LA GUERRA DI PALESTINA

Palestina: alcune riflessioni

A battaglia ancora in corso siamo già in grado di fare qualche primo bilancio e alcune riflessioni. Ciò che emerge subito è la brutalità e la bestialità del colonialismo nazisionista e di chi gli sta dietro, sostenitori, protettori e fiancheggiatori.
Quel che accaduto il 7 ottobre non è solo stupefacente, sorprendente, ma è anche meraviglioso coi suoi effetti sia sulle masse palestinesi ed arabe sia su quelle mondiali, queste ultime hanno varcato quel confine degli storici attivisti al fianco della lotta palestinese. Oggi guardando le piazze in tutto il mondo vediamo una presenza maggioritaria dei giovani che molto probabilmente sono al loro primo passo in questo campo minato. Questo sì che è un risultato stupefacente considerando la campagna nazisionista martellante a tutti i livelli e in tutti gli ambiti, stampa, TV e social, senza scordare la politica elitaria.
Dagli eventi di Gaza emergono tre verità che per alcuni decenni, per la precisione dal 1949 ad oggi, sono stati in qualche maniera tenute nascoste:

a – che sia il nazismo che il fascismo non sono mai stati debellati;

b – che le Nazioni Unite e tutto ciò che da essa nasce, come la Carta dei Diritti Umani, il Diritto all’autodeterminazione dei popoli, il Tribunale Penale Internazionale, UNESCO e UNRWA etc, sono state usate come una coperta per coprire l’essenza e natura dei regimi capitalisti e imperialisti.

c – che la cosiddetta “civiltà” occidentale non è altro che guerre, crimini e morte.

Sono proprio queste “civiltà” che hanno causato le maggiori catastrofi a livello planetario. Finito di scannarsi tra di loro, dopo la 2^ guerra mondiale, hanno cominciato a massacrare tutte le altre popolazioni, una mattanza perpetua che non è mai cessata fino ai giorni nostri. Per motivare e giustificare tutto ciò l’imperialismo occidentale si incamiciava con la solita retorica della civilizzazione, dei diritti umani, della giustizia. Si parla di fratellanza e di uguaglianza e soprattutto di democrazia e di valori democratici e occidentali. Non sto negando che in mezzo e forse anche per colpa di questo marasma che sono emersi grandi uomini e donne in vari ambiti, sia filosofici che scientifici, grandi letterati e artisti. Uomini e donne fautori di quel che avrebbero dovuto essere le fondamenta della civiltà o meglio delle civiltà europee. Invece, di questo lascito, sembra che non ne sia rimasta traccia, lasciando che la barbarie dominasse tutto il panorama. Anzi, e come dicevamo prima, questa eredità viene usata per motivare la barbarie.
I governi occidentali, tutti, hanno dichiarato lealtà all’entità sionista. Questa lealtà non si traduce sul terreno in sostegno politico solamente, ma viene a coprire gli efferati crimini contro il popolo palestinese inventando il falso diritto di israele all’auto difesa. Non importa l’entità di questa spietata difesa, non importa se ad essere il bersaglio di questa difesa sono tutti gli inermi tra bambini, donne e uomini indifesi. I nazisionisti stanno compiendo un genocidio sotto gli occhi di tutti e, invece di invitare i nazisionisti alla moderazione, coprono questi crimini con una censura negazionista già vista in tutte le guerre imperialiste, ad esempio Iraq e Siria. Ciò fa di questi governi e di tutto l’esercito dei giornalisti embeded partecipi appieno di questa mattanza. Viene subito lanciata la campagna antiterrorismo, vengono perseguitati e repressi tutte le voci dissidenti e vengono spolverate tutte le leggi emergenziali di epoca fascista. A questa massa di nazisti e fascisti si aggiunge quel gregge di trotzkisti, “Palestina Libera però Hamas…”, che si confermano parte di questo ingranaggio e al servizio dell’imperialismo mettendo allo stesso livello vittima e carnefice, negano il diritto della vittima alla sua libertà e liberazione offrendo in compenso tutto il diritto all’auto difesa al carnefice. Si inventano un popolo ebraico mai esistito e sostengono un’entità colonialista illegittima. Persino la storia viene manipolata e falsificata facendo modo di accomodare la loro narrazione e presentarla in linea con quella raccontata dall’impero.
Non possiamo non citare le buone anime che si travestono in pacifisti e contro la violenza. Poco credibili e falsi pacifisti che si svegliano solamente in quelle occasioni in cui la vittima si ribella contro le vessazioni e le brutalità del carnefice attribuendo tutte le volte la colpa di tutto quel che accade alla vittima.
I governi occidentali, tutti, hanno dichiarato lealtà all’entità sionista. Questa lealtà non si traduce sul terreno in sostegno politico solamente, ma viene a coprire gli efferati crimini contro il popolo palestinese inventando il falso diritto di israele all’auto difesa. Non importa l’entità di questa spietata difesa, non importa se ad essere il bersaglio di questa difesa sono tutti gli inermi tra bambini, donne e uomini indifesi. I nazisionisti stanno compiendo un genocidio sotto gli occhi di tutti e, invece di invitare i nazisionisti alla moderazione, coprono questi crimini con una censura negazionista già vista in tutte le guerre imperialiste, ad esempio Iraq e Siria. Ciò fa di questi governi e di tutto l’esercito dei giornalisti embeded partecipi appieno di questa mattanza. Viene subito lanciata la campagna antiterrorismo, vengono perseguitati e repressi tutte le voci dissidenti e vengono spolverate tutte le leggi emergenziali di epoca fascista. A questa massa di nazisti e fascisti si aggiunge quel gregge di trotzkisti, “Palestina Libera però Hamas…”, che si confermano parte di questo ingranaggio e al servizio dell’imperialismo mettendo allo stesso livello vittima e carnefice, negano il diritto della vittima alla sua libertà e liberazione offrendo in compenso tutto il diritto all’auto difesa al carnefice. Si inventano un popolo ebraico mai esistito e sostengono un’entità colonialista illegittima. Persino la storia viene manipolata e falsificata facendo modo di accomodare la loro narrazione e presentarla in linea con quella raccontata dall’impero.
Non possiamo non citare le buone anime che si travestono in pacifisti e contro la violenza. Poco credibili e falsi pacifisti che si svegliano solamente in quelle occasioni in cui la vittima si ribella contro le vessazioni e le brutalità del carnefice attribuendo tutte le volte la colpa di tutto quel che accade alla vittima.
Ci vogliono tutti con la testa e la schiena chinate esattamente come sono le loro teste e schiene chinate di fronte a tutte le ingiustizie praticate in casa loro. Questa massa, ormai, al posto della materia grigia, in testa hanno della cellulosa, spugna e carta assorbente e non sono più in grado di pensare con la propria testa. Assorbono tutto ciò che la scatola nera, TV e giornali gli propinano e diventano un’eco che diffonde le false notizie rafforzando la falsa narrazione nazisionista.
Ecco, è tutta qui la civiltà, ridotta in macerie e di fronte ai crimini che si compiono in nome di questa civiltà, si può affermare che il re è nudo, che l’occidente è nudo e non ha nessun diritto e legittimità di parlare di diritti umani, di giustizia, di eguaglianza etc. L’imperialismo occidentale è sempre più una organizzazione a delinquere altro che mondo civilizzato.
Questa situazione rischia di acuirsi per le trasformazioni che investono il mondo e la sconfitta inevitabile del capitalismo occidentale. Un capitalismo che farà di tutto per non perdere terreno e arretrare. Sono il capitalismo e i capitalisti che hanno fatto del nazismo e del fascismo la loro bandiera mai ammainata, che ricorreranno sempre ai loro mezzi abituali, le guerre, in forma ancor più brutali e distruttive. E pensare che siamo solo all’inizio malgrado la mattanza che hanno messo in opera in Palestina, o forse che questa mattanza è solo un avvertimento?

Sull’attacco di terra

Si continua a parlare, anche troppo, dell’attacco di terra che a questo punto forse non avverrà mai più, almeno non nei tempi brevi. La paura di un fallimento serpeggia in tutti gli ambiti dell’entità sionista e continuano a cercare giustificazioni di ogni genere (una volta per il mal tempo, un’altra perché le truppe non hanno ancora tutte le attrezzature necessarie per attaccare, un’altra ancora che gli Usa gli hanno chiesto tempo per rafforzare la loro presenza e le loro difesa nella regione, adesso e per ultima, che vogliono esplorare la possibilità della liberazione almeno in parte e soprattutto gli ostaggi con la doppia cittadinanza con uno scambio).
Insomma le truppe dell’esercito nazisionista continuano a stazionare distanti almeno 26km dai confini della striscia di Gaza senza osare avvicinarsi.
Al contrario, sono le forze della Resistenza palestinese che continuano ad attaccare queste truppe nei luoghi di ammassamento e lo fanno sia con i colpi di mortai o missili o droni, oppure con infiltrazioni di partigiani che vanno in cerca del contatto col nemico per colpirlo e non lasciarlo sereno neanche per un attimo.
Il fatto che nelle acque del Mediterraneo continuino ad ammassarsi navi da guerra dei paesi principali della Nato significa due cose principalmente:

1 – che si preparano ad una guerra più vasta e per dare una mano più che concreta all’entità sionista ormai allo sbando, oppure

2 – cercando di minacciare gli altri componenti dell’asse della resistenza a qualsiasi tipo di soccorso ai palestinesi. Ma a guardare quel che succede sul terreno possiamo solo dedurre che l’asse della resistenza sta dimostrando di essere saldo ed unito e ciascuno ha già cominciato a muoversi nelle aree di propria competenza.
La resistenza libanese è ormai entrata a tutti gli effetti nella guerra anche se per il momento con una intensità bassa. Già nei primi giorni i resistenti dal Libano hanno cercato ed ottenuto di colpire tutte le postazioni di sorveglianza e ascolto israeliane lungo tutto il confine con la Palestina.
Questo primo obiettivo è stato raggiunto quasi subito e i militari israeliani per vedere ciò che avviene dall’altra parte del confine si devono esporre diventando obiettivo facile da colpire ed è questo in realtà ciò che sta avvenendo, oltre a colpire giornalmente le basi militari presso il confine libanese o quelle addirittura in terre libanesi ancora occupate dai sionisti.
Ultimamente il cerchio del fuoco della resistenza libanese si è allargato andando a colpire città/colonie sioniste in profondità come per esempio Kiriat Shmoneh che dista 20km circa.
I commentatori sionisti cominciano a descrivere i loro soldati come le anatre che vengono cacciate e colpite tutte le volte che Hezbollah vuole.
Anche la resistenza irachena e quella siriana hanno cominciato a colpire basi militari Usa sia in Iraq che in Siria. Questi attacchi con missili e droni hanno cadenza quotidiana e stanno aumentando sia di intensità che di estensione, ora si parla di 4/5 basi che vengono attaccate ogni giorno. Fonti del pentagono parlano di 24 soldati yankee feriti, e tutto ciò che la censura permette di far trapelare.
Anche lo Yemen si è mosso sparando 5 missili balistici e 15 droni verso il sud della Palestina intercettati tutti da una nave di guerra Usa. ma la minaccia di colpire tutte le navi da guerra della coalizione yankee e le navi commerciali israeliane o quelle che hanno destinazioni i porti dell’entità sionista ha diffuso la paura in tutti tenendo per il momento queste flottiglie lontane da Bab El Mandeb.
Noi qui non abbiamo altra scelta che ripeterci: l’esercito nazisionista è allo sbando e non è più in grado di scendere in guerra contro nessuno. Questo esercito sta incontrando difficoltà enormi persino a fronteggiare la resistenza palestinese in Cisgiordania, l’anello più debole al momento in tutte le piazze dell’asse della resistenza, propria per la tenacia dei partigiani palestinesi in Cisgiordania, almeno 60mila assassini di professione nazisionisti vengono tenuti lontani dai confini della striscia di Gaza, lo stesso dicasi per la resistenza libanese che malgrado le minacce di far tornare il Libano all’età della pietra, la resistenza continua a dare la caccia ai mercenari sionisti con le modalità che scelgono loro e con i loro tempi.

