ostaggio” perché ulteriori tagli all’orario di lavoro aggraverebbero una carenza di lavoratori che sta mettendo in difficoltà il sistema ferroviario da anni.

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