Non si può morire di lavoro!

Comunicato di Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)

In una società borghese ovvero in un regime capitalista si muore di lavoro! È drammaticamente accertato e… sperimentato.
Ancora una strage sul lavoro, a Firenze, nel cantiere edile dove l’Esselunga costruisce un nuovo supermercato: 5 morti e 3 feriti gravi. Non è un evento casuale, una fatalità, un errore umano e, malauguratamente, neppure un caso isolato: dall’inizio del 2024 si contano già 197 infortuni mortali, con quelli in itinere, ed è del 30 agosto scorso la strage operaia di Brandizzo, con altri 5 lavoratori straziati sui binari.
Lavori in appalto e subappalto, dove vige il massimo ribasso per i salari e la sicurezza degli operai; il massimo profitto delle imprese, sfruttando anche lavoratori stranieri e imponendo loro orari, turni e ritmi micidiali, l’utilizzo di materiali scadenti, l’assenza di controlli. Padroni senza “lacci e lacciuoli”, con mani libere grazie alla sudditanza dei loro comitati d’affari, cioè dei governi. L’ulteriore liberalizzazione di appalti e subappalti del governo Meloni, provocherà aumento di infortuni e omicidi sul lavoro.
Il solito rituale e ipocrita “basta”, l’apertura di inchieste, i cordogli istituzionali, le lacrime di coccodrillo, i minuti di silenzio, per vite spezzate che non meritano gli onori destinati, invece, a chi viene impiegato in missioni sedicenti “umanitarie”.
BASTA sì! Ma con il capitalismo che uccide e non solo nei luoghi di lavoro. A ogni incidente di tale gravità, 2 o 4 ore di sciopero sono le prime risposte spontanee ma importanti. Un sindacato quale la Cgil, preferisce limitarsi a 2 ore di sciopero, senza disturbare l’economia, anziché mobilitare le categorie a livello nazionale, pur avendone la forza, per lo sciopero generale adeguato alla gravità della situazione su questioni vitali come ‘salute e sicurezza’. Se il sindacato non rappresenta, come dovrebbe, gli interessi delle classi lavoratrici, deve essere compito di queste unirsi, organizzarsi e mobilitarsi, senza alcuna delega e lottare per prevenire e impedire le morti sul lavoro e da lavoro.
La sicurezza, la salute e l’ambiente, sono centrali nelle rivendicazioni e nelle vertenze di tutte le categorie attraverso un lavoro metodico e permanente contro padronato, sistema di sfruttamento e Stato che, attraverso i tribunali, giustifica il sistema assolvendo o, addirittura, neppure processando i responsabili di simili mattanze.
Dobbiamo essere radicali, cioè andare alla radice del problema! Il problema è il regime capitalista, la soluzione è la trasformazione dell’attuale formazione economico-sociale in un altro sistema sociale che cancella sfruttamento e oppressione: il socialismo. Per questo, c’è bisogno dei comunisti organizzati per trasformare le lotte di difesa, di resistenza, rivendicative, in lotta per il socialismo.

Firenze, 19 febbraio 2024

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