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Crisi di governo e unità di classe

Unità di classe contro i governi borghesi

Il 20 agosto, dopo il discorso al Senato, Conte si è dimesso da presidente del Consiglio e si sono aperte le consultazioni di Mattarella.
Il capitano della Lega, l’8 agosto, aveva aperto la crisi del governo giallo-verde. L’occasione. il voto sulla Tav, sul quale il M5S si era espresso diversamente dalla Lega, per salvare la faccia rispetto ai suoi continui cedimenti e compromessi.
La crisi, annunciata da tempo, mette a nudo il disfacimento della democrazia parlamentare borghese; una crisi caratterizzata dal meschino livello dei politicanti che ne sono i protagonisti, spacciate anche da gran parte dei media come “statisti”. In 14 mesi il governo M5S-Lega si è distinto per continue polemiche, litigi, intrighi e pugnalate alle spalle tra i due partiti diversamente populisti. In questo, oltre che nelle false e fasulle promesse elettorali, il governo uscente si è dimostrato del “cambiamento” alla pari di quelli che lo hanno preceduto.
Le dispute sulla Tav, sulla “autonomia regionale e differenziata”, sulla flat-tax, etc. hanno evidenziato le contraddizioni esistenti fra settori di borghesia e di piccola borghesia rappresentati nella maggioranza di governo.
Dopo le elezioni europee, che hanno ratificato il ribaltamento dei rapporti di forza fra M5S e Lega, era apparso chiaro che la convivenza fra partiti populisti non avrebbe resistito a lungo. Ha avuto una durata di 445 giorni, di presa per il c… per italiani e italiane.
Il motivo principale per cui Salvini ha provocato la crisi di governo è stato per evitare di assumere, assieme all’alleato-avversario, la responsabilità della pesante manovra economica che si profila nel quadro dell’ormai prossima recessione.
Spinto da gruppi industriali d’assalto e sull’onda di favorevoli sondaggi, il capitano della Lega ha scommesso sul voto d’autunno.
Ha sbagliato tempi e mosse, commettendo grossolani errori di valutazione. Una volta aperta la crisi, non è andato fino in fondo , dimostrando i limiti politici della sua ben oliata macchina propagandistica.
Dopo il valzer delle consultazioni sapremo se l’attuale parlamento darà fiducia a un altro governo o si andrà ad elezioni anticipate.
Nel primo caso, sarà un governo antipopolare ed antioperaio “di transizione” sulla base di una maggioranza M5S-PD, con l’appoggio di vertici istituzionali e l’aiuto delle centrali sindacali collaborazioniste. Un governo ben visto dall’oligarchia di Bruxelles, che si farà carico di presentare la legge di bilancio nel nome della politica di austerità, dietro il pretesto dell’aumento dell’Iva.
Nel secondo caso, le elezioni saranno una sorta di referendum sui pieni poteri a Salvini, come ha chiesto, per instaurare un regime sempre più autoritario al servizio dei gruppi più reazionari e aggressivi del capitale monopolistico e degli Usa di Trump.
Nei prossimi mesi la temperatura politica salirà, mentre l’inevitabile raffreddamento dell’economia avrà un impatto profondo sulla situazione italiana che già vede centinaia di crisi aziendali irrisolte.
La nostra vera ed unica forza sta nell’unità d’azione in difesa degli interessi del proletariato, nella lotta nelle fabbriche, nei quartieri, nelle scuole, negli ospedali, nelle piazze.
L’unica via di uscita dalla attuale situazione è la mobilitazione e l’organizzazione del proletariato e delle masse popolari.
Per avanzare nella giusta e concreta prospettiva, il compito dei comunisti e degli elementi di avanguardia della classe è, oggi, di unire forze possibili e necessarie per costruire l’Organizzazione politica come transizione alla ricostruzione del Partito comunista.

23 agosto 2019

Coordinamento Comunista Toscano (CCT) coordcomtosc@gmail.com
Coordinamento Comunista Lombardia (CCL) coordcomunistalombardia@gmail.com
Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia teoriaeprassi@yahoo.it
Collettivo comunista (m-l) di Nuoro cocoml.nuoro@gmail.com
Coordinamento Comunista Veneto (CCV)
Per un Partito Comunista Popolare (Piemonte)

30 giugno 1960 – 30 giugno 2019 Genova antifascista

Abbiamo partecipato alla manifestazione del 30 giugno promossa da ‘Genova antifascista’.
Assieme ai compagni della Toscana e di Genova, abbiamo sfilato con gli striscioni del Coordinamento Comunista Toscano e del Coordinamento Comunista Lombardo, alcune bandiere rosse e diffuso 600-700 volantini (si veda il testo qui a seguire)

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30 giugno: Pratobello 50 Annos la marcia

Marcia di rievocazione degli eventi di Pratobello, che si terrà Domenica 30 Giugno a partire dalle ore 17 ad Orgosolo.

Gli eventi che si svolsero nel Giugno del 1969 portarono la popolazione orgolese ad occupare le terre pubbliche attorno al poligono di tiro al fine di impedire le esercitazioni militari. Seguendo lo spirito che guidò le persone nella partecipazione attiva e consapevole, l’obiettivo della giornata sarà rivivere assieme ed attualizzare le motivazioni che guidarono la Lotta, riconducendole all’attivismo attuale presente in Sardegna e coinvolgendo le numerose realtà che oggi nella nostra isola portano avanti cause e battaglie di giustizia sociale, difesa della persona e del territorio.

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14 giugno sciopero nazionale metalmeccanici

Difendiamo i nostri interessi con la lotta e l’unità di classe,
contro l’offensiva dei padroni e dei governi!