Il somaro egiziano

Le voci che sono trapelate riguardanti un piano di trasferimento di massa dei palestinesi di tutto il nord e il nord est della striscia verso il Sinai sembrano invece un piano in dirittura d’arrivo. Il piano prevede la deportazione di 1.5milioni di palestinesi che stanno nella zona inclusa nel triangolo Beit Lahya-Beit Hanun-Jabalya. Veniamo a sapere adesso che questo piano risalente addirittura agli anni ’50 e rivisto diverse volte è stato discusso nel ambito degli accordi di Abramo portato avanti con l’amministrazione Trump. Queste trattative sembrano essere giunte a buon punto e mancavano alcuni particolari, pochi, per l’accordo finale. Con questo vogliamo dire che l’attuale governo egiziano non solo sapeva, bensì trattava e si accordava, il che vuol dire che governo e presidente erano sostanzialmente d’accordo a portare avanti il piano/disegno. Ciò potrebbe essere la vera spiegazione plausibile sulla scelta degli egiziani di stare alla larga e mantenere una neutralità vergognosa.
Il governo egiziano si è mosso solamente al quinto giorno di bombardamenti martellanti proprio in quella zona della striscia di Gaza destinata ad essere svuotata. Un bombardamento che ha costretto centinaia di migliaia allo sfollamento. La mossa tardiva degli egiziani era di bloccare il valico di Rafah e tutta la frontiera con Gaza. L’operazione “alluvione di Al-Aqsa” ha mandato in mille pezzi tutto il complotto e costretto gli egiziani a far marcia indietro. In questi giorni i particolari riguardanti le trattative e gli accordi proprio su questo piano vengono fuori e vengono diffusi. il fatto sorprendente è che gli sfollati hanno cominciato tutti a tornare a quel che è rimasto delle loro case o territorio. Questa è Gaza, questi sono i gazawi, la loro resistenza dovrebbe essere un esempio per tutti, proprio tutti.

Macron

Si vede che i palestinesi ce l’hanno con il francese… a Ramallah una mega manifestazione contro la visita di Macron nella città, accolto come tutti i suoi precedenti con le sassaiole e gli scontri con i cani di guardia dell’Anp, blocco delle strade e slogan di tanta rabbia contro la Francia. Con la visita di Macron nell’entità nazisionista, le sue parole di manifesto appoggio e sostegno, ma soprattutto di rassicurazione che israele non è sola e se occorre troverà la Francia al suo fianco a fronteggiare tutte le sfide/minacce. Questa visita dimostra in modo sempre più chiaro il motivo e lo scopo di tanto pellegrinaggio: – mettersi in mostra come difensori di questo avamposto dell’imperialismo occidentale – rassicurare l’entità sionista dopo il duro colpo che ha subito, mandare un messaggio/avvertimento a tutti gli attori regionali dall’intervenire in soccorso della Palestina sia a Gaza che in Cisgiordania, ma la situazione sta sfuggendo di mano. Gaza resiste e risponde, anche lanciando la sfida per il ventilato attacco di terra – in Cisgiordania la resistenza armata sta progredendo e le abituali incursioni nazisioniste nelle città e villaggi palestinesi sono sempre più complicate e pericolose. In israele crescono le polemiche interne e il governo è sempre più isolato, per la prima volta nella storia dell’entità ci sono gli sfollati, più di 300mila molti dei quali costretti a stare nelle tendopoli con scarsa assistenza. In israele tutti i settori economici stanno subendo un duro colpo d’arresto per mancanza di mano d’opera sia per il richiamo dei riservisti, 360mila, tolti alla catena produttiva, sia per lo stato d’emergenza e il coprifuoco, quest’ultimo colpisce particolarmente i palestinesi degli interni impiegati soprattutto nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura.
Lo stato di guerra ha visto molte agenzie del trasporto marittimo ed aereo annullare o congelare i loro contratti con l’entità sionista, questo fatto sta paralizzando l’import/export, non arriva più nulla nei porti sionisti e se questa situazione dovesse prolungarsi il rischio di una paralisi totale nei settori produttivi israeliani diventerà realtà concreta. La Palestina degli interni, i palestinesi stanno tenendo in stallo 80mila tra soldati e poliziotti costretti a vigilare e eventualmente reprimere questo vasto territorio, il 78% della superficie storica della Palestina. Sono lì inchiodati e sottratti ad interventi in altri territori palestinesi. Sta di fatto che l’entità sionista sta impiegando tutto il suo potenziale, sia materiale che “umano”, sta comportando tantissime spese che israele non è in grado di sostenere. Le visite dei tante nazisti e fascisti occidentali, lo stanziamento di 18 miliardi di dollari dagli Usa, tutto serve a riempire le casse dell’entità sionista.

Ps – notizia non confermata riguarda la partecipazione di aerei di guerra degli Emirati ai bombardamenti di Gaza. Pur essersi trapelata e discussa nei giorni scorsi, dagli emirati non è ancora arrivata nessuna smentita, o almeno, io non l’ho vista.

L’informazione e la cibernetica

Qui di seguito una riflessione su quanto sta emergendo come uno dei parti di questa eroica resistenza del popolo palestinese a livello mondiale: l’orribile natura del blocco occidentale l’ennesima sconfitta dell’esercito che non perde e in particolare sul piano dell’informazione sta provocando uno scossone senza precedente sul piano mondiale. Malgrado tutto ciò che si è detto sulla superiorità di israele sul piano tecnologico e dell’informazione di massa, in particolare nei paesi del blocco occidentale, un pugno di hacker palestinesi e del asse della resistenza ha messo in tilt la macchina cibernetica israeliana e quella occidentale tutti messi insieme. La resistenza palestinese e araba è stata in grado di bucare il web non solo paralizzando completamente tutti i mezzi di controllo e spionaggio informatici israeliani ma è riuscita anche a portare le notizie dal “campo” senza filtri e in maniera istantanea. Il mondo intero è riuscito a seguire e vedere i crimini nazisionisti malgrado la censura operata in tutto l’occidente sia dai governi che dai giganti della rete e delle informazioni di massa giornali e TV, chiunque ha potuto documentarsi e vedere le menzogne che si propinano in occidente, chiunque ha potuto rendersi conto del lavaggio del cervello quotidiano cui vengono sottoposti i cittadini occidentali. Se noi possiamo assistere alle manifestazioni quasi quotidiane in tutte le città occidentali, all’ingrossamento delle fila del dissenso di massa rispetto alle posizioni oligarchica al governo in tutte le capitali, è grazie all’efficacia dei mezzi legati alla resistenza palestinese e all’asse della resistenza sia regionale che mondiale, non avremmo potuto come palestinesi, arrivare dove siamo arrivati se non ci fosse la leva sul posto in occidente. Questa leva è costituita da quell’arcipelago o mosaico di compagni/e e di organizzazioni che hanno preso in mano loro il compito di diffondere le notizie e costruire il dissenso, le manifestazioni oceaniche cui abbiamo assistito il 28 ottobre hanno fatto tremare i palazzi del potere e in particolare a Londra e a Washington.
In Gran Bretagna il partito dei conservatori al governo ha cominciato la strada in caduta libera ancor prima del favoloso attacco “alluvione di Al-Aqsa” per cause sia interne che quelle legate all’operazione russa in Ucraina, ma è la dirigenza del partito dei laburisti che comincia a tremare e per il semplice fatto che si è legata mani e piedi, ma anche collo, all’entità sionista. Ricordiamo a proposito come hanno epurato il segretario Korbin perché era vicino alle rivendicazioni politiche palestinesi, oppure, di come hanno lanciato la caccia alle streghe all’interno degli atenei universitari e sui luoghi di lavoro cercando di criminalizzare e quindi impedire qualsiasi attività in sostegno e appoggio alla lotta palestinese. Ebbene, la risposta ai loro tentativi di oscuramento è arrivata ieri (27/10/23-ndr) ed è una risposta da brividi. Lo stesso dicasi per Biden e il suo partito, qui lo scossone non arriva solamente dalla piazza ma anche dall’interno del partito stesso e dove il dissenso nelle fila dei democratici è diventato determinante. Le due anime del partito democratico, l’ala liberale e quella di sinistra sono molto distanti, questa distanza è diventata insanabile e inconciliabile, ciò è legato sia alle politiche interne sia, o soprattutto, alle politiche in materia internazionale, leggesi Ucraina e Palestina. Ciò accade in USA in un periodo di grandi preparativi per oliare la macchina elettorale presidenziale e l’ala liberale sta correndo grandi rischi, non di perdere contro i repubblicani, questo è un dato assodato, ma di perdere il controllo dentro il partito democratico in favore della “sinistra”. Se ciò accadesse sarebbe la prima volta nella storia yankee e, attualmente, non siamo in grado di immaginare l’America con la “sinistra” yankee alla guida?!!
Detto ciò, le posizioni occidentali troppo spinte in favore dell’entità sionista fino a coprire gli orribili crimini commessi da questa stanno suscitando un’ondata di sdegno senza precedenti. Moltissimi paesi hanno già tradotto questo sdegno in rabbia e rottura con il blocco occidentale e in testa al quale gli Usa. Tanti altri paesi si stanno gradualmente allontanandosi da questo blocco, tutto ciò non sta avvenendo per le politiche di sfruttamento delle popolazioni nei cosiddetti paesi del sud, o meglio non solo a causa di questo sfruttamento e dominio, bensì all’appoggio incondizionato alla macchina della morte nazisionista. Queste posizioni in occidente hanno fatto trapelare l’orribile e vera faccia di tutti nel blocco occidentale.
Negare che ci siano tutte queste vittime in Palestina e in particolare a Gaza, minimizzare i numeri dei bambini e delle donne trucidate dalle bombe dei nazisionisti e Usa e impedire che arrivino aiuti umanitari e di soccorso per la popolazione inerme sotto i bombardamenti, ha messo in evidenza quanto sono falsi e di puro opportunismo i loro ripetuti discorsi in materia di diritti e democrazia. È emersa tutta l’ipocrisia occidentale in tutte le sue facce. Ora tutti sanno che le oligarchie occidentali sono false, ipocrite, opportuniste, guerrafondaie e criminali, le capitali del blocco occidentale cominciano a somigliare sempre di più ai covi del crimine organizzato, questa immagine è molto più nitida tra le masse arabe e musulmane e dove il blocco occidentale sta rischiando il tutto per tutto. Le ferite subite dal corpo delle masse in questi paesi continuano ad essere riaperte dagli interventi scellerati delle oligarchie occidentali senza lasciare il tempo di rimarginare, ferite che col tempo sono diventate insanabili e ora che il sangue in Palestina sgorga forte da queste ferite il blocco occidentale rischia di essere espulso definitivamente dalla regione. Gli Usa e la Nato possono ammassare truppe quanto vogliono nella regione, ma ricordiamo che tutte queste truppe sono state sconfitte da singoli paesi, singole resistenze come è avvenuto in Somalia, Libano, Iraq, Afghanistan, in Siria quasi, e saranno sconfitte anche adesso visto che la resistenza alla loro presenza e ingerenza si è estesa a toccare un territorio e popolazioni grandi dieci/quindici volte le popolazioni che li hanno già sconfitti e citate prima.

Sfollati

400mila sionisti sfollati e moltissimi dei quali dichiarano di non voler più tornare alle loro precedenti abitazioni. Intanto anche con gli sfollati le polemiche non hanno modo di alleggerirsi, prima erano per la mancanza di protezione e sicurezza, poi per l’incapacità dello Stato a porre fine agli attacchi della resistenza, ancora le polemiche sulla mancata liberazione dei prigionieri sionisti in mano alla resistenza palestinese, adesso le polemiche si concentrano sul fatto che nessuna struttura alberghiera li vuole perché lo Stato non sta pagando e perché non li vuole nessuno nel mondo neanche come turisti perché sono ladri e lerci aggiungo io.
Per quanto riguarda i prigionieri, ieri come consueto le famiglie dei prigionieri sionisti in mano alla resistenza palestinese hanno tenuto il loro consueto presidio. Ebbene questi sono stati attaccati da gruppi della destra nazisionista e in alcuni casi sono venuti alle mani.
Dal punto di vista economico il nazisionista Smotrich, ministro della finanza israeliano, ha dichiarato una settimana fa che i costi quotidiani dell’aggressione sionista ammonta all’incirca a 256milioni di dollari al giorno. Smotrich non calcola le perdite della borsa israeliana che sono state stimate in diversi miliardi al giorno e, a tutto questo se si aggiunge la perdita di valore dello shekel, la moneta israeliana, possiamo dedurre che israele ha già perso decine di miliardi.
Negli ultimi giorni le spese sono aumentate drasticamente perché sono aumentate d’intensità i bombardamenti e i missili e le bombe che vengono usati ultimamente sono molto più costosi. Gaza viene distrutta ma viene auto distrutta l’economia israeliana. Pensare che per un’entità nata e vissuta per motivi economici, la faccenda comincia o potrebbe avere risvolti drammatici per i nazisionisti.

Un compagno palestinese

ottobre 2023

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