La realtà in fabbrica è caratterizzata dal progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro: intensificazione dello sfruttamento, dei carichi e dei ritmi di lavoro, turni massacranti, salari più poveri, regime da caserma, malattie professionali e “omicidi bianchi”.

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A chi giovano le elezioni europee

A fine maggio saremo chiamati a votare per le elezioni del parlamento europeo. Per incoraggiare le masse popolari, che da tempo e in maniera sempre crescente si astengono dalle tornate elettorali, i finanzieri internazionali e i grandi industriali, attraverso i loro media, affermano che l’UE è una gran bella cosa poiché dopo la Seconda Guerra mondiale ci sarebbe stato un periodo ininterrotto di pace in Europa. Tutto ciò è decisamente falso. Questi signori dimenticano i piani aggressivi ed espansivi degli USA e della NATO, la guerra di Algeria e il golpe di De Gaulle nel 1958, le lotte di liberazione nazionale dei Paesi Baschi e dell’Irlanda, la rivoluzione in Grecia e la guerra civile nell’ex Jugoslavia; si dimenticano anche di dire che gli eserciti degli stati europei sono coinvolti in quasi tutte le aggressioni imperialiste e neocolonialiste in Africa, in Medio Oriente e in altre parti del mondo; dimenticano di dire che l’esercito italiano è attualmente presente in oltre 34 paesi esteri, malgrado la Costituzione democratico-borghese “ripudi la guerra”.

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“Grida e Manifestazioni Sediziose” art. 654 del codice penale

Con l’articolo 654 del C.p., il compagno Umberto di Carpi, 71 anni, è stato fermato e trattenuto per ore in questura per aver contestato il comizio del noto capo Lega, Matteo Salvini.

Durante il comizio, alla presenza di circa 300 leghisti e curiosi, il compagno è salito sul tetto di un’abitazione ed ha esposto uno striscione contro la politica salviniana. È bastato … per far intervenire le forze dell’ordine solerti nel ripristinare l’ordine.
Che cosa avrebbe detto l’ex presidente della Repubblica, Sandro Pertini, che da presidente aveva manifestato un suo pensiero: “libera piazza, liberi fischi?

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Elezioni europee: NON votare Organizzare la LOTTA!

Domenica 26 maggio, saremo chiamati ad esprimerci su quale “cordata” dell’imperialismo siederà al parlamento di Bruxelles dove governa la legge del capitale monopolistico. Unione europea che, in stretto legame con la NATO (alleanza militare che impone le sue Basi nucleari sul nostro territorio e che costa agli italiani 80 milioni di € al giorno!), come in Sardegna, territorio già penalizzato dalla presenza dell’occupazione militare Nato e Usa per un totale di 160.000 ettari e con l’ipotesi di installazione del deposito unico di scorie nucleari, e sostiene gli interventi economici e militari in varie parti del mondo, distruggendo popoli e paesi, saccheggiando le risorse naturali, devastando l’ambiente.
Il voto europeo interno alla crisi capitalista che non accenna a diminuire; capitalismo che organizza la lotta veemente per il predominio dei mercati riversando i suoi effetti sul proletariato: aumento della disoccupazione, della precarietà, dello sfruttamento, dell’impoverimento.Tagli alla sanità e ai servizi, debito pubblico scaricato sulle generazioni future e sui pensionati.
Questo è il capitalismo che impone la società basata sul profitto delle multinazionali e dei monopoli, che stabilisce vincoli di austerità finalizzati alla sua riproduzione avvalendosi dell’UE, della BCE, del FMI. Un capitalismo disposto a soluzioni sempre più reazionarie e ad aggravare i pericoli di nuovi conflitti militari.
L’Unione europea non è riformabile a favore dei lavoratori e dei popoli, né si può “emendare” perché è diretta dal grande capitale e dai centri di potere della finanza.
Non è accettabile trasferire anche in Europa i rappresentanti della borghesia italiana che continua a spartirsi i propri affari sfruttando milioni di lavoratori sia in Italia che all’estero sotto il segno del nazionalismo, del razzismo e del federalismo (Lega, “destre nazionali”, M5S, FI), o in nome dell’europeismo riformista (PD e “sinistre” varia) e che, da anni, aggredisce sistematicamente la condizione degli operai e delle masse popolari, utilizzando ogni sorta di repressione per soffocare ogni forma di resistenza e di opposizione.
L’esperienza e la realtà di questi anni mostrano chiaramente che, oggi, non esiste ‘alternativa’ elettorale per la mancanza di un soggetto politico, il proletariato cosciente ed organizzato nel Partito; il soggetto in grado di rispondere efficacemente alla gravità della situazione.
Respingiamo le false illusioni generate da elezioni; un inganno, una falsa democrazia e un utile economico proficuo per i potenti e i poteri forti a spese dei deboli e dei senza-potere.

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70 anni di guerre imperialiste e orrori

FUORI L’ITALIA DALLA NATO
CHIUDERE LE BASI USA

Il 4 Aprile 1949 a Washington, 12 paesi imperialisti, tra cui l’Italia, firmavano il Trattato Nord Atlantico, Patto fondativo della Nato (Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord), origine della strategia di aggressione contro l’Unione Sovietica e i paesi socialisti da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati.

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10 aprile 2019 – Bombe su Belgrado: vent’anni dopo all’origine delle guerre umanitarie

Vi proponiamo il video della serata in oggetto organizzata dal C.i.p. “Georges Politzer” (oggi aderente a questo percorso), insieme a Jugocoord Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia Onlus e lo Slai Cobas:

Video introduttivo della serata:

Video introduttivo della serata

Video riassuntivo della serata: